Misiti: semplificazione normativa ? vanno aboliti i decreti attuativi delle leggi

Stiamo vivendo un momento di grande trasformazione, in cui finalmente si torna a parlare con insistenza del valore della competenza, dell'importanza del ruolo dei tecnici nelle decisioni che riguardano lo sviluppo strategico della nazione. Dopo un periodo di populismo selvaggio in cui si pensava si potesse applicare il concetto "uno vale uno" finalmente parole come conoscenza, esperienza, abilità tornano ad avere un valore anche per chi si occupa della cosa pubblica.

Diventa quindi importante "il come" sia affrontata questa esigenza di competenza. Negli ultimi 10 anni si è affrontato questo aspetto essenziale creando spesso dei doppioni rispetto a quanto già esiste nel Paese, in particolare realizzando strutture di missione la cui durata è spesso coincisa con quella del singolo governo. A mio parere più che inventarsi ogni volta una soluzione "estemporanea" sarebbe più importante valorizzare gli organi consultivi esistenti, modernizzandoli e valorizzando, attraverso un potenziamento, la loro funzione. In tale contesto il pensiero cade ovviamente sul Conniglio Superiore dei LLPP, fondato da Cavour e da sempre riferimento per il mondo tecnico delle costruzioni italiano.

Per capire quale sviluppo potrebbe avere questo importante Organo consultivo, e come potrebbe rispondere alle esigenze del periodo, a cominciare dall'emergenza climatica, quella della messa in sicurezza idrogeologica, quella della spesa "controllata" dei fondi del recovery plan, ho voluto intervistare il Prof. Aurelio Misiti, per molti anni presidente del Consiglio Superiore, oltre ad avere avuto numerosi incarichi di governo e all'interno delle istituzioni.

Andrea Dari

Editore Ingenio 


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Intervista al Prof. Aurelio Misiti

Andrea Dari: Preg.mo Presidente Misiti, DOMANDA N.1 di recente è stata evidenziata la proposta di creare un Consiglio Superiore che si occupi dei temi di sviluppo ed ambientali, una struttura snella con meno di 10 persone. Cosa ne pensa di questa proposta, considerato che lei è stato presidente del Consiglio Superiore dei LLPP per lungo tempo, e con diversi incarichi ministeriali e tecnici si è occupato di grandi opere e infrastrutturazione del Paese, con particolare attenzione per il Meridione ?

Aurelio Misiti:

Ho letto la proposta del garante del Movimento 5S Beppe Grillo, il quale ha parlato di guerra ai sussidi, di sviluppo sostenibile, di transizione ecologica, dando anche qualche suggerimento gestionale e tecnico amministrativo.

In particolare ha proposto un nuovo organo di consulenza dello Stato composto da 5 a 9 esperti comprendenti rappresentanti dei LL PP , dell’AMBIENTE e di altri Enti statali. Sarebbe un Consiglio Superiore unitario per dare risposte equilibrate e rapide alle richieste di consulenza dell’Esecutivo. L’idea è interessante per superare le diatribe tra uno o più Ministeri costruttori e un altro che si ritiene supervisore di ogni Opera Pubblica, arrivando anche a bloccare il cantiere senza limiti di tempo. Io ritengo che non sia tanto importante il numero dei componenti quanto il tempo massimo impiegato per avere il parere, che non deve mai superare i 30-45 giorni. Così si vuol fare e si fa in Francia, dove però c’è un Pubblica Amministrazione molto efficente.

 

La sicurezza degli edifici storici vincolati: demandare a un unico soggetto valutatore e decisore

Andrea Dari:  Nel nostro Paese a volte troviamo delle azioni contraddittorie tra i diversi ministeri e questo finisce per avere conseguenze sul bene pubblico. Se assistiamo a quanto è accaduto a Norcia nel 2016 con il Sisma del Centro Italia ci accorgiamo che è si è verificata una situazione davvero grave: gli edifici privati, oggetto di miglioramento sismico dopo il terremoto del 1997, hanno ben resistito alle diverse scosse, anche quelle più forti, mentre sono stati gli edifici vincolati ad avere i danni maggiori, e ricordo il crollo della bellissima basilica di San Benedetto da Norcia. Questo accade perchè purtroppo non si è mai arrivati a una scelta condivisa in materia di sicurezza strutturale, e in particolare in zona sismica, sugli edifici vincolati, tra i ministeri competenti. E malgrado da parte del Consiglio Superiore si sia cercato di agire con proposte e commissioni ancor oggi non abbiamo una norma efficace per la tutela del patrimonio storico italiano. Vengo alla domanda: un Consiglio Superiore unico e multidisciplinare potrebbe essere la soluzione per risolvere finalmente situazioni così importanti e critiche per il nostro Paese ?

