Bus ecologici e infrastrutture per l’alimentazione alternativa: assegnati 2,2 miliardi alle Regioni

14/01/2020 280

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha firmato il decreto interministeriale che stanzia 2,2 miliardi di euro per l'acquisto di mezzi di trasporto pubblico ecologici.

Le risorse assegnate nel primo triennio, sino al 50% del contributo, potranno essere usate per la realizzazione della rete infrastrutturale dedicata all’alimentazione alternativa.

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Sono stati stanziati alle Regioni 2,2 miliardi di euro per l’acquisto di nuovi bus ecologici adibiti al trasporto pubblico locale e alle relative infrastrutture, sulla base delle disposizioni del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile.

L’obiettivo è quello di rinnovare il parco dei bus con mezzi meno inquinanti (elettrici, a metano o a idrogeno) e più moderni, riducendo l’età media del parco vetture per promuovere il miglioramento della qualità dell’aria, ricorrendo a tecnologie innovative in linea con gli accordi internazionali e con le disposizioni normative della Unione Europea.

«In tante città, soprattutto nella pianura padana ma non solo, è emergenza #smog. Serve una rivoluzione nella mobilità urbana: abbiamo assegnato 2,2 miliardi alle Regioni per l'acquisto di nuovi bus ecologici. 400 milioni andranno alle città» ha fatto sapere la ministra Paola De Micheli nel post pubblicato sul suo profilo twitter per commentare la firma del decreto. 

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Le graduatorie

Nello stesso decreto - firmato dal Mit di concerto con il Ministero dello sviluppo economico e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze - oltre alle modalità di erogazione e ai vincoli di destinazione, sono riportate anche le diverse graduatorie.

Queste ultime sono relative sia all’attribuzione dei punteggi e all’assegnazione delle risorse applicando gli indicatori previsti dal DPCM, che a quelle relative alle regioni del centro Nord e del Sud, per tenere conto, nell’assegnazione delle risorse, del criterio di proporzionalità rispetto alla popolazione residente nelle Regioni del Sud (previsto dall'articolo 7 bis del decreto legge n. 243 del 29 dicembre 2016, convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, e della modalità attuativa dello stesso di cui al DPCM del 7 agosto 2017).

Lo stanziamento prevede, inoltre, che alle regioni del Sud sia destinato circa il 35% delle risorse stanziate.

Viene anche stabilito che le risorse assegnate nel primo triennio, sino al 50% del contributo concesso, possano essere destinate alla realizzazione della rete infrastrutturale per l’alimentazione alternativa (es. metano, idrogeno, elettrica).

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