Sblocca Cantieri, inizia l'iter di conversione: ecco il dossier ufficiale approfondito! Progettisti pagati sicuro

Inizia, in Senato, l’esame del DDL di conversione in legge del decreto-legge 32/2019, recante disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici

Sblocca Cantieri: tutto su appalti, ricostruzione e commissari

Dopo aver approfondito in maniera piuttosto sistematica le misure principali del decreto-legge Sblocca Cantieri (decreto - legge n.32 del 18 aprile 2019), approvato in via definitiva dal Governo nel CdM n.55/2019 del 18 aprile, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.92 del 18 aprile e immediatamente in vigore, diamo notizia dell'avvio dell'esame in Senato per la conversione in legge, da effettuare entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto-legge in GU.

Le Commissioni riunite Lavori pubblici e Ambiente hanno QUINDI avviato l'esame del ddl di conversione del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici (A.S. n. 1248), fissando alle 18 di martedì 7 maggio il termine per la presentazione degli emendamenti.

Contestualmente, è stato pubblicato il dossier di approfondimento, con tutti i dettagli su ogni singola misura, realizzato dal Servizio Studi del Senato e che invitiamo a leggere.

Ricordiamo, in primis, che le modifiche dello Sblocca Cantieri si applicano alle procedure i cui bandi o avvisi siano pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure in cui, alla medesima data, non siano ancora stati inviati gli inviti a presentare offerta.

Progettisti: finalmente la certezza della paga! Ecco come

Oggi vogliamo approfondire un aspetto di notevole interesse per tutti i progettisti che partecipano a gare pubbliche, quello dei pagamenti "sicuri": le stazioni appaltanti, infatti, dovranno indicare nei documenti di gara le modalità per la "corresponsione diretta" della quota del compenso destinato agli oneri di progettazione. Il rapporto economico, quindi, non sarà più tra progettista e impresa ma direttamente tra professionista e stazione appaltante.

La nuova forma di tutela per i compensi dei progettisti è rappresentata dall'aggiunta, da parte dell'art.1, comma i lettera i (Affidamento congiunto di progettazione e realizzazione) del comma 1-quater all'articolo 59 del Codice Appalti: si afferma che nel caso l'operatore economico si avvalga di uno o più progettisti, la stazione appaltante dovrà indicare nei documenti di gara le modalità per la corresponsione «diretta» del compenso.

In sostanza, non si interviene sul livello dei compensi (la cui definizione rimane di competenza dell'operatore economico, ovvero dell'impresa che partecipa alla gara) ma, piuttosto, sulla certezza che gli stessi vengano elargiti al progettista: infatti, i soldi non passeranno più dalle imprese ma direttamente dalle stazioni appaltanti. In questo modo, quindi, dovrebbe essere scongiurato il rischio che l'impresa, una volta terminato il lavoro, non corrisponda il compenso dovuto al professionista.

Ricapitolando: nei casi in cui in cui l'operatore economico si avvalga di uno o più soggetti qualificati alla realizzazione del progetto, la stazione appaltante indica nei documenti di gara le modalità per la corresponsione diretta al progettista della quota del compenso corrispondente agli oneri di progettazione indicati espressamente in sede di offerta. La quota è al netto del ribasso d'asta, previa approvazione del progetto e previa presentazione dei relativi documenti fiscali del progettista indicato o raggruppato.

Incentivi 2% ai tecnici della PA

Un'altra novità (in realtà è un ritorno al passato) è rappresentata dal ripristino, per i tecnici delle pubbliche amministrazioni, dell'incentivo del 2% per la fase di progettazione. In questo senso sono subito insorti gli ingegneri e gli architetti: "queste misure rappresentano un duro colpo e un attacco alla dignità degli architetti e ingegneri liberi professionisti", ha dichiarato il presidente di Inarcassa Egidio Comodo. "La reintroduzione dell'incentivo del 2% rischia di avvantaggiare i soli dipendenti pubblici e svilire il ruolo dei liberi professionisti".

Hai pagato le tasse? Occhio perché in caso contrario esclusione automatica

Poi c'è un altro articolo 'bollente' l'art.1, num. 4, lettera n) che recita: "un operatore economico può essere escluso dalla partecipazione di una procedura d'appalto se la stazione appaltante è a conoscenza e può adeguatamente dimostrare che lo stesso non ha ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non definitivamente accertati".

E' prevista quindi l'esclusione di professionisti e imprese che non abbiano ricevuto una sentenza definitiva di non regolarità fiscale, previdenziale e contributiva. Allo stato attuale, il rischio è che vengano escluse dagli appalti pubblici imprese e liberi professionisti verso le/i quali aleggiano dei semplici sospetti di mancati pagamenti non ancora definitivamente accertati dall'Agenzia delle entrate.