Pavimentazioni permeabili in aiuto all’ambiente: qual è la normativa oggi?

L'attenzione all'ambiente è oggigiorno una priorità: le pavimentazioni urbane rivestono un ruolo importante nell'ambito dalla gestione sostenibile delle acque meteoriche. Qual è oggi la normativa di riferimento per le superfici drenanti?

 

Il cambiamento climatico e la nuova sfida delle risorse idriche

Il Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee del 2012 individua gli ostacoli a una migliore gestione delle acque, offre soluzioni concrete e stabilisce l’agenda della politica dell’acqua dell’UE per gli anni a venire. 

Nei prossimi decenni il cambiamento climatico rappresenterà una sfida significativa per la gestione delle risorse idriche in tutta l’UE, in quanto comporterà minori precipitazioni e un aumento delle temperature estive, soprattutto nelle zone meridionali e orientali, accentuando lo stress su risorse già scarse di per sé. Il Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europeo propone una serie di misure di efficienza idrica, tra cui il calcolo del flusso ecologico, la realizzazione della contabilità delle risorse idriche per l’allocazione efficiente dell’acqua, il riutilizzo delle acque per l’irrigazione, per uso industriale e civile, la misurazione e la tariffazione del consumo di acqua e criteri di progettazione ecocompatibile per i prodotti che comportano consumo di acqua. 

Il cambiamento climatico è inoltre caratterizzato da piogge più intense e un maggior rischio di alluvioni, dovute ad una “tropicalizzazione” del clima. Al contempo, la qualità delle risorse idriche è minacciata dall’inquinamento, dallo scarico di acque reflue, dall’estrazione eccessiva e dai cambiamenti idro-morfologici dovuti alle attività industriali, all’agricoltura, allo sviluppo urbano, e ad altro ancora.

 

I CAM: cosa sono e a cosa servono?

Fissare i Criteri Ambientali Minimi (CAM) è una delle modalità attraverso cui si concretizza il Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della Pubblica amministrazione. Nell’ambito delle attività nel settore dell’edilizia e delle costruzioni, il supplemento alla Gazzetta Ufficiale del 6 novembre 2017 riporta i Criteri Ambientali Minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici. Il documento consente alla stazione appaltante di ridurre gli impatti ambientali degli interventi di nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici, considerati in un’ottica di ciclo di vita.

Tra i criteri definiti, uno fa riferimento alle pavimentazioni, che vengono poste in particolare relazione alla gestione dell’acqua e del micro-clima.

Il riferimento in termini di Criteri Ambientali Minimi a quanto sopra esposto, trova spazio nel paragrafo 2.2.3 dell’allegato CAM edilizia, relativo alla riduzione del consumo di suolo e mantenimento della permeabilità dei suoli, che trova applicazione nelle pavimentazioni delle superfici urbanizzate pedonali e ciclabili, e delle superfici carrabili in ambito di protezione ambientale. 

 

Quali novità dalla ricerca?

A tal proposito negli ultimi anni sono state condotte ricerche volte a progettare nuovi materiali e sistemi drenanti, appositamente formulati per la realizzazione di pavimentazioni pedonabili, ciclabili e carrabili ad alto tenore di vuoti con caratteristiche drenanti, con l’obiettivo della ricerca della massima sostenibilità ambientale.

I sistemi prevedono di gestire le pendenze con il sottofondo e il convogliamento delle acque meteoriche in bacini di accumulo per la successiva irrigazione del verde o gestendo la canalizzazione delle acque, permettendo di ricaricare la falda.

 

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Esempio di gestione delle pendenze con il sottofondo

 

Sono stati studiati e messi a punto Sistemi Drenanti con leganti cementizi o resinosi e miscele speciali di polimeri da aggiungere alla matrice legante/aggregato.

Sulla base del livello di capacità drenante e del grado estetico superficiale che si desidera raggiungere vengono selezionati aggregati di diversa pezzatura, per un proficuo utilizzo anche nelle pavimentazioni di piazzali di sosta e parcheggi ed aree a rischio incendi. 

Nelle pavimentazioni drenanti con legante cementizio si unisce un ulteriore valore aggiunto, ossia la possibilità a fine ciclo di fresare lo strato di usura, selezionarlo e riutilizzarlo come aggregato.

 

 Pavimentazione permeabile

Fonte: Laboratorio Cismondi srl

 

Sistemi drenanti a pavimento: i vantaggi

Per quanto riguarda i vantaggi, i Sistemi Drenanti:

  • permettono il continuo ricircolo dell'aria all'interno della massa, accelerando il processo di scioglimento della neve o del ghiaccio, evitando la formazione di lastre;
  • permettono il deflusso delle acque, riducono quindi il ruscellamento e l'acqua planning;
  • garantiscono il recupero dell'acqua in falda;
  • aumentano sensibilmente l'effetto "Albedo", riducendo la temperatura al suolo nella stagione estiva;
  • permettono la raccolta delle acque piovane, mediante un'accurata progettazione della sottostruttura;
  • mantengono le proprie caratteristiche fisico-meccaniche nel tempo, necessitano di una semplice manutenzione ordinaria;
  • riducono il rischio di incendio della pavimentazione stradale.

 

Qual è la normativa di riferimento oggi?

La normativa di riferimento per le pavimentazioni drenanti è ancora in fase di sviluppo. Mentre è consolidata quella relativa a pavimentazioni realizzate con conglomerato bituminoso, quella relativa alle applicazioni di resina e conglomerato cementizio non ha ancora preso in esame tutti gli ambiti applicativi, dedicando per ora maggiore attenzione alle prove per la determinazione delle prestazioni che queste applicazioni sono in grado di garantire. Attualmente la norma Aci 522, pubblicata dall’American Concrete Institute, stabilisce le specifiche per pavimentazioni in calcestruzzo drenante e costituisce un consolidato riferimento per il settore.