Recupero dei materiali da costruzione e demolizione: una soluzione concreta

Uno dei passaggi cruciali perchè il mondo delle costruzioni possa muoversi su un sentiero sostenibile è quello della possibilità concreta, e non solo normativa e dialettica, di riuso dei materiali da costruzione e demolizione. Su questo tema i "Ma" e "Se" costellano le tante rinuncie a provarci. Ecco perchè è interessante scoprire casi reali e concreti come quelli del Consorzio REC

Con il Consorzio REC (Recupero Edilizia Circolare) si da valore alla sostenibilità

Sul Blog di Italcementi un interessante pezzo dal titolo "Recupero dei materiali da costruzione e demolizione: rivendite edili protagoniste dell’economia circolare" (a firma di Francesco Freri) e dedicato all'esperienza del Consorzio REC, un’iniziativa all’insegna dell’attenzione ai temi all’economia circolare e all’ambiente che ha suscitato un grande interesse da parte di tutti gli attori della filiera delle costruzioni.

Non è un progetto nato dal caso, che nasce in ambito Federcomated (l’associazione di rappresentanza dei rivenditori di materiali edili) per dare la possibilità ai punti vendita associati di poter ritirare i rifiuti da costruzione e manutenzione all’interno dei propri store.

Un percorso non semplice, perchè da un lato le normative spingono, in qualche caso obbligano il riuso di questi materiali, ma poi dal punto di vista dei permessi e certificazioni mettono molti paletti a questa importante attivività ai fini della sostenibilità delle costruzioni.


«Il tema del riutilizzo dei materiali da demolizione è importante per tutta la filiera. Italcementi e Calcestruzzi, ad esempio, hanno collaborato a un progetto di ricerca dell’Università di Cagliari per il riutilizzo delle macerie del vecchio stadio di Cagliari in vista della costruzione del nuovo. I risultati della ricerca sono stati incoraggianti: da 5 metri cubi di macerie si sono ricavati 3 metri cubi di aggregati riciclati caratterizzati e certificati secondo le normative in vigore per poi ottenere 4 metri cubi di calcestruzzo pronto per essere utilizzato»

Deborah Floris, Responsabile Assistenza Tecnica, Italcementi


 Ma si sono sfruttate anche opportunità date dalle ultime norme sulla semplificazione:  Per esempio a settembre del 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale la modifica alla norma che riguarda il Deposito temporaneo dei rifiuti (all’articolo 185 bis del Decreto legislativo 152 del 2006) creando la figura giuridica del “Deposito preliminare alla raccolta”.

L'articolo dul blog ricorda anche come il tema dei rifiuti in Italia sia un problema molto serio: dall’ultimo report di ISPRA che fotografa la situazione dei rifiuti speciali (prodotti dall’industria), quelli da Costruzione e da Demolizione nel 2019 costituiscono quasi il 48% del totale dei rifiuti speciali non pericolosi e il 44% dei totali rifiuti speciali prodotti in Italia.

Il settore dell’edilizia – che in Italia conta circa 7.500 rivenditori di materiali – può e deve fare la sua parte. Proprio per questo il consorzio REC è aperto a tutti gli attori della filiera che si vogliono impegnare in progetti di recupero e riciclo conformi al nuovo codice ambientale.

Per saperne di più ecco il LINK al BLOG ITALCEMENTI.

È una grande opportunità di business, sociale e ambientale, che sicuramente le rivendite edili italiane sapranno cogliere. Il 9 ottobre 2021 il progetto REC sarà presentato al SAIE di Bari Fiera del Levante, la fiera della filiera delle costruzioni.

 

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