Fietta, fondazione INARCASSA: riservare l'uso dell’appalto integrato alla manutenzione delle opere

26/05/2021 4315

"Condividiamo in pieno la preoccupazione di Giuseppe Busia, Presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, che qualche giorno fa ha dichiarato che sarebbe stato opportuno riservare, al limite, l'uso dell’appalto integrato alla manutenzione delle opere. Utilizzarlo negli altri casi può essere pericoloso senza ridurre in maniera significativa i tempi di attraversamento (i tempi burocratici), che sono i reali freni temporali nelle procedure. Ingegneri e architetti liberi professionisti sono pronti a dare il loro determinante contributo: confidiamo che il decisore pubblico valuti le vere problematiche con opzioni quali, tra le altre, il miglioramento della capacità di programmazione e controllo della PA e la semplificazione delle gare per l’affidamento dei servizi tecnici, prima di riproporre modelli che hanno già fallito e che rischiano di aggravare il problema, anziché risolverlo". 

Franco Fietta


L’APPALTO INTEGRATO AUTORIZZA IL CONFLITTO DI INTERESSI TRA IMPRESA, PROGETTISTI E DIRETTORE DEI LAVORI 

FIETTA: SEMPLIFICARE LE GARE SENZA RIPROPORRE MODELLI CHE HANNO GIA’ FALLITO 

Roma, 25 maggio 2021 – “L’appalto integrato non è una scelta obbligata da adottare per velocizzare la realizzazione delle opere e sopperire alla mancanza di progettisti nella PA”, commenta Franco Fietta, Presidente Fondazione Inarcassa. “I servizi di progettazione possono e devono essere esternalizzati per evitare che con l’appalto integrato si crei un conflitto di interessi tra impresa appaltante, progettisti e direttore dei lavori. Va infatti assolutamente salvaguardato il principio generale della separazione dei ruoli fra progettista e costruttore, che rappresenta un elemento di trasparenza, a garanzia e nell’interesse di tutti gli operatori del settore e della qualità dei lavori, per avere elevati standard di qualità che nel progetto deve essere sempre al centro del processo”.  

Questa la posizione di Fondazione Inarcassa che rappresenta oggi in Italia circa 180.000 ingegneri e architetti liberi professionisti in merito al possibile ritorno dell’appalto integrato con il Decreto Semplificazioni, ora ancora in bozza. Un istituto che genera un conflitto di interessi in quanto sia coloro che devono garantire la qualità progettuale, sia i principali attori del controllo nell’esecuzione dell’opera, sono pagati dall’impresa esecutrice. Inoltre, non interviene sulla riduzione dei tempi di processo se non in maniera molto limitata.

 

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“Probabilmente l’esempio del ponte Morandi di Genova ha spinto verso una volontà radicale di semplificazione che travolge l’intero sistema delle gare per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura, sebbene quel modello sia stato adottato per un caso assolutamente straordinario e di attenzione internazionale. C’è il concreto rischio che la reintroduzione dell’appalto integrato applicato all’intera filiera degli appalti riduca significativamente i controlli con nefaste conseguenze. Sbloccare le opere – conclude Fietta - è l’obiettivo fondamentale in questo momento, ma farlo bene lo è ancora di più”. 


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Fondazione Inarcassa, istituita nel 2011, rappresenta oggi in Italia circa 180.000 ingegneri e architetti liberi professionisti.

Il principale obiettivo è la tutela della professione e la promozione della cultura ingegneristica ed architettonica. Riveste il ruolo di interlocutore privilegiato e autorevole a livello istituzionale grazie a un’intensa attività di lobbying, sia nel mondo politico, sia nella società civile. Nell’ambito delle sue attività svolge un continuo e costante monitoraggio e intervento nel campo dei bandi irregolari. Organizza e partecipa a tavoli tecnici, individuando nuovi ambiti di sviluppo e proponendo ai suoi associati corsi di formazione gratuiti. Nel 2018 ha istituito la Giornata della Prevenzione Sismica, un evento che con momenti istituzionali ed eventi pubblici mira a diffondere la cultura della prevenzione sismica nella cittadinanza.