Riscatto soft della laurea: novità importanti per gli Under 45! Possibili 120 rate invece di 60! I dettagli

Il Governo conferma la linea morbida sul riscatto della laurea per gli Under 45, ai fini del raggiungimento dei requisiti per l'andata in pensione: il numero delle rate per recuperare i periodi di studio (non coperti da contribuzione) sale da 60 ad "un massimo di 120" con gli emendamenti al Decretone

Nuovo riscatto della laurea: le rate sono 120!

Attenzione, antenne dritte perché sul riscatto soft della laurea ci sono altre novità importanti: all'interno del corposo pacchetto di emendamenti presentati dal Governo al decreto 4/2019 (contenente le norme sul reddito di cittadinanza e per il pensionamento anticipato), da oggi in Senato per la votazione, viene fissato il raddoppio delle possibilità di rateazioni per riscattare gli anni della laurea per gli under 45, e si mettono nero su bianco gli oneri per l'applicazione della misura: 8 milioni di euro per il 2019, 16,1 milioni per il 2020, 24,4 milioni per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023, somme ricavate,  "mediante riduzione del Fondo per gli interventi strutturali di politica economica" (legge 307/2004).

Riscatto soft della laurea: 120 rate invece di 60

In definitiva, il numero delle rate per recuperare i periodi di studio (non coperti da contribuzione) sale da 60 ad "un massimo di 120".

In base al comma 5 dell'art.20 del cd.Decretone, il versamento dell’onere può essere effettuato ai regimi previdenziali di appartenenza in unica soluzione ovvero in un massimo 60 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a 30 euro (senza applicazione di interessi). La rateazione dell’onere non è ammessa nei casi in cui i contributi da riscatto debbano essere utilizzati per l'immediata liquidazione della pensione (diretta o in favore di superstiti) o nel caso in cui gli stessi siano determinanti per l’accoglimento di una domanda di autorizzazione ai versamenti volontari; qualora tali ipotesi si verifichino nel corso del periodo di pagamento, la somma ancora dovuta è versata in unica soluzione.

Sembrerebbe opportuno - si legge nel dossier ufficiale del Senato - chiarire se la locuzione “debbano essere utilizzati” si riferisca ai soli casi in cui i contributi da riscatto siano necessari ai fini del conseguimento del diritto alla pensione oppure se la presentazione della domanda di pensione determini in ogni caso il divieto di rateazione o la decadenza dal medesimo beneficio.

Riscatto soft della laurea: i dettagli

L'art.20 - "Norme in materia di riscatti di periodi a fini pensionistici" - nei commi da 1 a 5, introduce in via sperimentale, per il triennio 2019-2021, con riferimento ad alcuni soggetti e fattispecie (rientranti nel sistema di calcolo contributivo integrale), la possibilità di riscattare, in tutto o in parte, nella misura massima di cinque anni, anche non continuativi, i periodi, precedenti la data di entrata in vigore del presente decreto, non coperti da contribuzione presso forme di previdenza obbligatoria né soggetti ad alcun obbligo contributivo. Il comma 6 modifica la disciplina del riscatto dei corsi di studio universitario, relativamente a periodi da valutare con il sistema contributivo. Ecco i dettagli:

  • comma 1: viene introdotta in via sperimentale, per il triennio 2019- 2021, per alcuni soggetti, rientranti nel sistema di calcolo contributivo integrale, la possibilità di riscattare, in tutto o in parte, nella misura massima di cinque anni, anche non continuativi, i periodi, precedenti la data di entrata in vigore del presente decreto, non coperti da contribuzione presso forme di previdenza obbligatoria, a condizione che tali periodi non siano soggetti ad alcun obbligo contributivo e siano compresi tra la data del primo contributo e quella dell'ultimo contributo comunque accreditati. Le forme pensionistiche interessate dalle norme in esame sono quelle relative ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e ad agli altri lavoratori, diversi da quelli subordinati, iscritti alle relative gestioni pensionistiche dell'INPS. La possibilità di riscatto concerne i soggetti che non avessero maturato alcun'anzianità contributiva entro il 31 dicembre 1995 (sono esclusi, quindi, i soggetti che rientrino nel sistema contributivo integrale in base alla relativa opzione). La facoltà non è riconosciuta ai soggetti titolari di trattamento pensionistico; sembrerebbe opportuno chiarire se si faccia riferimento ai soli trattamenti diretti e non anche a quelli in favore dei superstiti;
  • comma 2: l'eventuale successiva acquisizione (come potrebbe verificarsi in base ad una domanda di accredito figurativo o di riscatto) di un'anzianità contributiva precedente il 1° gennaio 1996 determina l'annullamento d'ufficio del riscatto, con conseguente restituzione dei contributi;
  • comma 3: la domanda di riscatto può essere presentata dall’assicurato o dai suoi superstiti o dai suoi parenti ed affini entro il secondo grado. La misura dell'onere è determinata secondo i criteri generali validi per il riscatto di periodi nell'ambito del sistema contributivo. Il medesimo onere è detraibile dall'imposta lorda sui redditi per una quota pari al 50 per cento, con una ripartizione in cinque quote annuali costanti e di pari importo, nell'anno di sostenimento e in quelli successivi.
  • comma 4: per i lavoratori del settore privato l’onere per il riscatto in esame può essere sostenuto dal datore di lavoro dell’assicurato, mediante la destinazione, a tal fine, dei premi di produzione spettanti al lavoratore medesimo. In tal caso, le somme non rientrano nella base imponibile fiscale né del datore né del lavoratore;
  • comma 6: modifica della disciplina del riscatto dei corsi di studio universitario, relativamente a periodi da valutare con il sistema contributivo. Le norme concernono anche gli iscritti a cui si applichi il sistema di calcolo cosiddetto misto (cioè, sia retributivo sia contributivo, in base al criterio del pro rata), purché, come detto, i periodi oggetto di riscatto siano da valutare secondo il sistema contributivo (quindi, periodi o frazioni di periodo successivi al 31 dicembre 1995); l'ambito di applicazione non comprende i lavoratori autonomi iscritti a forme pensionistiche gestite da soggetti di diritto privato. La novella prevede che, nel caso in cui la domanda sia presentata entro il compimento del quarantacinquesimo anno di età, l'onere del riscatto sia costituito dal versamento di un contributo pari, per ogni anno da riscattare, al livello minimo imponibile annuo di cui all'art.1, comma 3, della legge 233/1990, moltiplicato per l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell'assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti, vigenti alla data di presentazione della domanda. Secondo, invece, i criteri ordinari di calcolo del riscatto di periodi da valutare secondo il sistema contributivo, la retribuzione di riferimento è quella assoggettata a contribuzione nei dodici mesi meno remoti rispetto alla data della domanda ed è rapportata al periodo oggetto di riscatto; su tale base si applicano le aliquote contributive di finanziamento vigenti (nel regime ove il riscatto operi) alla data di presentazione della domanda.

