Superbonus 110% e involucro edilizio: non dimentichiamoci del comfort interno e dei ponti termici

Gli incentivi fiscali introdotti dal Superbonus 110%, rappresentano un’importante occasione per il miglioramento energetico degli edifici esistenti.

L’entità degli incentivi è veramente importante ed è finalizzata alla realizzazione di lavori di ammodernamento, anche impegnativi, in grado di migliorare la prestazione energetica sia dell’involucro che dell’impianto. Per ottenere i benefici fiscali è necessario seguire un iter rigoroso, fondato prima di tutto su una progettazione consapevole degli interventi migliorativi.

Coibentare l’involucro, incentivando l’intervento con le detrazioni fiscali, non significa scegliere solamente l’isolante adatto: è necessario calcolare e correggere i ponti termici.

Vediamo quindi quali sono gli aspetti principali da tenere in considerazione.


Miglioramento del comfort

Spesso si tende a considerare che l’unico effetto dell’isolamento dell’involucro sia la riduzione delle perdite per trasmissione e di conseguenza la riduzione della spesa energetica. È sicuramente uno degli aspetti più importanti, ma non l’unico.

Isolare le strutture disperdenti consente di migliorare il comfort interno dell’abitazione. Immaginiamo di accomodarci in una stanza climatizzata a 20°C delimitata da strutture non isolate. La temperatura superficiale interna delle strutture disperdenti risente del mancato isolamento e avrà pertanto una temperatura di qualche grado inferiore ai 20°C. Il nostro corpo sarà quindi circondato da superfici “fredde” e perderà calore per effetto radiativo restituendoci pertanto una situazione poco confortevole.

Se invece le strutture sono isolate, la temperatura superficiale interna riuscirà ad essere maggiore e si ridurrà lo scambio radiativo con il nostro corpo. A parità di temperatura interna regolata dall’impianto di riscaldamento migliorerà quindi la nostra sensazione di comfort.

Esistono dei parametri di calcolo per valutare il comfort, come il PPD (Predicted Percentage of Dissatisfied - percentuale prevista di insoddisfatti) e il PPV (Predicted Mean Vote - voto medio previsto), determinabili anche tramite simulazione dinamica oraria dell’involucro, ma anche senza eseguire tale simulazione è facile riscontrare quanto descritto.

 

Superbonus e involucro edilizio: gli aspetti da considerare per ottenere i benefici

Fig. 1 - Parete in laterizio da 30 cm (λ = 0,540 W/mK). Senza isolamento la temperatura superficiale interna (prossima ai 15°C), è distante dai 20°C interni.

 

Superbonus e involucro edilizio: i consigli di Edilclima per il progetto degli interventi

Fig. 2 - Parete in laterizio da 30 cm (λ = 0,540 W/mK) isolata con cappotto esterno da 14 cm di polistirene espanso sinterizzato alla grafite (λ = 0,031 W/mK).  La temperatura superficiale interna (prossima ai 19°C) è vicina ai 20°C interni.

 

Riduzione della domanda e della spesa energetica

Riducendo le dispersioni delle strutture disperdenti, si abbassa la domanda energetica dell’involucro per la sua climatizzazione durante la stagione invernale. È possibile quantificare tale fabbisogno, grazie al software EC700 di Edilclima dedicato al calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici. Il programma, applica il pacchetto normativo delle UNI/TS 11300, il quale consente di determinare il “QH,nd”, ovvero il fabbisogno di energia termica utile del fabbricato per la climatizzazione invernale. Si tratta di un bilancio energetico, su base mensile, fra perdite (per trasmissione, ventilazione ed extraflusso) e guadagni (apporti interni e apporti solari) di energia del fabbricato. Esso rappresenta l’energia termica che deve essere emessa dall’impianto termico (radiatori, pannelli radianti, ecc..) per mantenere la temperatura interna al valore di set point (ad esempio i classici 20°C) durante tutta la stagione di riscaldamento (durata definita dal DPR n. 412/93 in funzione della zona climatica in cui è ubicato l’edificio).  

