Il Congresso – Le impressioni del Network Giovani Ingegneri

È con l’accorato appello del Presidente del CNI, Armando Zambrano, alla platea che si è aperto il 58° Congresso Nazionale degli ingegneri, tenutosi a Brescia nei giorni 24-26 Luglio 2013.
Il Presidente, nella sua iniziale relazione, tocca quelli che sono i temi dello slogan scelto per questa edizione e cioè: lavoro, innovazione, opportunità, seguendo il filo conduttore del precedente evento congressuale tenutosi a Rimini che, richiamando “tutela, sviluppo e occupazione” quasi garantivano un continuum della ricerca delle soluzioni per risollevare le sorti del paese. È chiaro come le tematiche siano ricorrenti e siano reciprocamente interconnesse tra loro.
Ecco come il congresso di Brescia, a meno di un anno di distanza dal precedente, rappresenti l’occasione per concentrarsi sulla ripartenza del nostro paese che deve avvenire con raziocinio e criterio e deve rendere noi giovani ingegneri protagonisti attivi.
Le tematiche congressuali scelte dunque, consolidano quelle trattate nel congresso precedente, affiancandosi ad esse e offrendo a noi ingegneri ampi spunti di riflessione.
Il lavoro è il leitmotiv del congresso che si manifesta nelle sue forme: il lavoro svolto, quello che manca e quello mal retribuito.
Le innovazioni sono quelle che andrebbero apportate ad un sistema burocratico, quello italiano, appesantito dalla stratificazione normativa e dai conseguenti ritardi dei processi amministrativi. Ma le innovazioni sono anche quelle apportate dai giovani professionisti nel campo delle nuove tecnologie e della green economy.
Infine le opportunità sono quelle che andrebbero date a tutti i liberi professionisti tassati e non agevolati da un sistema economico chiuso in se stesso, quelle che andrebbero date alle donne professioniste e ai giovani che si affacciano nel mondo del lavoro in un periodo fortemente segnato dalla crisi che si, è reale, ma non deve rappresentare una scusa per arrestare il futuro.
Il Congresso di Brescia, fortemente supportato e guidato dal Presidente Mario Belardi, è stato anche il congresso della “smarttech”, con i sondaggi in tempo reale dello streaming per la visione da remoto ed una specifica app per smartphone e dei “dibattiti” che hanno dato spazio a numerosi professionisti non solo Ingegneri, ma soprattutto ai professionisti del Network Giovani Ingegneri continuando così la “tradizione” di quanto accaduto già a Rimini, che ne è stata la promotorice.
La prima giornata congressuale, apertasi con la relazione del Presidente Zambrano, è proseguita con la prima tavola rotonda dal tema: Sussidiarietà e Semplificazione con gli interventi di Luigi Ronsivalle (Presidente Centro Studi CNI), Luigi Vinci (Presidente Scuola superiore di formazione CNI), Maurizio Tira (Presidente CeNSU) e Massimiliano Pittau (Direttore Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri).

