Partita IVA: se inattiva da tre anni la chiusura è automatica

L'Agenzia delle entrate procede d'ufficio, in modalità centralizzata, alla chiusura delle partite Iva di coloro che sulla base dei dati e degli elementi in suo possesso risultano non aver esercitato, nelle tre annualità precedenti, attività di impresa ovvero attività artistiche o professionali

Chiusura automatica della partita Iva

Se una partita Iva è inattiva da tre anni ma non c'è stata dichiarazione di cessazione, il Fisco la chiuderà in automatico, di default. E' ciò che si evince dal provvedimento del 3 dicembre 2019 dell'Agenzia delle Entrate, dedicato proprio a questo argomento.

Con questo provvedimento, intitolato "Chiusura d’ufficio delle partite IVA inattive ai sensi dell’articolo 35, comma 15-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dall’articolo 7-quater del decreto-legge del 22 ottobre 2016 n. 193 convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225", vengono definiti i criteri e le modalità di applicazione della nuova disposizione normativa e le forme di comunicazione preventiva al contribuente.

Criteri e modalità di chiusura delle partite IVA

Le partite IVA 'da chiudere' sono individuate sulla base di riscontri automatizzati con le informazioni disponibili in Anagrafe Tributaria, volti a identificare i soggetti titolari di partita IVA che nelle tre annualità precedenti non hanno presentato, se dovuta, la dichiarazione IVA o dei redditi di lavoro autonomo o d’impresa.

La chiusura delle partite IVA inattive avviene in modalità centralizzata. Nello specifico:

  • per i soggetti diversi dalle persone fisiche, qualora dagli elementi registrati in Anagrafe Tributaria non emergano evidenze atte a supporre l’operatività del soggetto, si procederà contestualmente alla estinzione del codice fiscale;
  • a ciascun soggetto individuato come presumibilmente inattivo è inviata la comunicazione preventiva di chiusura d’ufficio della partita IVA. La spedizione avverrà mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento (AR);
  • il contribuente che ravvisi elementi non considerati o valutati erroneamente, relativamente alla comunicazione di cui sopra può rivolgersi, entro 60 giorni dalla sua ricezione, ad un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate e fornire chiarimenti circa la propria posizione fiscale di soggetto attivo ai fini IVA.

Motivazioni per la chiusura automatica della partita IVA dopo 3 anni di inattività

Ciò che giustificas il provvedimento è l’art.35, comma 15-quinquies del dpr 633/1972, in merito alla individuazione e alla chiusura d’ufficio delle partite IVA inattive dei soggetti che, pur avendo cessato l’attività, hanno omesso la presentazione della prevista dichiarazione di cessazione.

In particolare, il comma 44 ha introdotto la chiusura d’ufficio delle partite IVA dei soggetti che non risultano aver esercitato, nelle tre annualità precedenti, attività di impresa ovvero attività artistiche o professionali.

Il comma 45 ha modificato l’art.5, comma 6, del decreto legislativo 471/1997, eliminando la sanzione prevista in caso di omessa presentazione della dichiarazione di cessazione attività ai fini IVA.

IL PROVVEDIMENTO DEL 3 DICEMBRE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE E' DISPONIBILE IN ALLEGATO