Linee Guida Ponti: come si svolgerà la fase sperimentale? Ecco cosa farà il Consorzio ReLUIS

A fine dicembre 2020, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha adottato le Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio di ponti, viadotti e cavalcavia esistenti lungo le strade statali e le autostrade gestite da Anas o da concessionari autostradali. 

Le Linee Guida prevedono anche una fase sperimentale che, come indicato nel Decreto durerà massimo 24 mesi e sarà seguita dal Consorzio ReLUIS, nella sua qualità di centro di competenza del Dipartimento della Protezione Civile.

Come si sta organizzando il Consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica e Strutturale (ReLUIS) in vista della più grande sperimentazione mai ideata, per la sicurezza dei ponti e viadotti italiani? E quando partirà il progetto?

L’intervista all’Ing. Edoardo Cosenza, presidente di ReLUIS.

 

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La sperimentazione delle Linee Guida sui Ponti: i compiti di ReLUIS 

Professor Cosenza, il Consorzio interuniversitario ReLUIS, sotto la supervisione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, sarà il soggetto incaricato di attuare l’attività di sperimentazione prevista dalle Linee guida sui ponti. Come state procedendo? 

«L’incarico è stato conferito con l’emanazione del Decreto ministeriale numero 578 pubblicato lo scorso 28 dicembre. Il consorzio ReLUIS, che ricordo è un Centro di Competenza del Dipartimento di Protezione Civile, non farà direttamente le verifiche, che invece saranno eseguite dai proprietari, ovvero Anas o i concessionari autostradali. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici controllerà queste verifiche tramite ReLUIS che ha organizzato una grande squadra nazionale di competenze universitarie nel campo della sicurezza strutturale dei ponti per seguire, indirizzare e uniformare la sperimentazione delle Linee Guida. ReLUIS quindi, darà suggerimenti per le possibili interpretazioni delle Linee Guida e controllerà le verifiche che saranno fatte e firmate da professionisti scelti dai concessionari. È bene precisarlo, altrimenti potrebbe sembrare che un Consorzio universitario si possa sostituire al mondo della professione e non è assolutamente possibile. Attraverso la nostra Rete nazionale, che coinvolge tante Università d’Italia, faremo controlli specifici, anche sul posto, partendo, come dice il Decreto del 17 dicembre scorso, da Anas e da concessionarie autostradali».

In poche parole come si svolgerà l'attività di supporto, controllo e verifica dell’operato degli enti gestori?

«Per prima cosa il DM 578 prevede che il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nomini una Commissione per sovraintendere a questa attività dopodiché le concessionarie comunicheranno quali potrebbero essere i tronchi stradali da analizzare e verificare. La Commissione incaricata avrà il compito di selezionare le tratte e, una volta individuate, i Concessionari applicheranno quanto stabilito dalle Linee Guida sull’intero tronco. Ovviamente ci saranno un certo numero di ponti con opere in buono stato e altre più a rischio che saranno progressivamente classificate nei diversi livelli come previsto dalle Linee Guida. ReLUIS affiancherà i gestori in questa attività, per evitare interpretazioni locali delle diverse fasi previste dalle Linee Guida che prevedono anche il monitoraggio dell’opera. Oltre a supportare gli Enti gestori, ReLUIS relazionerà alla Commissione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici come sono stati svolti gli interventi».

 

Gli obiettivi della fase sperimentale e le verifiche sui ponti già in corso

Allo scadere della fase sperimentale cosa succederà?

«Dopo un periodo di massimo 24 mesi, la revisione delle Linee Guida terrà conto di tutte queste esperienze. È lo stesso modus operandi che avviene per le Norme Tecniche nazionali che, come sappiamo, per legge devono esser aggiornate periodicamente, con la grande novità che questa volta lo Stato finanzia l'operazione. In questo caso, tra l’altro, le Linee Guida hanno un carattere di forte innovazione, non esiste qualcosa di simile in Europa e manca l’ausilio degli Eurocodici, per questo l’attività di verifica servirà anche a valutare eventuali correttivi. Quindi sulla base dell’esperienza portata avanti in tutta Italia si potranno avere suggerimenti per la nuova versione delle norme che, per volontà del Presidente, potrebbe essere redatta dalla stessa Commissione».