La semplificazione consiste nella “sburocratizzazione” delle leggi e nell’adeguamento delle stesse alla complessità degli interventi. Ma semplificare vuol dire anche dare la possibilità al professionista di assumersi la responsabilità per gli interventi di bassa-media entità. Gli ingegneri si pongono in prima fila con il principio della sussidiarità per sostituirsi ai funzionari pubblici ed ottenere permessi più rapidi ed autorizzazioni più semplici a patto però, che si agisca in un campo chiaro di attuazione normativa.
Occorre quindi creare lavoro partendo dalla prevenzione e manutenzione del nostro territorio, in modo tale da non incrementare le spese che opere di “rattoppo” apporterebbero al paese.
La sburocratizzazione delle procedure può solo giovare ad un paese che tarda a ripartire, poiché oggi è complicato per i cittadini intervenire persino sulle proprie costruzioni in forma privata, in quanto le procedure sono complesse, le certificazioni e le autorizzazioni che si richiedono sono tante, spesse volte non proporzionali all’entità dell’opera, e si scontrano con normative ben poco chiare.
La seconda giornata di congresso si apre con la tavola rotonda dal tema Lo scenario economico che vede l’editorialista Gianni Riotta moderatore tra gli interventi del Professor Boltho (EmeritusFellow di Economia, Oxford) il quale sostiene che l’Italia potrà uscire dalla crisi solo con un deprezzamento dell’euro e con meno austerità, in quanto in questo momento l’Inghilterra arranca, la zona euro è in recessione e l’Italia è solo al rimorchio.
Il Professor Dominick Salvatore (Professore di Economia, New York), nel suo intervento, sottolinea il peso della normativa e della pressione fiscale nella crisi italiana,temi ormai ricorrenti in tale periodo storico. Marina Salamon, Fondatrice e Presidente di Altana, sostenendo che occorre una “Rivoluzione gentile non violenta”, non crede nelle piccole imprese e nel conformismo italiano, ma con le sue aziende e con le sue idee genera posti di lavoro ed opportunità.
Si susseguono Francesca Contardi (Amministratore Delegato PageGroup Italia) che illustra un’indagine sugli stipendi degli Ingegneri Italiani, Nicola Monda (Membro del CNI) che accusa l’eccessiva burocratizzazione italiana e Marco Cantavenna (Membro Network Giovani) che sottolinea l’importanza dei giovani per l’innovazione e l’importanza dell’apertura nei confronti del cambiamento per uscire dalla crisi.
Il Vice Presidente del CNI, Fabio Bonfà nel suo intervento, sottolinea l’importanza degli investimenti nella prevenzione, come precedentemente accennato, volgendo l’attenzione alla defiscalizzazione dei privati, del contributo dei professionisti nelle proposte di legge e nella Green Economy.
Questo Congresso ha visto la partecipazione di alcuni esponenti del mondo politico come il Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato che ha anticipato una possibile attuazione di una legge sugli investimenti al fine di dimezzare gli interessi per l’acquisto di beni strumentali delle aziende, sottolineando quindi l’importanza che hanno gli investimenti ai fini aziendali e la riduzione della spesa pubblica per uscire dalla crisi.
A seguito di questo intervento, si è aperta la seconda tavola rotonda della giornata, dal titolo Innovazione e Mercato globale aperta dalla coinvolgente esposizione del saggista Ernesto Hofmann il quale ha parlato dell’importanza della tecnologia per incidere come “chirurghi sul futuro”, mettendo in luce come i computer hanno introdotto un diverso tipo di automazione che prende tutti gli aspetti del lavoro (il campo della chirurgia per esempio condotto dalla robotica, l’automazione delle banche, dell’industria, la produzione di robot di seconda, terza e quarta generazione) sottolineando come ciò può diventare una sfida per il mondo dell’ingegneria.
Sono seguiti gli interventi di Massimiliano Magrini (Co-Founder e Managing Partner di United Ventures e Google Italia), Gianluca Dettori (Fondatore e Presidente iPixel), Gaetano Fede (Membro CNI) e Ettore Nardi (Membro Network Giovani Ingegneri) il quale ha sottolineato come l’innovazione di prodotto e di processi possa rappresentare un’opportunità per trovare lavoro soprattutto per i giovani professionisti che dovrebbero essere aiutati da un sistema più competitivo che dovrebbe sfidare l’inquinamento, il cambiamento climatico e l’aumento demografico ad esempio con le “smartcities”.
Il tema delle smart-cities è stato lo spunto per la terza tavola rotonda dal titolo Volumi Zero: il futuro è smart? Si è aperta con gli interventi di Luciano Borzatta (Senior Partner, the European House Ambrosetti) e Luciano Berarducci (Consigliere Autorità per la viglilanza sui Lavori Pubblici) il quale pone l’attenzione sul patrimonio italiano delle città risorgimentali e dichiara che le città devono essere progettate in base ai bisogni del tempo. E’ la volta di Carlo Ratti (Direttore del MIT) che elenca i “cinque punti delle smartcities”, ossia la partecipazione, la città in cui tutto può parlare, la mobilità, gli ambienti architettonici che rispondono alle esigenze e le fabbriche nelle città.
Ci si chiede se “smart” sia la nuova etichetta, qualcosa che tenda a passare di moda come un trend. Così non dev’essere: smart non può essere legato alla moda in quanto si deve attribuire alle intelligenze e deve evolversi e crescere con il tempo e, ad esso, essere in qualche modo collegato.
Nella stessa tavola rotonda hanno continuato ad esporre Maria Cristina Farioli (Direttore Sviluppo e Innovazione IBM Italia), Alessandro Cattaneo (Sindaco di Pavia), Emilio del Bono (Sindaco di Brescia), Leopoldo Freyrie (Presidente CNA), Andrea Gianasso (Membro CNI) e Francesca Giovannelli (Membro Network Giovani) la quale ha posto l’accetto sulla possibilità di intervenire in maniera “smart” sulle città italiane senza distruggere o modificare l’esistente ma intervenendo con un approccio innovatore che coinvolga in primo luogo il cittadino e che possa renderlo partecipe.
La terza tavola rotonda si chiude con l’intervento di Giampiero D’Alia (Ministro per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione) che ribadisce l’importanza di un impianto normativo semplificato ed omogeneo su tutto il territorio nazionale.
La quarta ed ultima tavola rotonda della giornata, dal titolo Società e Lavoroaffronta quelli che sono i temi caldi non solo del Congresso, ma anche dello scenario politico italiano. È la volta del moderatore Marco Panara (Capo Redattore Affari e Finanza, La Repubblica) che si interfaccia con il Prof. Pietro Ichino (Senatore e professore di Diritto del Lavoro all’Università di Milano), Paola Muratorio (Presidente INARCASSA), Susanna Camusso (Segretario Generale CGIL) che ancora una volta sostiene che occorre creare lavoro partendo dalla prevenzione e dalla manutenzione del nostro territorio, Ugo Dibennardo (Direttore Generale Progettazione ANAS), Giovanni Cardinale (Membro del CNI) e Beatrice Benelli (Membro Network Giovani Ingegneri) la quale evidenzia come si parli sempre del “problema dei giovani” quando i giovani non sono mai un problema ma risorsa, energia, il futuro. Si è fatto accenno alla nuova riforma che ha introdotto nuovi obblighi anche per i giovani professionisti, obblighi che si inseriscono in un periodo economico difficoltoso quali l’assicurazione professionale e la formazione permanente che sono stati recepiti ed inseriti a garanzia ulteriore delle prestazioni che gli ingegneri devono sostenere e che comunque anche prima della riforma hanno sempre garantito.