Aurelio Misiti: 

Sulla sicurezza strutturale degli edifici storici vincolati, siti in zone sismiche, vi sono contraddizioni tra normative che spesso possono impedire la loro salvaguardia. Gli episodi citati nella domanda sono emblematici. E’ necessaria l’unificazione di tali norme e demandare a un unico soggetto valutatore e decisore, capace di assicurare lunga vita al patrimonio più importante dello Stato.Un Consiglio Superiore Tecnico/normativo trasversale, unico e multidisciplinare, potrebbe portare ai massimi livelli la resistenza antisismica i tali edifici, tutelandoli il più a lungo tempo possibile.

 

La complessità normativa: vanno aboliti i decreti attuativi delle leggi

Andrea Dari:  Sempre più spesso assistiamo in Italia a situazioni in cui a fronte di un annuncio politico e della pubblicazione di una conseguente legge, poi si creino situazioni estremamente critiche dovute da un lato alla mancanza delle emanazione dei cosiddetti decreti attuativi (per citarne una, la legge di bilancio per il 2021 che, secondo alcuni conteggi, richiederebbe ben 176 decreti attuativi.) dall’altro del fatto che in esse siano spesso contenuti errori, sovrapposizioni, carenze e imprecisioni tali da renderne impossibile l’applicazione. Il recente superbonus ne è un esempio lampante. Ritiene che se vi fosse un maggiore coinvolgimento di un Consiglio Superiore tecnico/normativo, trasversale a più ministeri, oggi potremmo davvero semplificare l’apparato normativo dello Stato ?

Aurelio Misiti: 

La domanda richiede una risposta riformatrice molto ampia. Il mio parere su questo punto è netto: vanno aboliti i decreti attuativi delle leggi. Occorre però varare leggi senza alcun difetto e corredate dalle norme attuative. Un Consiglio Superiore dello Stato, composto da rappresentanti dei principali Ministeri e di altri Istituti come il Consiglio di Stato, Tar, Avvocatura , potrebbe semplificare profondamente l’apparato normativo italiano.

 

Consiglio Superiore: Presidente non può dipendere dall’Esecutivo

Andrea Dari:  Negli ultimi anni abbiamo visto un Consiglio Superiore impegnato su tanti fronti: sismabonus, semplificazione, testo unico costruzioni, legge sulla qualità dell’architettura, … oltre all’attività ordinaria su pareri e normazione. Come decano del settore qual’è il suo giudizio sull’operato di questo storico organo consultivo dello stato ?

Aurelio Misiti: 

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, nonostante le carenze di personale e di fondi disponibili registrate negli ultimi anni, ha fatto fronte a numerosi impegni a cui è stato chiamato, grazie alla dedizione di molti funzionari pubblici e docenti universitari di ingegneria e di architettura. Pertanto il mio giudizio non può che essere complessivamente positivo, sia sui vertici (Presidente Generale, Presidenti di sezione,) che sui membri e invitati.

Andrea Dari:  In una trasformazione del Consiglio Superiore, ritiene che dovrebbe essere attuato anche un rinforzo della struttura ? per esempio in alcuni Paesi vi sono organi tecnici centrali che hanno una dotazione di un laboratorio centrale per la certificazione dei materiali, una struttura con centinaia di persone per svolgere in modo diretto controlli sugli appalti e sulla certificazione dei fornitori, … Inoltre ritiene che andrebbero modificate le norme e le prassi per la nomina delle figure apicali ? oggi il Presidente del Consiglio Superiore dei LLPP decade, di fatto, a ogni cambio di Ministro, e questo può essere un limite all’attività di gestione e pianificazione di un organismo così importante.

Aurelio Misiti: 

Non c’è dubbio che i compiti affidati a un organismo così importante richiedono strutture di supporto tecniche , scientifiche, amministrative e legali, che consentano all’organismo di operare in tempi brevi e nella massima consapevolezza che le scelte fatte sono le più sicure da ogni punto di vista. Il Presidente Generale non può dipendere dall’Esecutivo. Cosi è stato per 150 anni.

Oggi, grazie a una legge di pseudo riforma, cadendo il Governo decade anche il Presidente Generale. Il che significa che può non esserci indipendenza di giudizio del Consiglio.

