CANTIERIZZAZIONE - Il parere delle Software House

17/05/2013 2844

AMV Srl

Spesso uno dei grandi problemi delle costruzioni è quello di trasformare un progetto esecutivo in un progetto cantierabile, ovvero realmente realizzabile tenendo conto di tutte le condizioni al contorno. Il software può rappresentare un supporto e come?

Disporre di strumenti di lavoro efficienti è una condizione sempre più necessaria per portare a buon fine e a regola d’arte qualunque attività di progettazione. Premesso che è sempre il professionista l’artefice primo di un buon risultato il software consente di dar seguito, più rapidamente, alle intenzioni del progettista. Evidentemente il software deve sostenere e non ostacolare la creatività professionale; è di grande e insostituibile aiuto anche per effettuare tutta una serie di controlli, ad esempio sulla congruenza della modellazione strutturale o l’applicazione di minimi di norma, che non sono di così immediata verifica. La realizzazione di esecutivi cantierabili è solo l’ultima, anche se molto richiesta, imprescindibile e la più visibile, delle performance del software.

In molti paesi per abbattere i costi di cantierizzazione e migliorare la qualità si sta perseguendo la scelta del BIM: cosa ne pensate?

Certamente i grandi studi di progettazione hanno l’esigenza (oltre che l’interesse) a tenere tutte le varie e diversificate attività di progettazione (architettonica, strutturale, impiantistica etc.) sotto un comune controllo, in un unico ambiente condiviso. In secondo luogo è certamente importante sfruttare una base dati esistente, ad esempio architettonica, per produrre i modelli strutturali e viceversa. L’operazione, però non è così immediato come può sembrare e la comunicazione può risultare, per sua natura, più fruttuosa in alcuni settori (ad esempio la carpenteria metallica). Bisogna altresì osservare che in studi di piccola e media dimensione, dove si realizza spesso solo una parte del lavoro di progettazione complessivo, alcuni dei vantaggi (potenziali) del BIM decadono, per definizione.
 

Avete dei prodotti che possano essere di supporto per l'impresa che si trova a dover rendere cantierabile un progetto?

La filiera della progettazione strutturale ha come suo terminale naturale la produzione degli esecutivi, che, come tali, devono essere cantierabili. Nel settore del cemento armato questa “sfida” risulta praticamente vinta da molti anni. Nel settore delle strutture in acciaio la questione è più complessa perché il modello rappresenta un’interpretazione del “reale”; si pensi ad esempio, banalmente, al fatto che in una semplice reticolare il modello è tracciato in corrispondenza degli assi baricentrici, mentre l’esecutivo segue gli assi di truschino e i due sistemi non coincidono. Naturalmente il software può opportunamente aggiustare il tiro e produrre degli esecutivi automatici, che generalmente, in prima battuta, soddisfano più le necessità dell’esecutivo di progetto (ed è già un ottimo risultato) che quello di officina. I collegamenti di tipo BIM possono in questi casi aggiungere quel “plus” che serve al completamento del disegno finale.
 

 

HARPACEAS Srl

Spesso uno dei grandi problemi delle costruzioni è quello di trasformare un progetto esecutivo in un progetto cantierabile, ovvero realmente realizzabile tenendo conto di tutte le condizioni al contorno. Il software può rappresentare un supporto e come?

