DL Semplificazioni, Miceli (CNAPPC): "Ecco gli emendamenti per le modifiche in materia di appalto integrato"

Francesco Miceli, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) fa il punto sulle principali modifiche che la Rete delle Professioni Tecniche (RPT) ha proposto al Governo in vista della conversione in legge del Decreto Semplificazioni del 31 maggio scorso. 

In occasione di un confronto telefonico con l'Ing. Andrea Dari, editore di Ingenio, Miceli, già presidente dell'Ordine degli Architetti di Palermo, ha evidenziato il punto di vista degli architetti, condiviso con la RPT, sull’articolo 48 del Decreto Legge, inerente le semplificazioni in materia di affidamento dei contratti pubblici nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e del Pnc. 

I commi inseriti riguardano gli appalti integrati per le opere in cui è prevalente la componente architettonica.

 

L'affidamento dei contratti pubblici nell'ambito del PNRR 

L’argomento è quello del partenariato pubblico-privato, che come previsto è un passo indietro sul piano della qualità, in quanto pone il progetto nelle mani della sola impresa, perdendo così quel valore che nasce da un confronto complesso e che vede, tra gli elementi essenziali, anche la sostenibilità. Per il presidente degli Architetti italiani, questa forma contrattuale dovrebbe riguardare solo le infrastrutture dove prevale il carattere tecnologico del progetto. 

 

L'intervista a Francesco Miceli presidente del CNAPPC sugli emendamenti al DL Semplificazioni

 

Ecco perchè con la Rete delle Professioni Tecniche sono stati proposti due emendamenti come commi 5bis e 5ter all’articolo 48. 

In essi si chiede che il progetto sia affidato tramite concorso di progettazione, per poi lasciare all’impresa il compito dell’ingegnerizzazione del progetto e a chi ha vinto il concorso il ruolo di direzione lavori, così da garantire il rispetto dell’idea progettuale iniziale. 

«Finora, le procedure degli appalti integrati hanno dimostrato non poche criticità - ha detto il Presidente Miceli - le modifiche presentate e che abbiamo fortemente voluto, possono superare queste stesse criticità, rimettendo la qualità dell’architettura al centro del progetto. Ci auguriamo che si possa aprire un confronto su questi temi anche con le istituzioni parlamentari». 

Nel dettaglio, nel documento elaborato dalla RPT, si chiede che per le opere in cui prevale la componente architettonica e in cui è necessario misurarsi con i contesti urbani e i valori culturali, paesaggistici e ambientali, venga ammesso l'affidamento di progettazione ed esecuzione dei lavori anche sulla base del progetto di fattibilità tecnico ed economica il cui incarico deve essere affidato esclusivamente attraverso il concorso di progettazione. 

L'emendamento 5bis chiede che il progetto vincitore venga poi messo a gara per scegliere il contraente per la progettazione definitiva, quella esecutiva e l'esecuzione lavori e che, alla Conferenza dei servizi, oltre all'affidatario dell'appalto, partecipi il vincitore del concorso a cui verrebbe affidato anche l'incarico della Direzione lavori.

L'obiettivo è quindi quello d'indicare una procedura diversa per le opere pubbliche in cui è prevalente la ricerca della qualità dell’architettura. 

Per poter sostenere questo percorso, secondo quanto riportato dal comma 5 ter, verrebbe istituito un fondo di rotazione per il finanziamento della progettazione di fattibilità tecnico economica in modo da consentire alle stazioni appaltanti di potere disporre di adeguate risorse destinate all’attività di progettazione da affidare a professionisti esterni.  

Importi che poi rientrerebbero ogni qualvolta il lavoro si concluda.

 

Verso una Legge per l'Architettura moderna e di qualità

Durante il confronto con l'editore di Ingenio, il Presidente Miceli ha ricordato anche l'incontro avvenuto qualche settimana fa con il Ministro della Cultura Dario Franceschini, in cui si è discusso, tra gli altri temi, della Legge per l'Architettura, tema su cui si era parlato molto a dicembre in occasione del giudizio negativo espresso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. 

Un confronto che, come riferito dal Presidente del CNAPPC, non solo è servito a rinnovare il rapporto di collaborazione con il Ministero ma anche a chiedere di accelerare le tempistiche per chiudere la fase delle Linee Guida dell'architettura e aprirne una nuova per arrivare presto a una vera e propria Legge in grado di colmare la lacuna normativa italiana in tale ambito. 

«L’Italia è in ritardo rispetto agli altri Stati europei, però questo ci permette di fare una Legge molto più aderente alla realtà attuale del nostro Paese. Arriviamo forse per ultimi temporalmente, ma possiamo recuperare in termini di qualità» ha detto Miceli. 


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