Possibile proroga del Superbonus al 2023. Fondazione Inarcassa: necessario puntare con coraggio sulla misura

28/08/2020 5347

Come è noto l'incentivo fiscale SUPERBONUS introdotto dal Decreto Rilancio prevede, per determinati interventi, di usufruire della possibilità di detrarre dall’Irperf dovuta in cinque anni, le spese sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021. Per molti, una scadenza troppo ravvicinata, che rischia di limitare in partenza gli effetti di questo strumento. Ma dal Governo arrivano aperture a posticipare la scadenza al 2023.

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Dal Viceministro Misiani apertura ad una possibile proroga al 2023 della detrazione del 110% per Ecobonus e Sismabonus

“Accogliamo con grande favore le dichiarazioni del Viceministro Misiani sulla possibile proroga al 2023 della detrazione del 110% per Ecobonus e Sismabonus. Il Decreto Rilancio, con l’introduzione del Superbonus, ha fornito al Paese uno strumento fondamentale per la ripresa del comparto edile e, quindi, di tutta l’economia italiana. Ma ora il Governo deve avere il coraggio di credere fino in fondo nella misura, stabilizzandone gli effetti e permettergli di dispiegare tutto il suo enorme potenziale.”

Queste le parole del Presidente della Fondazione Inarcassa, Egidio Comodo, in merito alle dichiarazioni del Viceministro all’Economia, Antonio Misiani, sulla volontà del Governo di prorogare il Superbonus fino al 2023.

Egidio Comodo - Inarcassa

“La misura ha il grande merito di puntare con decisione su un settore” – continua Comodo – “che già prima dell’epidemia da COVID era tormentato da una grave crisi economica, ma che allo stesso tempo riveste un ruolo fondamentale per l’economia del Paese. Considerando però i gravosi adempimenti burocratici che caratterizzano questi interventi, lo scarso orizzonte temporale con cui lo strumento è nato ha rischiato fin da subito di limitarne gli effetti, scoraggiando in partenza tanti cittadini potenzialmente interessati. Per questo motivo, già in fase di conversione del Decreto Rilancio, la Fondazione Inarcassa si è fatta promotrice di tale proposta di modifica, che però non è stata approvata a causa della limitatezza delle risorse a disposizione del Governo”.

“I fondi in arrivo dall’Unione Europea offrono all’Esecutivo la possibilità di rimediare al suo errore iniziale e in tale ottica le parole del Viceministro ci fanno ben sperare sulla volontà del Governo di mettersi concretamente in gioco per rilanciare definitivamente il settore edile. Confidiamo che in questo frangente il Governo non si limiti a prorogare la misura” – conclude Comodo – “ma valuti anche la possibilità di ampliarne la portata, soprattutto con riferimento agli interventi di riduzione del rischio sismico, fondamentali per rendere più sicure le nostre case”.