 

Formazione della PA: una priorità

Andrea Dari:  Siamo in un momento di grande trasformazione. La digitalizzazione ha un’evoluzione vertiginosa e la ricerca in ambito tecnico sta portando a soluzioni ingegneristiche un tempo impensabili. In questo contesto di cambiamento assume primaria importanza l’aggiornamento della PA e quindi la formazione continua dei tecnici che operano all’interno della pubblica amministrazione, evitando di lanciare messaggi pericolosi come quello che mille giovani neolaureati possano sostituire 1000 tecnici di lunga esperienza. Quale soluzione andrebbe avviata per poter svolgere un’azione non «a salti» ma continua ed efficace ?

Aurelio Misiti: 

La trasformazione che introdurrà nella Pubblica Amministrazione a ogni livello la digitalizzazione impone la formazione e l‘aggiornamento del personale a ogni livello dello Stato, delle Regioni, dei Comuni e di tutti gli Enti pubblici. La formazione e l’aggiornamento dovranno essere continui e di alto livello qualitativo. Va perseguita pertanto la collaborazione più stretta tra le Università e l’apparato pubblico nel suo complesso. L’ Università non più torre d‘avorio ma struttura capace, oltre al lavoro scientifico di base, di svolgere attività applicativa delle scienze, che farà fare salti di qualità alla vita degli europei.

 

Il ponte sullo stretto di Messina fa parte integrante del corridoio europeo Berlino-Malta

Andrea Dari:  Un’ ultima domanda. Se il nuovo governo saprà esprimere un piano credibile arriveranno dall’Unione Europea i fondi non solo per coprire i disavanzi che si sono dovuti creare in questo ultimo anno ma anche i finanziamenti necessari per un adeguamento infrastrutturale del Paese. Tra i progetti più importanti ve ne è uno di cui si parlò lungamente quando Lei era a capo del Consiglio Superiore e poi successivamente vice Ministro: il ponte sullo stretto di Messina. Cosa ne pensa, opera indispensabile o spreco di denaro pubblico ? e in che modo dovrebbe essere gestito un appalto così sensibile a pericoli di infiltrazione malavitosa ?

Aurelio Misiti: 

La crisi sanitaria e le disuguaglianze territoriali tra Nord e Sud del nostro paese hanno indotto l’Europa a stanziare a favore dell’Italia oltre 200 miliardi di Euro, tra prestiti e assegnazioni a fondo perduto.

I fondi vanno utilizzati per rendere più competitivo il territorio, per ridurre i divari territoriali di PIL, reddito e benessere, per formazione e ricerca, per il completamento dei corridoi TEN-T con l’Alta Velocità ferroviaria e autostradale, compresa la costruzione del ponte sullo stretto. Ci potrà essere così una crescita economica che ridurrà il debito pubblico e ammodernerà il paese con infrastrutture adeguate al terzo millennio.

Per il termine infrastrutture intendo: ogni organica connessione di elementi all’interno del sistema dotata di configurazione riconoscibile. Una cifra elevata Investita al Sud va eseguita con un progetto di sistema comprendente le infrastrutture della logistica e dei servizi, infrastrutture delle innovazioni, della cultura del benessere e degli stili di vita.

I primi tre sottoprogetti sono:

  • le autostrade del mare al servizio della portualità e delle ZES- Zone Economiche Speciali.
  • l’Alta Velocità ferroviaria e autostradale Salerno-Catania compreso il ponte sullo stretto opportunamente aggiornato.
  • modelli e stili di vita nova.

La transizione ecologica richiede un cambiamento radicale della produzione di energia elettrica, si passerà dalle centrali a combustibili fossili alle celle a combustibile di idrogeno verde. Le ferrovie dello Stato sono in grado nel giro di due anni di realizzare un sottoprogetto per intere regioni da inserire nel progetto di sistema. La prima regione potrebbe essere la Sardegna che attualmente ha tutti i treni a trazione diesel.

Il ponte sullo stretto di Messina fa parte integrante del corridoio europeo Berlino-Malta e pertanto va inserito nel sistema Alta Velocità quindi opera indispensabile per il Sud,per l’Italia e per l’Europa.  La riduzione dei costi dovuta ai progressi tecnico-scientifici che vanno introdotti nell aggiornamento del progetto. Dai 5 miliardi di euro circa del progetto con campata di tremila e trecento metri si scende a un miliardo e trecento milioni di euro, prevedendo in mare i due pilastri a distanza massima di 2000 metri. In merito alle temute infiltrazioni mafiose ritengo che esse vadano contrastate in tutti i cantieri dell’Alta Velocità e delle altre opere in esecuzione. A tal fine vanno previsti investimenti suppletivi atti a sconfiggere definitivamente la malavita organizzata.

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