L’ultima giornata, aperta dai ringraziamenti del Presidente Marco Belardi e dai saluti di Roberto Bacci (Direttore Generale CEI), prosegue con gli interventi di Andrea Orlando (Ministro dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare), di Ania Lopez (Consigliere CNI) che presenta il progetto “in-genio al femminile” valorizzando la figura della donna Ingegnere e alcune caratteristiche proprie delle donne come la creatività e la sensibilitàe sottolineando la crescita di questa figura professionale negli ultimi anni e di Gianni Massa (Vice Presidente CNI) che presenta il premio “Scintille.2013” che vuole premiare idee e spunti innovativi in grado di generare progetti concreti di sviluppo attraverso l’apporto di contributi costruttivi multidisciplinari.
La stesura e l’approvazione della mozione congressuale, ampiamente discussa in sede di dibattito ha permesso l’introduzione di nuovi spunti, di cui uno proposto dal Network Giovani Ingegneri, accettato ed inserito dal CNI nella stesura finale della mozione. La proposta è stata quella di attivarsi al fine di ottenere agevolazioni fiscali per le assunzioni di giovani professionisti anche per gli studi professionali, equiparando la proposta già inserita nella mozione che interessa esclusivamente le aziende in merito all’assunzione di giovani ingegneri. Ciò porterebbe ad incentivare il datore di lavoro ad assumere, e ridurrebbe il problema della false partite IVA, tema questo, che è già da tempo tra i lavori del Network.
La mozione è stata consegnata dal CNI alla classe politica apponendo la parola fine all’ultima giornata del congresso e rinnovando l’appuntamento al prossimo anno nella città di Caserta.

 

 

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