Mercato immobiliare residenziale: previsto aumento dei prezzi di affitti e case di lusso

17/09/2021 3611

La componente tecnologica nel settore residenziale occuperà il 21% circa degli investimenti e sarà indirizzata ad accelerare il processo di standardizzazione delle unità immobiliari.

Ma ancora più importanti, per il futuro del settore, saranno le scelte degli sviluppatori riguardanti la qualità dei servizi condominiali.

In un mercato che guarda al 2030 si prevede un aumento delle locazione dell'8% e del 9% per le case a cinque stelle.

Dati esposti nel documento "La nostra casa e la domanda del futuro" di Scenari immobiliari e Abitare Co. durante il 29° Forum di Santa Margherita.


Più della metà delle famiglie vuole cambiare casa nei prossimi 2 anni

In Italia nel 2021 oltre il 50% delle famiglie dichiara l’intenzione di cambiare casa nel prossimo biennio. La quasi totalità punta all’acquisto, erodendo la quota degli interessati alla locazione, che dopo il primo lockdown raggiungeva risultati maggiori (circa il 20 per cento degli interessati).

Il 13% afferma che il desiderio di cercare una soluzione abitativa diversa da quella attuale è nato e cresciuto proprio in corrispondenza dei periodi di maggiori limitazioni agli spostamenti personali. Questi sono alcuni dei dati del Rapporto “La nostra casa e la domanda del futuro” realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Abitare Co. e presentato nel corso del 29° Forum a Santa Margherita Ligure. 

I cambiamenti dei riferimenti culturali hanno sostenuto e accelerato i mutamenti di carattere sociale. La struttura della piramide demografica, la diminuzione dei componenti per famiglia, la modificazione della scala di valori, non hanno determinato solo l’aumento del numero di famiglie, soprattutto unipersonali, ma la loro caratterizzazione.

 

Mercato immobiliare: in crescita affitti e prezzi delle case di lusso

 

Conseguentemente, in un mercato in cui la residenza è sempre stata disegnata per le famiglie, il cambiamento del loro tratto distintivo ha comportato la necessità di modificazione della casa.

Ciò che ha differenziato la domanda del 2020 e 2021, e che caratterizzerà il medio periodo, rispetto a quella espressa fino alla fine del 2019, è l’ambito di appagamento del bisogno con un deciso impatto sul modo di vivere gli spazi abitativi.

L’analisi realizzata con Abitare Co. rileva lo stato attuale e si proietta verso il futuro, concentrandosi sulle nuove domande di casa, sulla nuova normalità e sul valore aggiunto che i servizi, ottenuti con l’implementazione della tecnologia, potranno portare al 2030, in un processo di lungo periodo che accompagnerà il settore “dalla casa con servizi ai servizi con la casa”.

 

Più del 60% vorrebbe un miglioramento abitativo

In prima approssimazione la domanda residenziale continua ad essere principalmente (60%) caratterizzata dal “desiderio di miglioramento abitativo”, circa il venti per cento da necessità o passaggio dalla locazione, mentre per quasi il quindici per cento è determinata da investimento, per sé o per i figli, componente in forte calo dal 2020. In questo scenario, la pressante domanda di immobili di qualità comporta ricadute importanti sul piano dello sviluppo immobiliare e territoriale. 

Progettazione, realizzazione e gestione dell’edificio lungo il suo ciclo di vita, con un approccio innovativo, possono massimizzare le ricadute positive, anche sotto il profilo dei rendimenti attesi. 

 

FIGURA 1 - I servizi che la domanda è risposta a remunerare

Il mercato immobiliare: i servizi più richiesti

Fonte: elaborazione Scenari Immobiliari

 

Nel panorama residenziale italiano, i servizi condominiali, nella loro accezione più moderna, rappresentano una nuova frontiera, una rivoluzione che per esprimersi pienamente avrà bisogno di almeno un ciclo immobiliare e che comporterà nel lunghissimo periodo l’inversione del fattore oggetto di attenzione. Il rapporto li descrive e suddivide in base, premium ed executive.

Oggi l’interesse della domanda è indirizzato verso un insieme limitato di tipologie di funzioni e con scarsa concentrazione della preferenza. Questo non dipende dall’esperienza, inesistente per assenza di offerta, ma dalla limitata conoscenza di quale potrebbe essere il loro valore aggiunto e il risparmio economico, personale e sociale.

Da questo punto di vista è necessario che l’intera filiera immobiliare li collochi al centro dell’operatività e delle opzioni facendone una scelta “nobile” per spazi riservati, ricerca e attenzione.

 


Il report continua nella versione integrale scaricabile in PDF

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