Abusi edilizi: prima regola demolire! Incostituzionale la legge regionale Basilicata. Ecco perché

Corte Costituzionale: di fronte agli abusi edilizi la regola è la demolizione e solo in casi eccezionali si possono prevedere misure alternative all'abbattimento

L'abuso edilizio va demolito, in primis

Una legge urbanistica non può prevedere, come prima opzione, l'alternativa alla demolizione quale regola primaria di fronte ad un abuso edilizio. Per questo motivo, la legge regionale Basilicata 24 luglio 2017, n. 19 (Collegato alla legge di stabilità regionale 2017) è incostituzionale sotto diversi aspetti.

E' molto importante e mette dei paletti precisi, la sentenza n.86/2019 della Corte Costituzionale che ha bocciato svariate norme della legge regionale sopracitata, tra i quali l'art.5, sulla base del fatto che di fronte agli abusi edilizi la regola è la demolizione e solo in casi eccezionali si possono prevedere misure alternative all'abbattimento.

Per questo va considerata illegittima la norma regionale che consente ai comuni di autorizzare "il completamento funzionale ai fini dell'agibilità/abitabilità delle opere realizzate", escludendo il ripristino dello stato dei luoghi, in quanto configura tale completamento, e non la demolizione, quale esito normale o addirittura obbligatorio della realizzazione dell'opera abusiva.

La violazione, quindi, riguarda l'art.117 della Costituzione: la Consulta ha accolto le tesi del Governo perché una norma del genere rischierebbe di invertire il rapporto tra la regola (la demolizione) e l'eccezione (le misure alternative all'abbattimento) delineato dal legislatore statale con il TU Edilizia, contraddicendo la scelta fondamentale "di sanzionare con l'obbligo della rimozione degli interventi abusivi e del ripristino dell'ordinato assetto del territorio le più gravi violazioni della normativa urbanistico-edilizia in ragione della entità del pregiudizio arrecato all'interesse pubblico".

LA SENTENZA INTEGRALE DELLA CONSULTA E' DISPONIBILE IN FORMATO PDF

 


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