Ingegnere Inventore: Italia più innovativa al mondo, se solo 2 ingegneri su 100 conoscessero le invenzioni

In Italia, oltre 240.000 professionisti svolgono attività di ingegneria. Se la metà fosse consapevole di cosa sia una invenzione, il nostro Bel Paese sarebbe riconosciuto come il più innovativo al mondo. Cosa non ha funzionato?

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Il termine ingegnere non ha una collocazione storica definita, l’etimologia latina infatti, pone l’utilizzo di tale termine per l’individuazione di colui che esercita le attività di ingegnerie nel vocabolo INGEGNO, mentre la cultura anglosassone identifica le attività professionali dell’ingegneria nella parola ENGINE (motore). Attualmente sul pianeta terra, operano circa 15 milioni di ingegneri collocati nelle più disparate attività della tecnica. I Paesi che “producono” più ingegneri in termini statistici sono Russia, Stati Uniti ed Iran (fonte: worldatlas.com).

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In Italia i cervelli laureati/anno in ingegneria sono circa trentamila (fonte: ALMALAUREA), mentre gli iscritti ad un Ordine professionale formalmente riconosciuti sono ad oggi quasi duecentocinquantamila (fonte: Consiglio Nazionale Ingegneri).

Il nostro Paese deposita circa quattromila invenzioni all’anno presso l’U.I.B.M. (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi).

Se un laureato su dieci in ingegneria conoscesse le invenzioni, depositando il trovato della sua tesi di laurea (costo del deposito 50 Euro), ogni anno l’Italia vanterebbe quasi il doppio delle domande, con un incremento della visibilità internazionale inimmaginabile.

Per gli oltre 240.000 professionisti che svolgono le attività di ingegneria, se la metà fosse consapevole di cosa sia una invenzione, il nostro Bel Paese sarebbe riconosciuto come il più innovativo al mondo.

Ma cosa non ha funzionato?

INGEGNERI ed INVENZIONI

Culturalmente ogni ingegnere nell’immaginario collettivo, coincide con il termine inventore, o meglio, un inventore sarà senza ombra di dubbio un ingegnere. Combinazione di concetto lapalissiana che non ha considerato il peso dei due “titoli” nel giusto modo. Infatti, mentre per fregiarsi del titolo di ingegnere, il percorso socio culturale è chiaramente definito (prima la laurea, poi l’esame di stato), per il “secondo”, non in ordine di importanza, non si conoscono bene le modalità di riconoscimento o non sono semplici da comprendere.

In cosa consiste la differenza tra la macchina volante di Leonardo da Vinci e l’Elicottero dell’ing. d’Ascanio?

La storia moderna e passata è costellata da inventori ingegneri. Dalle costruzioni ai computer, passando per le automobili fino ad arrivare alle missioni spaziali.

La Apple ad esempio, deve tutto il suo successo al “secondo” Steve, quello inventore, WOZ (Stephen Gary Wozniak) il genio che ha trovato soluzioni nuove ed innescato attività inventiva all’interno di un mercato che cresceva nei numeri e poco nelle invenzioni.

Poi ci sono gli inventori che tutti pensano siano ingegneri come Elon Musk di Tesla (laurea in economia e fisica).

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Gli ingegneri inventori sono coloro ai quali viene riconosciuto il titolo giuridicamente rivendicabile nel territorio di riferimento all’interno del quale viene concesso, a titolo esclusivo, il diritto di sfruttamento del trovato con conseguente monopolio di mercato. Dimostrazioni virtuose e conosciute sono le invenzioni brevettate sulle quali si è costruita la PIRELLI, grazie al genio dell’ingegnere inventore Luigi Emanueli.

Il genio inventore Richard Buckminster Fuller, il quale avvia attraverso le sue invenzioni un percorso infinito di innovazione. La visione di Fuller è chiara, un uomo che ha imparato a vedere diversamente, lontano dalle consuetudini.

Come tutti gli inventori.

Nell'immagine a destra: Brevetto CA 305 959 A, Inventore Corradino d’Ascanio

Telefonate inventate

Finalmente possiamo spiegare al mondo cosa è successo rispetto all’invenzione, spesso avvolta da mistero, di quel “trovato” che oggi chiamiamo telefono. Prima di tutto per comprendere fino in fondo cosa siano le invenzioni, dobbiamo inevitabilmente fare chiarezza su come si inventa. Quando si trova una soluzione nuova ad un problema tecnico, si è trovato il “trovato”. Con il termine trovato, si identifica il prodotto, il servizio, il metodo, il procedimento attraverso il quale si riesce a raggiungere una soluzione nuova, non intuitiva, producibile in serie e per la quale si formulerà una richiesta di sfruttamento e diritto esclusivo per un massimo di venti anni.

Cosa è accaduto veramente tra gli inventori Antonio Meucci ed Alexander Graham Bell?

Il sistema internazionale delle invenzioni oggi è gestito ed armonizzato dal W.I.P.O. (World Intellectual Property Organization) con sede in Svizzera, aderiscono al trattato internazionale oltre 180 Paesi con una sola differenza sostanziale che riguarda gli Stati Uniti d’America.

Il sistema dei brevetti statunitensi si basa su una dottrina unica "First-to-Invent", questo significa che l'inventore che per primo ha concepito l'invenzione e poi l'ha diligentemente ridotta alla pratica depositando una domanda di brevetto (o una effettiva riduzione alla pratica) è considerato il primo inventore ed ha diritto alla tutela brevettuale.

