Impianti eolici: come scegliere l'intervento di repowering e revamping. Tra autorizzazioni e criticità

Ecco quali sono gli elementi da considerare durante la valutazione di fattibilità

energia-eolica-pale.jpgRepowering e revamping di impianti a fonte rinnovabile sono soluzioni tecniche sempre più spesso adottate dagli operatori del settore per migliorare le prestazioni ed estendere la vita utile delle proprie centrali di produzione.

Il repowering prevede la sostituzione dell’intera turbina eolica con una nuova di taglia superiore, di maggiori dimensioni e più efficiente.

Il revamping prevede la sostituzione di alcuni componenti che risultano obsolescenti rispetto allo stato dell’arte nell’ottica di migliorare le performance di impianto. Tale intervento non modifica la configurazione dell’impianto mediante l’installazione di nuove turbine, ma apporta delle modifiche non sostanziali per migliorare le prestazioni. Tra gli interventi di revamping rientrano ad esempio:

  • il reblading, ossia la sostituzione delle sole pale con altre a più alta efficienza, ma di medesime dimensioni;
  • la sostituzione del sistema di controllo e gestione (PLC);
  • l’installazione di anemometri in corrispondenza dello spinner.

Il repowering, rispetto al revamping, risulta un intervento più rilevante poiché viene smantellato il vecchio parco eolico per realizzarne uno nuovo. Per questo motivo la fattibilità del repowering di un impianto eolico non può prescindere da un’attenta verifica dei requisiti normativi e ambientali.
Laddove non sia possibile progettare ed eseguire attività di repowering, la soluzione di revamping risulta un ottimo compromesso. 

Installazioni attuali e prospettive future: un po’ di numeri 

In Italia si è assistito ad un cospicuo incremento dell’installazione dei parchi eolici dal 2000 al 2017, con una decuplicazione della produzione di energia elettrica da fonte eolica dal 2003 al 2017. A fine 2017 si contava un parco nazionale di 5.579 impianti, per una potenza totale installata di 9.766 MW [1] che contribuiva per il 18,3 % del totale rinnovabile. Secondo successive pubblicazioni [2], nel 2018 è stata raggiunta una capacità totale installata di 9.958 MW.

Il maggior numero di impianti è stato installato tra il 2007 ed il 2012 quando gli incentivi erano più consistenti, come evidenziato dai dati pubblicati dal GSE.

La SEN prevede per il 2030 che le FER aumentino del 70% il loro contributo rispetto al 2015 e in particolare è previsto che l’energia eolica prodotta tocchi quota 40 TWh (dai 15 TWh del 2015) come visibile dal grafico riportato di seguito.

Per approfondire sull'ultimo decreto relativo alle FER, leggi l'articolo "FER 1: ecco cosa prevede il nuovo decreto sulle energie rinnovabili" 

Secondo l’Energy Strategy Group del Politecnico di Milano, per raggiungere gli obiettivi di produzione della SEN, la nuova potenza eolica da installare entro il 2030  dovrà essere di circa 10 GW [3].

Evoluzione generazione da fonti rinnovabili (TWh)_Fonte: Renewable Energy Report 2018 – Energy Strategy Group Politecnico di Milano.

Figura 1: Evoluzione generazione da fonti rinnovabili (TWh)_Fonte: Renewable Energy Report 2018 – Energy Strategy Group Politecnico di Milano.

Dal punto di vista del repowering/revamping, analizzando le statistiche disponibili, sembra che circa 140 impianti, corrispondenti a 1.630 MW e 2.080 turbine eoliche [4], vedranno la fine della loro vita utile verso il 2020 in quanto installati nel periodo 1991-2005. Si può inoltre notare che una buona parte degli impianti che beneficiano dell’incentivo sostitutivo dei Certificati Verdi, circa 557 impianti corrispondenti a 7,6 GW, vedrà la scadenza dell’incentivo entro il 2030, come mostrato nel grafico riportato di seguito e realizzato dal GSE.

Andamento degli incentivi (ex CV) in scadenza Fonte GSE

Figura 2: Andamento degli incentivi (ex CV) in scadenza Fonte GSE

È bene ricordare che al termine del periodo di incentivazione l’operatore dell’impianto sarà libero di valutare la migliore soluzione per massimizzare la produzione energetica del proprio impianto, senza restrizioni derivanti dalle prescrizioni del GSE. Diversamente, in caso si intendano apportare modifiche ad impianti incentivati, è necessario rispettare le indicazioni riportate nelle “Procedure Operative per la gestione esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici ammessi agli incentivi” pubblicate dal GSE in attuazione e conformemente ai criteri previsti dall’articolo 30 del D.M. 23 giugno 2016 “Incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico”.

