A Genova c’è una nuova laurea magistrale in “Ingegneria delle Costruzioni Esistenti”

07/06/2021 7076

Una nuova laurea magistrale per far fronte alla crescente richiesta di professionisti ingegneri specializzati sulle costruzioni esistenti: è il progetto dell’Università di Genova avviato nel 2018


Un corso di Laurea per creare l'ingegnere specializzato in costruzioni esistenti a 360 gradi

Certamente mancava, nel campo dell’ingegneria, una figura professionale focalizzata sulle costruzioni esistenti, da sempre campo di azione di architetti e restauratori.

Una figura che potesse affrontare i diversi problemi tecnici dell’edilizia esistente, dall’efficientamento energetico al miglioramento illuminotecnico e acustico, dalla sicurezza strutturale e sismica alla sicurezza antiincendio, dalla gestione degli impianti al recupero edilizio

Si tratta di problemi spesso affrontati in ordine sparso nella formazione di ingegneri e architetti (tipicamente di Ingegneria Civile, di Architettura e di Ingegneria Meccanica) ma mai integrati in una logica organica e mai rivolti esplicitamente al costruito esistente.

Per questo era necessario progettare qualcosa di nuovo, mettendo insieme competenze diverse

 

A Genova c’è una nuova laurea magistrale in “Ingegneria delle Costruzioni Esistenti”

 

Il corso è rivolto in generale alle costruzioni esistenti, senza particolari riferimenti al costruito storico, cui tanta attenzione è stata rivolta negli ultimi anni. L’idea è che si tratti in ogni caso di un problema di “conservazione”. Un edificio esistente è un enorme deposito di risorse materiali, economiche e umane. Il suo mantenimento è innanzitutto una questione ambientale ed economica: vale la pena se, nel lungo periodo, i costi derivanti dalla sua gestione sono inferiori a quelli derivanti da una sua eventuale demolizione, ricostruzione e nuova gestione. Ma il suo mantenimento è anche una questione sociale, perché garantisce continuità di vita a tante famiglie che lo abitano e che in esso hanno investito. A patto, naturalmente, che sia sicuro. 

Il tema della sicurezza connota in modo profondamente sociale l’ingegneria delle costruzioni: non a caso l’aggettivo “civile” usato per essa deriva dal termine latino “civis”, “cittadino”. La sicurezza delle costruzioni è una questione, soprattutto, di eguaglianza sociale.

Gli eventi sismici degli ultimi 10 anni (L’Aquila 2009, Emilia 2012 e Centro Italia 2016, Ischia 2017) hanno messo in evidenza in particolare l’elevata vulnerabilità sismica delle costruzioni esistenti e le disuguaglianze sociali derivanti da questa. Inoltre, recenti crolli in costruzioni che hanno subito interventi incongrui o sui quali non è stata fatta adeguata manutenzione (si pensi al crollo di una palazzina ad Arnasco per una fuga di gas nel 2016, al crollo di una palazzina a Torre Annunziata per lavori di ristrutturazione nel 2017), hanno mostrato come il controllo delle costruzioni esistenti sia un aspetto particolarmente critico nelle politiche di gestione della sicurezza dei cittadini. 

La conservazione e la sicurezza rappresentano i due poli dell’ingegneria delle costruzioni esistenti

Non a caso, esse sono state e sono al centro delle politiche economiche edilizie del Governo negli ultimi anni. Si pensi agli incentivi per la riqualificazione energetica (Legge di Bilancio 2007, Art.1, co.344-349, Legge 296/2006, “Incentivi fiscali per interventi di riqualificazione energetica degli edifici”, e successive proroghe, nota come Ecobonus) e agli incentivi per la messa in sicurezza antisismica degli edifici (agevolazione fiscale “Casa Sicura”, Decreto Ministeriale 07 marzo 2017 n. 65, e successive proroghe, nota come Sismabonus). 

Tali politiche hanno segnato l’economia delle costruzioni degli ultimi anni in Italia. Tuttavia, ai notevoli investimenti finanziari e fiscali che le hanno sostenute, non hanno fatto seguito altrettanto notevoli investimenti in formazione. Le scuole di architettura ed ingegneria hanno continuato a formare ottimi progettisti di costruzioni nuove, continuando a trascurare le costruzioni esistenti. Gli ordini professionali si sono impegnati a erogare corsi di formazione molto specifici sugli aspetti prevalentemente procedurali e amministrativi delle leggi, senza però affrontare il problema della deficienza di competenze tecniche dei professionisti. Ciò che ne è derivato è un mercato molto vivo nel quale però mancano professionisti specializzati. Questo deficit di formazione va colmato al più presto. Il progetto di una laurea magistrale in Ingegneria delle Costruzioni Esistenti dell’Università di Genova è un primo passo in questa direzione, ma non basta. Servono investimenti strutturali e politiche di formazione diffuse, che consentano di produrre una nuova generazione di ingegneri “conservatori” di risorse.

Contatti: Prof.ssa Chiara Calderini - chiara.calderini@unige.it


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