Quasi tutti gli altri paesi al mondo hanno un sistema di brevetti basato sulla dottrina "First-to-File", in cui il brevetto viene concesso all'inventore che è il primo a depositare una domanda di brevetto, indipendentemente dalla data dell'invenzione.

Per diversi anni ci sono stati tentativi falliti di cambiare il sistema dei brevetti degli Stati Uniti da un sistema First-to-Invent ad un sistema First-to-File.

La proposta più recente, contenuta nel The Patent Reform Act, che è stata recentemente approvata dalla Camera dei Rappresentanti, merita grande attenzione. Tra le altre cose, il Patent Reform Act elimina l’antica tradizione di First-to-Invent e la sostituisce con il regime di First-to-File in stile europeo. Per comprendere la differenza tra i due sistemi, dobbiamo prima comprendere alcuni concetti di base nel diritto dei brevetti oltreoceano.

Ci sono tre “momenti” importanti nel processo di brevettazione americano di un'invenzione: la data del concepimento, la data dell'effettiva riduzione alla pratica e la data della riduzione costruttiva alla pratica. La data del concepimento è quando l'inventore intuisce per la prima volta l'invenzione nella sua forma completa. La data di effettiva riduzione alla pratica è quando l'inventore ha costruito un modello funzionante o un prototipo (diversamente a quanto previsto dal sistema mondiale). La data della riduzione costruttiva alla pratica è quando l'inventore (più correttamente, il richiedente) ha depositato una domanda di brevetto.

Negli Stati Uniti, un inventore che ha lavorato diligentemente per ridurre la sua invenzione alla pratica costruendo un prototipo e/o presentando una domanda di brevetto ha diritto alla data di concezione come "data di priorità". In queste circostanze, il primo inventore a concepire l'invenzione ha diritto ad un brevetto.

Esattamente in questo contesto, Antonio Meucci ha trovato la soluzione, mentre Alexander Graham Bell “sfruttando” la sua nazionalità (britannico, naturalizzato statunitense) ne rivendicava il diritto esclusivo.

Invenzioni di genere

Mentre in Italia, la cultura della valorizzazione delle invenzioni è appannaggio di poche virtuosissime realtà imprenditoriali, nel resto del mondo viene considerata la base solida per il progresso del Paese. Gli ingegneri sono sempre alla base di questo processo virtuoso ed efficace.

La forza “nascosta” delle invenzioni è insita anche nel fatto che non hanno genere. Sono indipendentemente efficaci a prescindere dal sesso di colui o colei che ha “trovato”.

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Ing. Beatrix Shilling (Aeronautica e motori), Ing. Patricia Bath (Medicina oftalmica), Ing. Emily Warren Roebling (Ingegneria e strutture), Ing. Marissa Mayer (Ingegneria informatica), Ing. Edith Clarke (Ingegneria elettronica), Ing. Katharine Burr Blodgett (Ingegneria molecolare), Ing. Hedy Lamarr (Ingegneria elettronica), Ing. Hedy Lamarr (Ingegneria strumentale), Ing. Ada Lovelace (Matematica e programmazione), Ing. Margaret E. Knight (Ingegneria ambientale/meccanica). Le incredibili invenzioni di queste geniali donne ingegnere, sono disponibili su GOOGLE PATENTS e/o all’interno dei database mondiali delle invenzioni (ESPACENET/PATENTSCOPE).

Inventare il domani

La situazione italiana sta vivendo un tentativo sempre più efficace di riposizionare gli ingegneri a ricoprire il ruolo di inventori.

Lo sta efficacemente dimostrando l’Ordine degli Ingegneri di Roma, guidato da una donna, Carla Cappiello, che nel 2018 ha istituito la prima commissione tematica sulle invenzioni. Il presidente della commissione rappresenta a tutto tondo le caratteristiche di una Italia che quando crede nelle idee funziona perfettamente.

L’ingegnere inventore Antonio Trimboli, nato a Cosenza, socio sostenitore dell’Associazione IL VALORE DELLE IDEE, dopo una lunga e paziente attività professionale, inventa un sistema di giunzioni GTS, che oggi rappresenta una nuova soluzione tecnica ad un noto problema di rinforzo strutturale. Grazie al corso di formazione a marchio registrato Brevettiamoci®, riconosce nel suo trovato le caratteristiche per depositare una efficace domanda di brevetto. A credere nella sua invenzione, una azienda del nord produttivo ed innovativo, TECNARIA®.

Questo dimostra come una Italia coesa possa determinare attività economiche e professionali fortemente efficaci.

La Capitale rappresenta, purtroppo, l’unico luogo fisico dove poter “attingere” alle nozioni più efficaci, poiché vanta l’unico Ufficio Brevetti del Paese. Anche se gli sforzi del Ministero dello Sviluppo Economico sono sempre più capillari, si dovrebbe parlare di invenzioni e brevetti nelle università e nelle scuole.

La strada è lunga, ma comprendere cosa sia una invenzione e quali sono le sue caratteristiche è la base da cui partire.

Non possiamo inventare o renderci conto di aver inventato senza sapere cosa sia una invenzione.

Per non disperdere attività inventiva, per non “guardare” il resto del mondo, ma soprattutto per aumentare il valore economico del nostro Paese dobbiamo inevitabilmente tornare ad inventare.

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