Sicurezza in cantiere: 5 fattori indispensabili per prevenire le cadute dall'alto

Dopo avere affrontato una pandemia abbiamo imparato a utilizzare la mascherina ma non ancora l’imbracatura per la sicurezza in quota. La prevenzione delle cadute dall’alto nel mondo del lavoro è fondamentale, e dipende da una catena di 5 fattori.


Come garantire la sicurezza delle attività in quota

Il 2021 è stato un anno importante per la ripresa del settore edile dopo le criticità dovute al Covid-19. In Italia, grazie anche alle detrazioni fiscali del Superbonus 110% le imprese hanno ricevuto molte richieste, tali da determinare un incremento del lavoro e di richiesta di materiali.

La ripresa delle attività lavorative però ha di conseguenza comportato anche il ritorno degli infortuni sul lavoro.

Sono stati numerosi gli incidenti di cadute dall’alto, riportati spesso dalla cronaca, che hanno coinvolto i lavoratori del nostro Paese.

Dopo avere affrontato una pandemia abbiamo imparato ad utilizzare la mascherina ma non ancora l’imbracatura per la sicurezza in quota, nonostante la letalità associata ad una caduta dall’alto sia maggiore di quella dovuta al contagio da coronavirus.

 

Sicurezza in cantiere: come prevenire le cadute dall'alto

 

Prevenire le cadute dall'alto: ecco cosa fare in 5 punti

È quindi fondamentale anche la prevenzione delle cadute dall’alto, che dipende da una catena di fattori che potremmo riassumere in 5 punti:

  1. Corretta progettazione dei sistemi anticaduta;
  2. Corretta installazione dei sistemi anticaduta;
  3. Corretta formazione e informazione sui DPI di III categoria;
  4. Corretto utilizzo dei sistemi anticaduta;
  5. Corretta manutenzione dei sistemi anticaduta.

 

Corretta progettazione dei sistemi anticaduta

Ogni sistema anticaduta deve essere funzionale al suo scopo, per cui a garanzia della conformità e della sicurezza del progetto questo deve essere redatto e firmato esclusivamente da un tecnico abilitato [UNI 11560:2014].

Grazie alla corretta progettazione è possibile prevenire completamente una caduta o attenuarne gli effetti pericolosi nel caso essa si verifichi (come l’effetto pendolo), salvando in questo modo la vita dell’operatore che utilizza il sistema.

Per questo è indispensabile (oltre che obbligatorio) che ogni sistema anticaduta sia accompagnato da un progetto redatto da un Progettista qualificato: non è possibile affidarsi, come spesso accade, al proprio lattoniere di fiducia. È come la costruzione di una casa: sarà l’ingegnere a progettare l’edificio, e l’operaio ad alzare i muri. Nei ruoli opposti probabilmente crollerebbe tutto.

Il progettista del sistema di ancoraggio andrà a calcolare quale sistema installare in base al rischio di caduta, al materiale di supporto e alle caratteristiche del prodotto.

 

Corretta installazione dei sistemi anticaduta

Anche l’installazione dovrà essere svolta da personale competente e formato [UNI EN 795:20112, appendice A].

Prima di accedere in copertura il montatore dovrà prendere visione del progetto e leggere attentamente il manuale d’uso della linea vita o del prodotto da installare. In questi documenti sono riportate le indicazioni del fabbricante per il montaggio del prodotto e le indicazioni del progettista per l’ancoraggio alla struttura di supporto.

Al termine dell’installazione egli dovrà rilasciare al committente la Dichiarazione di corretto montaggio, un documento che attesta il montaggio a regola d’arte, firmato dall’installatore che si assumerà in questo modo la responsabilità dell’installazione effettuata. Dopo l’installazione il sistema potrà inoltre essere collaudato, per testarne la tenuta alla struttura di supporto.

 

Corretta formazione e informazione sui DPI di III categoria

Ogni persona che svolge lavori in quota, cioè attività che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 metri rispetto ad un piano stabile [Testo Unico, art. 107], deve possedere un idoneo attestato di formazione.