Ma gli Over 45?

Il Senato, nel dossier, evidenzia che per i soggetti che superino o abbiano superato il quarantacinquesimo anno di età, non sarebbe più possibile presentare la domanda di riscatto dei corsi di studio universitario, relativamente a periodi da valutare con il sistema contributivo. Sembrerebbe opportuna una più chiara definizione di tale profilo.

In ogni caso, sembrerebbe opportuno valutare, anche con riferimento al principio costituzionale della parità di trattamento, le ragioni della diversità dei criteri di calcolo a seconda che il soggetto si trovi al di sotto o al di sopra di una certa soglia anagrafica. Si segnala, inoltre, che la novella fa riferimento alle sole aliquote di computo delle prestazioni pensionistiche dell'assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti, mentre l'ordinamento prevede il riscatto dei periodi in esame anche per lavoratori diversi da quelli subordinati.

Riscatto della laurea: cos'è

Si tratta dell'operazione che consente al lavoratore (pubblico, privato, autonomo, a partita Iva, iscritto alla gestione separata Inps) di ottenere, a proprie spese, la copertura previdenziale di periodi per i quali non ha contributi già pagati. A differenza della copertura figurativa, che è gratuita, il riscatto della laurea è sempre a titolo oneroso, anche se agevolato dal punto di vista fiscale perché le somme versate possono essere dedotte dal reddito, così come avviene con i contributi obbligatori (una parte della spesa, perciò, può essere recuperata dalle minori tasse pagate).

E' possibile riscattare:

  • il diploma universitario (2-3 anni);
  • la laurea triennale, quadriennale o a unico ciclo;
  • il diploma di specializzazione post-laurea;
  • il dottorato di ricerca (in caso di versamento di contributi alla gestione separata Inps);
  • non si possono invece riscattare gli anni fuori corso.

I requisiti per accedere al riscatto della laurea soft

Il riscatto soft della laurea sarà valido per il diritto e per la misura della pensione, ma soltanto per periodi successivi al 31 dicembre 1995 (cioè da valutare con il sistema contributivo).

La nuova facoltà di riscatto è inserita infatti nel corpo normativo che disciplina il riscatto della laurea (art.2 d.lgs. 184/1997), come ulteriore ipotesi a disposizione, però, unicamente "dei periodi da valutare con il sistema contributivo", e cioè temporalmente successivi al 1995, durante i quali devono ricadere gli anni di studio universitario.

Perché "soft"? Perché il decretone ha abbassato l'onere di riscatto, agevolandolo, perché determinato sul livello minimo imponibile annuo dei commercianti Inps, pari a 15.878 euro nel 2019. Esempio: per riscattare la laurea breve (tre anni) occorrerà sborsare il 33% di 15.878 moltiplicato per tre, per una spesa complessiva di 15.720 euro.

Attenzione: oltre che flessibile, il riscatto sarà "scontato": gli under 45 hanno infatti ora la possibilità di portare in detrazione per il 50 per cento il costo del riscatto degli anni di laurea, che sarà detratto in cinque quote annuali.

Importante:

  • lo scontro è solo per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996;
  • non si deve essere titolari di pensione;
  • si possono riscattare fino a 5 anni con un versamento minimo all'Inps;
  • semplificando, servono 5.241 euro per ogni anno di studio e questo aumenterà gli anni di anzianità pensionistica contributiva.

In questo caso, quindi, riscattare la laurea servirà unicamente ad aumentare gli anni di contribuzione, non a far salire l'importo della pensione, come invece accade a chi paga il riscatto laurea ordinario.

Come fare domanda

La domanda di riscatto laurea può essere presentata direttamente online, dopo essersi dotati di PIN, tramite accesso telematico nella sezione servizi online del sito www.inps.it oppure affidandosi a un intermediario come un CAF.