Le tecnologie informatiche oggi disponibili non rappresentano mai, di per se stesse, soluzioni pronte e autonome, meglio interpretarle come strumenti tecnici che, se applicati con capacità ed intelligenza, possono risolvere molte problematiche incrementando produttività ed efficienza. I progetti esecutivi contengono purtroppo poche indicazioni utili per l'operatività del futuro cantiere. I manager di cantiere sanno bene quanto la base dati disponibile dal progetto esecutivo costituisca validissima fonte di informazione proprio per "progettare" la cantierizzazione stessa. Tuttavia, soltanto i progetti esecutivi più moderni, quelli portati avanti e resi disponibili in modalità BIM 3D all'impresa, permettono di accelerare e semplificare l'ingegnerizzazione del cantiere attraverso ad esempio simulazioni temporali 4D efficaci ed immediate, controlli sui materiali, simulazioni sulla disponibilità di risorse sia umane che tecnologiche, ed altre attività gestionali che un tempo si potevano predisporre solo con un grosso sforzo di "ricostruzione" del progetto a partire proprio dai disegni del committente. Anche il necessario dialogo tra responsabile di cantiere e progettista trova oggi negli strumenti di "Model Review" una tecnologia informatica adatta per velocizzare e ottimizzare il processo decisionale in corso d'opera. La disponibilità di database informatici precisi con identificazione univoca di ogni parte strutturale, architettonica o impiantistica, rappresentano una fonte dati di primaria importanza per la direzione dei lavori anche pensando ad esempio al dover ottemperare alle disposizioni delle nuove norme EN 1090 (marcatura CE obbligatoria dal 1 Luglio 2014). Il dato geometrico 3D congruente, ovvero il modello BIM della costruzione, viene considerato sempre più spesso risolutivo per l'interpretazione del progetto rispetto ai dati tradizionali espressi a disegno 2D. Il controllo tra il "realizzato", si pensi ad esempio alle opere di fondazione, e le prescrizioni progettuali può essere concluso nell'ambito del software BIM 3D confrontando le geometrie rilevate dagli strumenti di posizionamento, magari robotizzati, con quelle del modello BIM virtuale, senza interpretazioni costose di lettura dei disegni tecnici ( http://www.trimble.com/construction/building-construction/trimblefieldlink-structures.aspx).


In molti paesi per abbattere i costi di cantierizzazione e migliorare la qualità si sta perseguendo la scelta del BIM: cosa ne pensate?

L'applicazione del BIM produce vantaggio anche in una filiera produttiva con poca aggregazione di competenze quale quella tipicamente riscontrabile in Italia in ambito edile/infrastrutturale. Semmai, l'eccessiva frammentazione limita i vantaggi alle singole realtà che applicano queste nuove metodologie di lavoro piuttosto che estenderli e renderli disponibili a tutte le discipline operative, non ultime quelle afferenti al ruolo di controllo del committente stesso. Alcuni studi professionali denunciano apertamente di aver implementato il BIM nella propria organizzazione, ti averne tratto beneficio al punto tale da doverlo considerare procedura insostituibile, ma di constatare al tempo stesso come il potenziale complessivamente raggiungibile non sia compiutamente realizzabile a causa delle scarse possibilità di coinvolgimento di altri team di lavoro e coinvolti nel medesimo progetto. In altre parole, il BIM è una metodologia di lavoro ancor più produttiva se richiesta attraverso la condivisione e l'accettazione preventiva di una specifica "BIM guide" a tutto il team e per l'intero sviluppo temporale del progetto: dal "Concept" all' "Operate".
Ecco perché è proprio la committenza che più di ogni altro risulta maggiormente interessata ad applicare e richiedere queste nuove tecnologie già in fase contrattuale.

Avete dei prodotti che possano essere di supporto per l'impresa che si trova a dover rendere cantierabile un progetto?

Come già segnalato, tra gli strumenti informatici di nuova generazione, spiccano i pacchetti orientati al "Model Review". Ne segnaliamo in particolare uno: "Tekla BIMsight" in quanto unico nel suo genere e in grado di offrire a costo zero, le licenze di utilizzo vengono rilasciate dietro semplice registrazione dell'utente, il controllo geometrico delle interferenze, la ricerca e l'interrogazione dei dati a livello grafico 3D, la ricerca di misure mancanti o non disponibili a disegno, la predisposizione e l'invio di RFI (Request For Information) grafiche anche attraverso inoltro diretto di email agli interessati, il caricamento di tutti i modelli interdisciplinari (ad esempio quelli degli impianti tecnici) disponibili in formato IFC2x3 (riferimento ad esempio: http://www.teklabimsight.com/).