Sanzione pecuniaria alternativa alla demolizione dell'abuso edilizio: qual'è il prezzo giusto?

Consiglio di Stato: per il calcolo della sanzione si deve fare riferimento al Testo unico dell'edilizia e alla legge sull’equo canone.


La sanzione alternativa alla demolizione dell'abuso edilizio

Sappiamo che, a volte, c'è modo di 'evitare' la demolizione di un abuso edilizio pagando una sanzione pecuniaria alternativa.

Capita quando le opere illegali sono talmente integrate nella costruzione che la loro eliminazione comporterebbe un danno anche alle parti realizzate in modo legittimo. Il Comune, in questi casi, impone una multa alternativa alla demolizione. A livello normativo, siamo nell'ambito dell'art.34 comma 2 del dpr 380/2001.

 

L'abuso edilizio datato ma permanente

Ma come si calcola l'importo di questa sanzione alternativa?

Ce lo spiega bene il Consiglio di Stato nella recente sentenza 4463/2021, riferita al caso di un appartamento ricevuto in eredità.

L'erede e nuovo proprietario si era accorto 'solo dopo' che l’immobile era più grande di quanto rappresentato nel progetto autorizzato al momento della realizzazione e quindi aveva chiesto al comune l’applicazione della sanzione alternativa alla demolizione. La rimozione della parte irregolare avrebbe infatti compromesso anche quella realizzata legittimamente.

Bene, l'importo della sanzione - definito dall'amministrazione comunale - secondo il proproetario è abnorme, basata su parametri erronei.

Da qui il ricorso al Tar, chiedendo che si calcolasse la multa sulla base del costo di produzione vigente al momento dell’abuso (1975) e non al tempo della sanzione (2015) come se si trattasse di una nuova costruzione.
 
Il Tar ha invitato il Comune al ricalcolo della sanzione, ma il Comune ha presentato appello al Consiglio di Stato sottolineando la natura permanente dell’illecito, che ne consente la repressione in ogni tempo con la sanzione vigente al tempo in cui l’illecito è sanzionato.

Sanzione pecunaria alternativa alla demolizione dell'abuso edilizio: qual'è il prezzo giusto?

Calcolo della sanzione: il giusto prezzo

Premesso che il comune può e deve reprimere gli abusi edilizi in qualsiasi momento (non conta a quanti anni fa risalga il tutto, fondamentalmente), Palazzo Spada richiama l'art.34 comma 2 cit. secondo cui "quando la demolizione non può avvenire senza pregiudizio della parte eseguita in conformità, si applica una sanzione pari al doppio del costo di produzione, stabilito in base alla legge 392/1978".

Quindi è questa legge, specificatamente agli artt. da 14 a 22, che regola il cd. equo canone, la discriminante per il giusto prezzo. Non conta che il principio non venga più usato per le locazioni.

La quantificazione della sanzione deve quindi essere operata sulla base del costo di produzione vigente al momento dell’abuso, e applicata solo alla superficie abusiva.


 

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