Il protocollo LEED e ITACA per gli edifici residenziali: confronto tra protocolli di sostenibilità ambientale

L’Applicazione dei protocolli su casi studi italiani

I protocolli per la valutazione della sostenibilità negli edifici

sostenibilità degli edificiLo studio condotto dall’Università di Perugia effettua un confronto tra due diversi “rating sistem” applicabili per la valutazione della sostenibilità degli edifici: il protocollo LEED, di origine americana, ed il protocollo ITACA, di origine italiana. Il confronto è stato condotto attraverso l’applicazione di entrambi i metodi su due edifici residenziali situati in Italia, più specificatamente in Umbria.

La crescente domanda di energia mondiale è accompagnata da pesanti impatti ambientali: esaurimento dello strato di ozono, riscaldamento globale, piogge acide. In particolare nei paesi sviluppati, gli edifici rappresentano il 30 - 40% del consumo totale di energia. In aggiunta, la crescita demografica, associata alla conseguente domanda di edifici, servizi e comfort genera una crescente domanda di energia. 

Per tali ragioni, l’efficienza energetica negli edifici è oggi un obiettivo primario per la politica energetica a livello regionale, nazionale e internazionale; ed i costi energetici e le crescenti preoccupazioni ambientali sono i catalizzatori per la progettazione di edifici sostenibili a basso impatto ambientale. In questo contesto, il concetto di bioedilizia, incentrato sull’aumento dell’efficienza energetica, sulla riduzione dell’uso delle risorse, dell’acqua e dei materiali, svolge un ruolo di primaria importanza. Un gran numero di paesi ha già sviluppato procedure di certificazione energetica al fine di valutare il livello di sostenibilità degli edifici.  

Le caratteristiche dei due protocolli di valutazione: LEED e ITACA

Il protocollo LEED valuta le prestazioni ambientali dal punto di vista complessivo dell’edificio durante l’intero ciclo di vita, partendo dalla fase di progettazione e proseguendo per tutte le fasi di costruzione e di funzionamento dell’edificio. Il sistema incoraggia l’approccio di progettazione integrato, attraverso uno schema di punti che assegna crediti per la realizzazione di caratteristiche di progettazione ritenute migliorare la sostenibilità, e che includono: riduzione nel consumo di energia, miglioramenti della qualità interna, protezione del cantiere, riduzione del consumo idrico e l’uso di materiali sostenibili. 

Sulla base del punteggio ottenuto in specifiche categorie di intervento è possibile raggiungere quattro livelli progressivi di certificazione: “Certified”, “Silver”, “Gold” e “Platinum”. 

Il protocollo ITACA, invece, è il sistema di rating della qualità ambientale adottato in Italia; questo consiste nella compilazione di un gruppo di fogli di lavoro (sviluppati in ambiente Excel), uno per ogni differente indicatore di performance, con il fine di descrivere la qualità ambientale dell’edificio, compresa il raggiungimento di buoni livelli di comfort indoor durante l’intero ciclo di vita dell’edificio. Il protocollo ITACA (Istituto per l’innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale) è stato sviluppato, in Italia, nel 2001 da un gruppo interregionale italiano ed è il sistema nazionale di certificazione della sostenibilità ambientale. Il sistema ITACA inoltre è adattabile al contesto sulla quale si applica, in Umbria, è composta da venti schede tecniche, che trattano diversi aspetti ambientali ed energetici dell’edificio da certificare, classificate in 5 macro-aree: qualità del sito, consumi di risorse, carichi ambientali, indoor comfort e qualità del servizio. Per ogni foglio viene assegnato un punteggio da “povero” ad eccellente, la somma ponderata del punteggio ottenuto nelle cinque aree di valutazione genera il nucleo finale degli edifici. Ci sono cinque “classi” di certificazione (A+, A, B, C e D), ma un edificio risultante in classe D non ottiene il certificato ambiente.

I casi studio analizzati 

I casi studio analizzati sono costituiti da due edifici residenziali situati in Umbria.

Il primo caso studio riguarda il complesso “Molino Albergo la Nona” costituito da tre edifici di forma parallelepipeda orientata lungo l’asse est-ovest, sviluppati su quattro livelli. Il rapporto con il contesto e la posizione degli edifici sono i criteri base con il quale è stato sviluppato il progetto. Le superfici delle unità abitative variano da 48 m2 a 95 m2 e la zona giorno di ogni appartamento è dotata di una serra solare, esposta a sud, in grado di immagazzinare il calore durante il periodo invernale. Questo sistema di guadagno diretto è integrato con un sistema di ventilazione naturale, inoltre l’edificio è adeguatamente schermato sia dagli alberi autoctoni che da un sistema di ombreggiatura solare, progettato per evitare il surriscaldamento estivo. L’impianto di riscaldamento (a pavimento) è centralizzato ed è alimentato da una caldaia a condensazione. Tutti gli edifici sono caratterizzati da una copertura inclinata che permette il posizionamento di pannelli solari; il tetto è isolato da pannelli di legno e le pareti perimetrali dalla lana di vetro. Particolare attenzione è stata posta al riciclo dell’acqua, è stata prevista infatti: l’installazione di un serbatoio sotterraneo per il recupero dell’acqua piovana per ogni edificio e il riutilizzo di acqua grigia da fitodepurazione. 

L’altro edificio analizzato è situato a Foligno all’interno del complesso residenziale “le violette”, è caratterizzato da uno stile piuttosto moderno ma, grazie all’utilizzo di materiali locali, è ben integrato nel paesaggio. L’edificio, con forma parallelepipeda, si sviluppa longitudinalmente lungo l’asse est-ovest e dispone di un totale di dodici appartamenti di superficie compresa tra i 71 m2 e i 90 m2. La struttura è organizzata in quattro livelli e gli appartamenti sono dotati di giardini privati. La facciata a sud è segnata dalla presenza di ampie vetrate dotate di un sistema di ombreggiamento solare per evitare il surriscaldamento durante la stagione estiva. La copertura è caratterizzata dalla presenza di un tetto giardino e un tetto piano che ha permesso l’installazione di pannelli solari e pannelli fotovoltaici. Il sistema di riscaldamento (a pavimento) è centralizzato, ed è alimentato da energia geotermica con pompe di calore. L’involucro dell’edificio è isolato da pannelli di fibra di legno e polistirene espanso. 

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