Architetti e ingegneri liberi professionisti esclusi dal rimborso per spese DPI: Fondazione Inarcassa contraria

09/05/2020 11139

BANDO INVITALIA, FONDAZIONE INARCASSA: NOI SIAMO ESCLUSI. CHIEDIAMO UN PASSO INDIETRO E UNA MODIFICA DEI CRITERI DI ACCESSO.

Il Presidente Comodo: “Gli architetti e ingegneri liberi professionisti non possono fare richiesta di rimborso per le spese sostenute per l’acquisto di DPI. E’ una discriminazione che svantaggia l’intera categoria.”.

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Roma, 8 maggio. «E’ con rammarico che apprendiamo i criteri di acceso al bando “Impresa Sicura” lanciato da Invitalia e finalizzato alla richiesta di rimborso per le spese sostenute per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale. I nostri colleghi architetti e ingegneri liberi professionisti e il personale dipendente degli studi professionali rischiano di rimanerne esclusi se non si interviene opportunamente per ampliare la platea dei soggetti beneficiari, come del resto è già stato fatto per altre misure del “cura Italia”.

Mancano pochi giorni al via, dall’11 maggio sarà possibile inoltrare le domande di rimborso. Occorre fare presto e prestare maggiore attenzione alle necessità degli architetti e ingegneri liberi professionisti.» 

Queste le prime dichiarazioni del presidente della Fondazione Inarcassa, Egidio Comodo, in commento al bando promosso da Invitalia che, attraverso fondi Inail, stanziati dal decreto “Cura Italia”, consente di chiedere fino a 500 euro di rimborso per addetto, da parte di ciascuna impresa, per l’acquisto di mascherine, guanti e ogni tipo di dispositivo per la tutela dei soggetti nei luoghi di lavoro.

«Noi professionisti dell’area tecnica siamo tra i lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio negli ambienti di lavoro, a partire dai cantieri, ad esempio nelle attività di sorveglianza. Abbiamo certamente bisogno di acquistare a scopo precauzionale DPI per svolgere la nostra professione con efficienza, tutelando la nostra salute e quella di tutti coloro con i quali entriamo quotidianamente in contatto. In questa fase, in cui purtroppo vediamo una compressione del nostro reddito senza precedenti, sarebbe molto importante poter  contare su uno stanziamento di risorse destinato al rimborso dei DPI» ha sottolineato il presidente Comodo.

«Oltretutto, non ci è affatto chiaro il motivo dell’esclusione dal bando Invitalia dei liberi professionisti. Innanzitutto, viene meno l’equiparazione, nel bando, tra le piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi, ampiamente riconosciuta a livello europeo, ad esempio nell’accesso ai fondi strutturali, ai Piani operativi PON e POR. Inoltre, i nostri colleghi titolari di studi professionali che hanno alle loro dipendenze personale impiegatizio non possono fare richiesta di rimborso sebbene versino i contributi all’Inail.

Ci troviamo di fronte a una duplice discriminazione a svantaggio della nostra categoria che riteniamo debba essere opportunamente sanata. Chiediamo una modifica del bando. Lo faremo con una nota chiara da trasmettere a Invitalia. Sarebbe un atto di buon senso tenuto conto delle difficoltà economiche cui è sottoposta l’intera categoria degli architetti e ingegneri liberi professionisti» ha concluso il presidente Comodo.