Strumenti per l’interoperabilità in ambito BIM: plug-in o formati aperti?

Oggi stiamo vivendo nel periodo della Quarta Rivoluzione Industriale, quel momento storico in cui si cerca la connessione tra ciò che fisicamente siamo in grado di produrre e gli strumenti digitali che abbiamo a disposizione. Proprio per questa ragione la progettazione sta cambiando e si sta avvicinando ad una nuova metodologia di lavoro: il Building Information Modeling, meglio noto come BIM.

Il BIM è un’esperienza complessa che prevede l’uso di diversi strumenti (piattaforme di gestione, software authoring, software di analisi) e la necessità si scambiare informazioni tra di essi dando la possibilità ad ogni protagonista del ciclo di poter lavorare utilizzando gli strumenti software più adatti ai propri scopi, potendo nello stesso tempo scambiare dati con gli altri progettisti senza che questi vadano persi, secondo il principio dell’interoperabilità.

Interoperabilità: i vari modi di scambio delle informazioni

Se è chiaro che interoperabilità è la parola chiave del metodo BIM, meno chiaro oggi è come possiamo garantire questa condizione.

Lo scambio di informazioni può avvenire in tre modalità differenti: 

• utilizzo di formati proprietari;

• lettura e analisi di modelli mediante plug-in;

• utilizzo di formati aperti.

L’utilizzo di formati proprietari consiste nell’uso di un file di scambio studiato appositamente per trasferire uno specifico set di informazioni tra un modello e un software di analisi per garantire, all’interno di quest’ultimo, la presenza di tutti i dati necessari per lo svolgimento dei calcoli, senza inoltre avere a contorno informazioni che non sarebbero funzionali a questo scopo.

L’analisi dei modelli mediante plug-in consiste invece nell’installare all’interno di un software authoring un programma che sappia leggere ed interpretare quanto in esso modellato scartando eventuali informazioni non necessarie e aggiungendo eventuali dati supplementari funzionali alla tipologia di calcolo che svolgerà il software di analisi.

I formati aperti, invece, consistono nell’utilizzo di un formato di scambio “universale” in grado di gestire un flusso di informazioni senza perdita di dati tra un qualsiasi software authoring e un qualsiasi software di analisi, secondo la logica dell’OpenBIM.

I formati proprietari sono certamente la soluzione più lontana dal concetto di interoperabilità di questa metodologia perché, sebbene consentano di raggiungere lo scopo (scambio di informazioni senza perdita di dati), sono studiati per far funzionare il flusso tra due o più software specifici per i quali i dati di input, ed eventualmente output, sono stati prestabiliti a monte.

Plug-in e formati aperti, quale soluzione scegliere?

Plug-in e formati aperti risultano essere sicuramente le soluzioni più adatte per gestire lo scambio di informazioni tra software in ottica BIM, anche se le differenze tra queste due strade sono molte. 

Per comprendere meglio vantaggi e svantaggi di queste due alternative confrontiamo il funzionamento del plug-in EC770 e dell’importazione IFC sviluppate da Edilclima per consentire lo scambio dati tra un modello architettonico e un software di analisi energetica.

Il plug-in EC770 per l'analisi energetica: come funziona e quali vantaggi ha

Edilclima, già nel lontano 2009, aveva riscontrato la necessità di sviluppare una soluzione per consentire lo scambio di informazioni tra un modello architettonico ed il software EC700 per il calcolo della prestazione energetica degli edifici: da questa esigenza nasce dunque il plug-in EC770 per Autodesk Revit.

Il plug-in, dopo essere stato installato in Autodesk Revit, esegue un’analisi dell’involucro del modello architettonico realizzato nel software di disegno parametrico ed esporta un file per EC700 di Edilclima all’interno del quale è poi possibile caratterizzare i servizi energetici presenti nell’edificio e procedere all’elaborazioni di APE, valutazioni dei Requisiti minimi, diagnosi energetiche e calcoli con metodo dinamico orario.

Plug-in EC770 Integrated >Technical Design for Revit)

Plug-in EC770 Integrated >Technical Design for Revit

Oltre a leggere il modello architettonico, grazie al plug-in EC770, è possibile:

assegnare ponti termici ed ombreggiamenti al modello architettonico direttamente all’interno di Autodesk Revit;

• leggere fasi e relative varianti;

• creare automaticamente pacchetti stratigrafici di elementi orizzontali o verticali che in Autodesk Revit sono modellati come muri o pavimenti semplicemente affiancati gli uni agli altri;

• gestire eventuali aggiornamenti di file già importati ed elaborati all’interno di EC700 senza perdita di dati.

Flusso di lavoro con EC770

Flusso di lavoro con EC770

Il plug-in EC770, come è chiaro da questo breve elenco di funzionalità, è quindi adattato e studiato per automatizzare ogni passaggio sulla base di quelle che sono le peculiarità di Autodesk Revit ed inoltre, essendo installato all’interno di questo software, legge direttamente le informazioni dal modello architettonico, aggiornando le sue schermate ad ogni variazione del modello, senza la necessità di “tradurre” le informazioni contenute negli oggetti in un linguaggio comprensibile al software di analisi evitando così quanto più possibile perdite di dati.

Le caratteristiche della versione 3 del plug-in EC770

Il plug‐in EC770 Integrated Technical Design for Revit®, strumento innovativo a supporto del prodotto Autodesk Revit®, permette di esportare nel software EC700 Calcolo prestazioni energetiche degli edifici, tutti i dati necessari per effettuare calcoli di diagnosi e certificazione energetica dell’edificio e per verificare le prescrizioni imposte dalla legislazione vigente. ...leggi l'articolo con tutte le novità

L’importazione dei dati mediante file IFC 

La seconda soluzione utilizzabile per lo scambio di informazioni con EC700, nata dalla necessità di poter importare informazioni anche da modelli architettonici che non fossero generati con Autodesk Revit, è l’importazione di file IFC Industry Foundation Classes.

Importazione file IFC in EC700

Importazione file IFC in EC700

IFC è un formato file nel quale tutti i programmi di disegno parametrico possono salvare i loro modelli. Il funzionamento è molto semplice: IFC è una sorta di “linguaggio” attraverso il quale vengono codificate le informazioni presenti nel modello così che le entità che vengono esportate dal file di disegno parametrico siano associate ad un’entità IFC che a sua volta sarà riconosciuta come uno specifico elemento del software di analisi nel quale il file viene importato, con tutte le caratteristiche (parametri) ad esse connesse. 

File IFC all’interno dell’input grafico di EC700

File IFC all’interno dell’input grafico di EC700

Essendo il linguaggio universale tutti i software hanno la possibilità di esportarlo e di leggerlo rendendo così possibile lo scambio di informazioni, potenzialmente tra qualsiasi strumento. Ciò rappresenta sicuramente la caratteristica vincente di questa soluzione ma allo stesso tempo anche il suo più grande svantaggio in quanto ogni software di disegno lavora in maniera differente e questo rende complesso veicolare lo scambio di dati attraverso un formato universale, rendendo purtroppo ancora oggi difficile lo scambio di dati tramite formati OpenBIM senza la perdita di alcuna informazione.

E’ possibile ottenere maggiori informazioni sulle soluzioni rese disponibili da Edilclima, tramite il Plug-in EC770 e tramite IFC all’interno dell’input grafico di EC700, consultando il sito www.edilclima.it.

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