Il D.Lgs 81/2008 impone l’obbligo di svolgere un corso di formazione e addestramento per lavori in quota, in modo tale da acquisire le conoscenze necessarie per l’utilizzo dei Dispostivi di Protezione Individuale di III categoria anticaduta e per svolgere le attività in totale sicurezza.

L’attestato d’idoneità nominale rilasciato al termine del corso deve essere in corso di validità, dato che è obbligatorio svolgere nel tempo un aggiornamento della formazione [D.Lgs 81/2008, Accordo Stato-Regioni 2012].

Oltre alla formazione, il datore di lavoro è responsabile di informare correttamente i lavoratori riguardo i rischi che presentano le varie attività, dando priorità alle misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali e fornendo tutti gli strumenti per proteggere gli operatori da danni e infortuni. Le persone che svolgono lavori in quota inoltre, dovranno ricevere l’idoneità alla mansione da parte del medico competente.

 

Corretto utilizzo dei sistemi anticaduta

L’utilizzatore finale del sistema di ancoraggio, ovvero il lavoratore, darà quindi per scontato che il sistema sia funzionale, correttamente progettato ed installato.

Il lavoratore prima di utilizzare il sistema anticaduta dovrà prendere visione della documentazione di progetto, per individuare in quali punti sono installati i sistemi di ancoraggio e conoscere la via di accesso alla copertura, per individuare le zone di pericolo e la tipologia di DPI da utilizzare, nel contempo dovrà consultare il manuale d’uso per il corretto utilizzo dei prodotti installati.

Nel caso in cui il sistema installato abbia un’applicazione speciale, che l’operatore non ha mai utilizzato, è consigliabile svolgere un’appropriata formazione prima di utilizzarlo, rivolgendosi al produttore della linea vita o ad aziende specializzate nella formazione in quota.

Sebbene gli accorgimenti sembrino tanti, è solo grazie ad un’accurata preparazione e attenzione che ogni persona può lavorare in quota in sicurezza, senza rischiare la propria vita.

 

Corretta manutenzione dei sistemi anticaduta

Come ogni oggetto anche i sistemi di ancoraggio possono subire dei danni nel corso del tempo e non essere più idonei per la loro funzione.

Per questo la norma UNI 11560:2014 prevede la revisione periodica della linea vita:

  • almeno ogni 2 anni con ispezione visiva, per verificare l’eventuale presenza di ruggine, di corrosione, l’integrità dell’assorbitore e del cavo, ecc.;
  • almeno ogni 4 anni con ispezione strumentale degli ancoranti alla struttura di supporto, per testare la tenuta dell’ancoraggio al carico di progetto.

La frequenza delle ispezioni può essere di intervalli inferiori, in base ad eventuali raccomandazioni del fabbricante o del progettista strutturale, i quali potrebbero inserire ulteriori indicazioni più restrittive tenendo conto di particolari condizioni ambientali e di utilizzo del sistema anticaduta.

Il responsabile della pianificazione delle ispezioni periodiche è il committente o proprietario dell’immobile [D.Lgs 81/2008], che dovrà impedire l’utilizzo del sistema finché non correttamente ispezionato.

È importante sapere che qualora si verifichi la caduta di un operatore, il sistema deve essere posto immediatamente fuori servizio. Bisognerà in questo caso procedere a una ispezione straordinaria che abbia lo scopo di individuare gli eventuali interventi necessari al ripristino delle caratteristiche prestazionali del sistema di ancoraggio.

 Lavori in quota: come prevenire le cadute dall'alto

 

Rispettando ogni punto sopra elencato sarà possibile garantire la sicurezza delle attività in quota, tutelando la vita dei lavoratori.

Ricordiamo infine che il lavoratore deve essere il primo garante della propria sicurezza: egli dovrà sempre ispezionare i DPI e i sistemi anticaduta prima di ogni utilizzo, segnalando tempestivamente al committente qualsiasi difetto o inconveniente rilevato.


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