Quale sottofondo per la posa di rivestimenti resilienti?

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Resistente, asciutto e planare: ecco le 3 caratteristiche da privilegiare

Per rivestimenti resilienti in genere si intendono, per esempio, la moquette, la gomma o il PVC. Una delle caratteristiche che li accomuna è la resilienza, una proprietà meccanica che permette a questi materiali di deformarsi per assorbire urti o deformazioni, senza rompersi.

Quali caratteristiche deve possedere il sottofondo su cui vengono incollati questi materiali? Vediamone tre nel dettaglio.

Elevate resistenze meccaniche

Il motivo? Perché la grande maggioranza dei materiali resilienti non distribuisce i carichi che gravano sulla pavimentazione. Le forze che agiscono sulla superficie del pavimento resiliente vengono trasferite, in modo quasi diretto, sul sottofondo.

Non è insolito notare i segni (temporanei) lasciati sul pavimento di PVC da sedie e scrivanie. Il peso di questi oggetti grava direttamente sul massetto o sulla rasatura sottostante il pavimento.

Per tale ragione la norma UNI 11515-1 prevede per il massetto una resistenza minima a compressione di 15 N/mm2 in caso di transito pedonale e 30 N/mm2 per traffico non pedonale.

Umidità residua contenuta

Benché questo sia un requisito comune a tutti i sottofondi e per differenti tipologie di rivestimento, nel caso dei materiali resilienti, acquista maggiore importanza.

Il PVC o la gomma, per esempio, sono sostanzialmente impermeabili. Se l’umidità del sottofondo fosse troppo alta, questi materiali non traspiranti subirebbero fenomeni di rigonfiamento o di distacco.

La norma UNI 11515-1 prescrive l’impiego dell’igrometro a carburo come strumento di misura per l’umidità residua del massetto. Nel dettaglio, la norma UNI 11515-1 richiede un valore umidità residua (U.R.) ≤ 2% nel caso di massetti cementizi o a base di leganti speciali, ≤ 1,7% per i massetti riscaldanti e ≤ 0,5 % nel caso di massetti in anidrite (sostanzialmente a base gesso), ≤ 0,2% per massetti riscaldanti a base gesso.

Planarità

Alla luce delle caratteristiche sopra menzionate e considerati i bassi spessori con cui sono prodotti i materiali resilienti, le eventuali imperfezioni o irregolarità del sottofondo, se non eliminate, diventano chiaramente visibili sulla superfice del pavimento.

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ndr. Il presente articolo è stato pubblicato sul n.152 di Realtà Mapei