A Urbanpromo Green il salto di qualità delle smart cities

La tecnologia come motore per disegni strategici più ampi di città e territori

Smart city” è un’espressione che si utilizza da anni, che comprende applicazioni e concezioni molto diverse da loro. Negli ultimi anni si registra un salto di qualità: comincia a farsi strada la concreta ambizione di utilizzare la tecnologia come motore per disegni strategici più ampi, che valorizzino le peculiarità delle diverse città e dei territori.

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La tecnologia nelle città, in estrema sintesi, come strumento piuttosto che come fine. Il tema è stato esaminato nell’ambito di Urbanpromo Green, la due giorni dedicata alle pratiche, le progettualità, le innovazioni che rientrano nell’ampio campo della sostenibilità e che sono applicate al contesto urbano. Nel corso di Urbanpromo Green si sono confrontati tecnici, ricercatori, imprenditori, docenti universitari. La manifestazione, organizzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Urbit, si è svolta il 19 e 20 settembre a Palazzo Badoer, sede della Scuola di Dottorato dell’Università Iuav di Venezia.

Tecnologia e smart city

Il focus su tecnologia e smart city è stato curato da Gianni Biagi di Urbit e Denis Maragno di Iuav. Maragno come esempio della potenzialità delle applicazioni e dei progetti ha citato quelli che utilizzano i dati satellitari: “Attraverso essi possiamo ad esempio ricostruire le fragilità del territorio in tempo reale, e si tratta di conoscenza alla portata potenzialmente anche dei Comuni più piccoli. Si può ricavare un fotogramma satellitare prima e dopo un evento catastrofico, per capire quali sono i danni e fare esperienza”, quindi predisporre le necessarie difese dal rischio idrogeologico. Il salto è notevole rispetto a dati e quadri conoscitivi, quelli che gli enti sono abituati a utilizzare, “statici”, che hanno l’aggiornamento vecchio di anni.

Tra gli interventi c'è stato quello di Piero Pelizzaro, Resilient Chief Officer del Comune di Milano. Tra le tecnologie che si stanno implementando nel capoluogo lombardo nell’ambito della strategia di resilienza ci sono quelle che collegano, dice Pelizzaro, “il ciclo di trasformazione del sistema produttivo industriale e le risorse della città”. Si studia in particolare come valorizzare i rifiuti urbani nell’ambito sistemi produttivi. Le bucce di arance, ad esempio, possono essere utilizzate per produrre filamenti di tessuti.

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Gli urbanisti Emiliano Vettore e Diego Pellizzaro hanno presentato Beleafing, un progetto di forestazione che fa leva sul marketing per strategie ad alto valore ambientale. La piattaforma consente di fatto di regalare alberi ai cittadini: la donazione parte da amministrazioni locali e imprese che vogliono aumentare il loro appeal. Si mette assieme un vero e proprio budget di alberi il cui impianto è finanziato dalle aziende, gli alberi vengono prenotati dai cittadini sulla piattaforma. Gli alberi che vengono impiantati sui terreni privati mantengono come riferimento l’ente o l’azienda che l’ha finanziato, che possono utilizzarli per attività di marketing. Vettore e Pellizzaro hanno presentato anche Igreengo: il progetto mira a recuperare immobili abbandonati o degradati dandogli destinazione turistiche. Attraverso un game i cittadini si esprimono sulla possibile destinazione, dando così modo a chi punta al recupero di capire la possibile destinazione d’uso. La piattaforma è già al servizio dell’agenzia regionale Veneto Agricoltura, ma potenzialmente può essere utilizzata anche da privati.

L’ingegnere Anna Moreno ha parlato a Urbanpromo Green del progetto europeo www.net-ubiep.eu, che Enea sta coordinando e che fa parte di una rete di 4 progetti con 36 partner di 20 Paesi diversi. Il progetto riguarda la promozione della tecnologia BIM (Building Information Modeling) per migliorare l’efficienza energetica nelle fasi di progettazione, costruzione, gestione e manutenzione degli edifici.
La tecnologia BIM consente infatti di ottenere la copia esatta di un edificio reale nel mondo virtuale, e attraverso l’integrazione con un impianto domotico, è possibile verificare in tempo reale se i consumi previsti nella fase di progettazione sono mantenuti in quella di gestione. Può capitare, ad esempio, che in un ufficio le luci rimangano accese oltre il dovuto, o che le finestre siano aperte invece di regolare meglio il condizionatore, aumentando così i consumi previsti. Con la tecnologia BIM si può così porre rimedio e modificare i comportamenti. Moreno spiega infatti che i comportamenti sbagliati degli utenti possono arrivare a triplicare i consumi previsti nella progettazione degli edifici.

Anche l'ingegnere Mauro Annunziato ha esposto gli obiettivi di un progetto Enea. Il tema è quella della costruzione delle città future, l'obiettivo è uscire dalla logica dei compartimenti stagni e arrivare, ha spiegato Annunziato, "a costruire degli ecosistemi smart in cui le varie funzioni e utilities possano integrare tutti i dati che provengono dalle città, ottenendo nuovi servizi e un risparmio economico". Si tratta di dialogare con le tante aziende che lavorano sui servizi urbani, spingerle ad adottare linguaggi comuni. Enea lo sta facendo attraverso tavoli in cui sono coinvolte anche le istituzioni.
Annunziato ha avanzato un esempio che riguarda il sistema di illuminazione pubblica: è possibile in prospettiva integrarvi funzioni che riguardano anche il monitoraggio del traffico, lo screening degli allagamenti, la ricerca dei parcheggi, dati ambientali. Le possibilità che ne derivano sono formidabili. Dice Annunziato: "La gestione dell'illuminazione ad esempio può, grazie al monitoraggio, essere regolata in funzione del traffico, permettendo un risparmio energetico che può arrivare al quaranta per cento". 

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