Attualmente alcuni gestori stanno già operando verifiche su ponti e viadotti di loro competenza. Questi interventi potrebbero essere inclusi nella fase sperimentale o saranno selezionate nuove tratte?

«Potrebbero rientrare, se il tronco stradale o autostradale su cui si è già intervenuti è incluso tra quelli prescelti dalla Commissione, saranno anche oggetto della fase sperimentale. Noi faremo una verifica a campione in tutto il Paese, con le indicazioni del Consiglio Superiore dei LLPP, per comprendere tutte le tipologie di ponti».

 

Sopralluoghi, campagne sperimentali, attività di supporto e controllo: gli incarichi di ReLUIS

In attesa che il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici istituisca la Commissione, come si sta organizzando il Consorzio ReLUIS?

«Stiamo facendo un’attività preparatoria e propedeutica all’incarico tramite riunioni nazionali di discussione sulle Linee Guida. Lo scorso settembre, al Consiglio Superiore, abbiamo fatto due riunioni con Anas e Aiscat, l’Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori: ci hanno fornito un primo elenco con le possibili tratte da tenere in considerazione. Ovviamente ora dobbiamo allacciare i rapporti con tutti i concessionari locali».

Per la fase sperimentale sono stati assegnati 15 milioni di euro. Basteranno?

«Il numero dei tronchi stradali sarà selezionato anche in base alle risorse disponibili, per cui saranno sufficienti per definizione. I 15 milioni di euro saranno assegnati un po’ alla volta, per stati di avanzamento, e serviranno a coprire tutti i servizi universitari che offriremo come le campagne sperimentali utili ad analizzare i problemi più rilevanti, a esempio la resistenza in seguito al deterioramento di strutture precompresse a cavi scorrevoli e la durabilità delle selle Gerber. Consideriamo poi che non tutte le opere avranno le stesse caratteristiche, ovviamente ogni zona geografica presenta le sue peculiarità costruttive».

All’interno del Consorzio avete individuato delle figure che seguiranno dettagliatamente la fase sperimentale?

«Dal momento che le tratte selezionate saranno distribuite in tutta Italia con una copertura omogenea, nel progetto rientrano tante Università, da quelle più piccole alle grandi sedi, ma di fatto potranno lavorare tutti i ricercatori esperti ed interessati secondo il consolidato modello ReLUIS. Questo renderà più semplici e agevoli i lavori e i sopralluoghi coordinati dal referente di ogni sede ossia un docente ingegnere strutturista che potrà anche scegliere liberamente se organizzare un’apposita unità di ricerca».

In conclusione, il consorzio Reluis, con le rispettive figure incaricate, svolgerà attività di supporto ai Gestori per l’applicazione delle Linee Guida o di controllo?

«Entrambi. Ci saranno Enti gestori che si affideranno al proprio ufficio tecnico altri che faranno gare di servizi e si appoggeranno a una società incaricata. Fermo restando che la responsabilità delle verifiche sarà dei professionisti e ricordo che il Consiglio Nazionale Ingegneri ha scritto una lettera di plauso per l'iniziativa, ReLUIS li affiancherà nell’ottica di raggiungere un’interpretazione omogenea delle Linee Guida su tutto il territorio nazionale». 

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L'avvio della fase sperimentale delle Linee Guida per la sicurezza dei ponti

Quando pensa partirà la fase sperimentale?

«Il lavoro preparatorio sta andando avanti da diversi mesi, ma saremo operativi quando il Ministero firmerà la convenzione con ReLUIS. In fondo è la prima volta che il dicastero ha a disposizione un grande finanziamento per fare un’attività di verifica delle norme ed è necessaria un'adeguata organizzazione amministrativa. Ricordo infine che le Linee Guida sono state approvate con un Decreto ministeriale e quindi, gerarchicamente, hanno lo stesso rango delle NTC».