Variazioni essenziali in edilizia: il dossier ANCE aggiornato con tutte le casistiche regione per regione

L'Ance ha aggiornato al 26 luglio 2019 il dossier "Variazioni essenziali: quadro normativo regionale": emerge un panorama abbastanza diversificato con la previsione, in particolare, di percentuali e indicazioni molto differenti. Scopri tutto

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Le varianti in edilizia sono da sempre argomento molto gettonato perché conoscere la distinzione tra i due casi è fondamentale per non incappare in abuso edilizio. Nello specifico è importante sapere che:

  • la variante non essenziale comporta modificazioni di non rilevante consistenza rispetto al progetto approvato tale da non comportare un sostanziale e radicale mutamento del nuovo elaborato rispetto a quello oggetto di approvazione;
  • la variante essenziale è caratterizzata da incompatibilità quali-quantitativa con il progetto edificatorio originario.

In tal senso, segnaliamo il completo e aggiornato dossier ANCE "Variazioni essenziali: quadro normativo regionale", che fa il punto sulla situazione italiana, ricordando, nella premessa, che "quando nel corso dei lavori è necessario apportare delle varianti al progetto edilizio si può correre il rischio di sbagliare e di eseguire un abuso edilizio se non si tiene conto di alcune discriminanti".

Varianti in edilizia: le indicazioni del Testo Unico Edilizia

L'ANCE evidenzia che il dpr 380/2001 non prevede espressamente la tipologia della variante essenziale ma per la sua definizione si tiene conto di quanto previsto nell'art.32 TUE in tema di "variazioni essenziali" intesa come fascia intermedia di abusi edilizi tra la totale difformità e la parziale difformità.

La normativa statale indica delle casistiche generiche rimettendo alle Regioni la relativa disciplina di dettaglio ed, in particolare, specifica che si ha variazione essenziale quando si verifica una o più delle seguenti condizioni:

  • mutamento della destinazione d’uso che implichi variazione degli standards previsti dal D.M. 2 aprile 1968, n. 1444 sulle distanze tra costruzioni;
  • aumento consistente della cubatura o della superficie di solaio, da valutare in relazione al progetto approvato;
  • modifiche sostanziali di parametri urbanistico-edilizi del progetto approvato ovvero della localizzazione dell’edificio sull’area di pertinenza;
  • mutamento delle caratteristiche dell’intervento edilizio assentito;
  • violazione delle norme vigenti in materia di edilizia antisismica, quando non attenga a fatti procedurali.

Il dossier

Da un confronto tra le normative regionali ne emerge un panorama abbastanza diversificato con la previsione, in particolare, di percentuali e indicazioni molto differenti. Nel documento/dossier, quindi, vengono raccolte tutte le casistiche regionali con un interessante confronto sulla disciplina di dettaglio.

IL DOSSIER INTEGRALE E' DISPONIBILE IN FORMATO PDF