Il quadro normativo relativo agli impianti eolici

Autorizzazione degli impianti e degli interventi di repowering-revamping

Gli iter procedurali previsti dalla normativa nazionale vigente per la realizzazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili, tra cui gli impianti eolici, sono sostanzialmente tre:

  • Autorizzazione Unica (AU) – introdotta dall'articolo 12 del D.Lgs. 387/2003.
  • Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) – procedura introdotta dal D.Lgs. 28/2011 in sostituzione della Denuncia di Inizio Attività (DIA).
  • Comunicazione al Comune – adempimento previsto per semplificare l'iter autorizzativo di alcune tipologie di piccoli impianti per la produzione di energia elettrica, calore e freddo da FER, assimilabili ad attività edilizia libera.

L’applicabilità dei procedimenti suddetti dipende sostanzialmente dalle soglie di potenza definite nella Tabella A allegata al D.Lgs. 387/03, salvo diversa legiferazione delle Regioni.

La tabella seguente mostra in maniera sintetica l’iter procedurale e la competenza dello stesso per tipologia e taglia di impianto.

Iter autorizzativo per tipo di impianto.

Tabella 1: Iter autorizzativo per tipo di impianto.* La soglia per l’accesso all’Autorizzazione Unica può esser estesa, con relativi ulteriori criteri, fino a 1 MW di potenza.

Si evidenzia che in base ai vincoli presenti sul sito, prima della PAS o nell’ambito del procedimento unico, sarà necessario ottenere pareri, Nulla Osta ed autorizzazioni da parte degli enti preposti.
Occorre inoltre far sempre riferimento alle normative Regionali e ai piani paesaggistici e urbanistici a livello Provinciale e Comunale.

Valutazioni di Impatto Ambientale e procedure di pre-screening e assoggettabilità

Nell’ambito dei procedimenti autorizzativi, sempre in base a criteri quali le taglie di impianto e il contesto nel quale il sito si inserisce, occorre procedere con alcune valutazioni sugli impatti ambientali. Nella maggior parte dei casi occorre procedere almeno con una Verifica di Assoggettabilità alla VIA (VA o screening) e talvolta con una completa Valutazione di impatto Ambientale (VIA).

Per le VIA di impianti eolici generalmente l’ente competente è la Regione, salvo i casi di impianti off-shore e di impianti on-shore di potenza complessiva superiore a 30 MW i quali ricadono sotto competenza Statale.

Oltre alle procedure di VA e VIA, è opportuno precisare che il D.Lgs. 104/2017 ha introdotto (art.6, comma 9) la possibilità di procedere in prima istanza con un più semplice “pre-screening” nel caso di modifiche, estensioni o adeguamenti tecnici finalizzati a migliorare il rendimento e le prestazioni ambientali dei progetti elencati negli allegati II, II-bis, III e IV alla parte seconda del decreto, fatta eccezione per le modifiche o estensioni di cui al comma 7, lettera d), in ragione della presunta assenza di potenziali impatti ambientali significativi e negativi.

Tale pre-screening consiste in una richiesta di valutazione preliminare dell’iter procedurale da avviare.

La figura seguente mostra in maniera sintetica l’iter procedurale relativo alla valutazione ambientale e la competenza dello stesso per tipologia e taglia di impianto.

Schema dell’iter procedurale per la valutazione ambientale e la competenza dello stesso per tipologia e taglia di impianto

Figura 3: Schema dell’iter procedurale per la valutazione ambientale e la competenza dello stesso per tipologia e taglia di impianto

Nel caso di repowering totale con nuove turbine di taglie maggiori e spostamento delle piazzole occorrerà andare in VA o VIA; il pre-screening potrebbe essere più percorribile in caso di re-blading o di interventi di miglioramento e upgrade dell’impianto che non comportino spostamento delle turbine o sostituzione con altre di maggiore impatto (es. visivo e acustico).

Approfondimento a parte meriterebbe il tema degli incentivi. Come già evidenziato in precedenza, sebbene alcuni impianti abbiano ormai terminato il periodo di incentivazione, molti sono ancora incentivati in accordo a diversi sistemi regolatori. È dunque di importanza critica valutare nel dettaglio quali siano i requisiti da rispettare al fine di mantenere l’incentivazione dell’impianto.

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[1] Fonte dati: Gestore Servizi Energetici (GSE) 
[2] Wind energy in Europe in 2018 Trends and Statistics - Windeurope.org 
[3] Calcolo ottenuto stimando una ventosità media di 2.500 h annue e una produzione aggiuntiva prevista pari a 25 TWh (fonte: Renewable Energy Report 2018) 
[4] Statistiche GSE e ANEV* (*da articolo)