La frontiera della partecipazione al centro della Rassegna urbanistica dell’Inu

Inu 29/11/2018 760

La Partecipazione dei cittadini nel Progetto e nella Pianificazione Urbana e del Territorio

Se c’è un tema che nella fase storica recente, nell’ambito della progettazione e della pianificazione urbana e del territorio, ha fatto registrare novità ed evoluzioni è quello della partecipazione dei cittadini alla scelte.  Nata come pratica residuale, è ormai diffusa la consapevolezza che mettere in campo procedure di partecipazione corrette ed efficaci può costituire un valore aggiunto per la qualità dei progetti.

Il tema della partecipazione sarà al centro dei lavori e dell’esposizione della settima Rassegna urbanistica nazionale che l’Istituto Nazionale di Urbanistica terrà a Riva del Garda dal 3 al 6 aprile 2019, “Mosaico Italia: raccontare il futuro”. Non poteva mancare, a un evento che nasce già nell’impostazione con la matrice del racconto delle innovazioni. Si legge infatti nella presentazione che la settima Run “leggerà i tanti cambiamenti attraverso le sperimentazioni in corso, nei diversi territori italiani, fra strategie nazionali e agende locali, progetti, programmi straordinari, piani di nuova  generazione, pianificazione territoriale e urbanistica ordinaria dei vari livelli di governo del territorio”. La Run sarà in estrema sintesi un catalogo dinamico – vi saranno una mostra tradizionale e una gallery online - attraverso cui si potrà apprendere, attraverso le progettualità in mostra, verso quali direzioni sta andando il l’evoluzione della pratica del governo del territorio.
Una evoluzione di cui il tema della partecipazione è dunque parte integrante. Spiega Donatella Venti, responsabile della Community dell’Inu “Governance e diritti dei cittadini – partecipazione”: “Oggi possiamo dire che la pratica della partecipazione è diventata usuale, la maneggiano e la conoscono molte amministrazioni. Il rischio scaturisce dai fraintendimenti che possono derivarne”.

Procedure di partecipazione corrette ed efficaci: il decalogo dell'Inu

Molte procedure attivate dalle amministrazioni di partecipativo infatti hanno solo il nome, e pur reclamando i contributi dei cittadini di fatto li escludono con l’aggravante di averli chiamati in causa: una ipocrisia. Consapevole del confine labile che corre tra una partecipazione corretta e una finta, l’Inu, assieme ad altre associazioni, spiega Venti, ha redatto una apposita Carta, un decalogo di principi a cui le amministrazioni devono attenersi per praticare una partecipazione effettiva. La Carta della Partecipazione, che a dicembre compirà quattro anni, è promossa dall’Inu e in particolare dalla Community di Donatella Venti presso le amministrazioni pubbliche e le strutture associative: aderirvi (attualmente l’hanno in fatto in trenta circa) significa sposarne i principi.

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Progettazione Partecipata, un valore aggiunto per le Amministrazioni?

Il valore aggiunto della partecipazione alla progettazione urbana per Donatella Venti sta “nell’aderenza alle istanze vere. Se è fatta nel modo corretto permette di rispondere in modo esaustivo a tutti i punti di vista. E’ un valore ancora più importante oggi, dove sembrano prevalere atteggiamenti partigiani nel settore della realizzazione dei progetti e delle opere”. 

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Se è vero, dice la responsabile della Community dell’Inu sul tema, che la consapevolezza sul tema della partecipazione è molto aumentata, si può dire che si riscontrano processi di qualità più su progetti “minuti”, che riguardano piazze, strade e quartieri, che non sulle cosiddette grandi opere. Un’esperienza da ricordare in questo settore è senz’altro quella del Comune di Bologna, dove attraverso i patti di collaborazione l’amministrazione ha demandato la gestione di alcuni beni pubblici urbani a cittadini e associazioni. Un esempio seguito da altri ma che sembrano non essere arrivati al livello del capoluogo emiliano perché, spiega Venti, “non tutti i Comuni hanno o hanno avuto l’esperienza di Bologna nella progettazione partecipata e la sua cultura della partecipazione, che è trentennale”. 

Tutti elementi e frontiere che saranno quindi al centro di “Mosaico Italia: raccontare il futuro”, dal 3 al 6 aprile a Riva del Garda, con tutte le innovazioni che accompagnano. Un esempio potrebbe essere la partecipazione nei processi di ricostruzione nei territori colpiti dal sisma, un ambito di cui si comincia a parlare e discutere in questa fase storica, per la prima volta. 

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