La figura 3 mostra la riduzione della domanda energetica dell’involucro di un edificio residenziale che si può ottenere realizzando un isolamento a cappotto esterno delle pareti perimetrali e un isolamento della soletta verso il sottotetto non climatizzato. L’edificio, nella sua situazione pre intervento, presenta un QH,nd stagionale pari a 151,39 kWh/m2anno mentre, con i lavori di isolamento, è possibile ridurre il fabbisogno fino 63,26 kWh/m2anno. Ciò significa che, per ogni m2 di superficie utile dell’edificio, l’impianto termico potrà emettere 88,13 kWh in meno riuscendo lo stesso a climatizzare l’edificio alla temperatura di set point desiderata.


Superbonus e involucro edilizio: i consigli di Edilclima per il progetto degli interventi

Fig. 3 - Confronto fra i fabbisogni di energia utile invernale di un edificio residenziale isolato e non isolato. 

 

L’isolamento a cappotto esterno e la coibentazione della soletta verso il sottotetto consentono di ridurre il fabbisogno energetico dell’involucro.

La riduzione della domanda energetica richiederà, come conseguenza, meno lavoro da parte del generatore di calore, riducendo anche la spesa energetica.

 Superbonus e involucro edilizio: i consigli di Edilclima per il progetto degli interventi

Fig. 4 - Confronto fra i consumi di gas metano di un edificio residenziale isolato e non isolato. La riduzione della domanda energetica del fabbricato ha come conseguenza la riduzione della spesa energetica.

 

Effetti sull’impianto

L’impianto esistente, originariamente progettato per l’involucro non coibentato, si ritroverà a climatizzare un involucro ora isolato che richiede fabbisogni energetici inferiori, i quali potranno pertanto essere soddisfatti con temperature lato impianto più basse.

Negli edifici esistenti i terminali sono spesso costituiti da radiatori: se la centrale viene dotata di una sonda climatica esterna, si regolano i radiatori con valvole termostatiche e si conduce l’impianto con un regime di funzionamento continuo (che di fatto è il regime che occorre considerare nel calcolo delle prestazioni energetiche), è possibile abbassare la temperatura media dei terminali. Temperature medie più basse sui terminali di emissione richiederanno temperature di mandata inferiori.

 

Superbonus e involucro edilizio: i consigli di Edilclima per il progetto degli interventi

Fig. 5 - Confronto fra le temperature medie mensili di mandata del generatore di calore in caso di edificio isolato ed in caso di edificio non isolato per un impianto a radiatori. 

 

Come mostrato in figura 5, l’impianto, se ottimizzato per un funzionamento a bassa temperatura, richiede nel caso di edificio isolato temperature di mandata inferiori a parità di potenza dei corpi scaldanti installata.

Questo consente di sfruttare in maniera efficiente le nuove tipologie di generatore di calore, come le pompe di calore e i sistemi ibridi (composti da una pompa di calore e una caldaia a condensazione factory made) che trovano nelle basse temperature di mandata uno dei principali motivi della loro maggior efficienza energetica rispetto alla classica generazione per combustione. 

L’intervento di riqualificazione dell’involucro edilizio non per forza deve essere considerato fine a se stesso: è anche un intervento propedeutico alla riqualificazione dell’impianto termico consentendo l’utilizzo ottimale di macchine altamente tecnologiche. Si potrebbe perfino arrivare a rendere l’edificio alimentato unicamente dalla rete elettrica (con piani cottura a induzione, produzione acs in pompa di calore e impianto fotovoltaico con accumulo) rinunciando quindi al gas metano.

 

I requisiti per l’accesso alle detrazioni fiscali

Per accedere alle detrazioni fiscali l’isolamento delle strutture deve essere in grado di ridurre la trasmittanza termica al di sotto dei limiti definiti dal Decreto 06.08.2020 Requisiti tecnici - Allegato E. Oltre a verificare tale requisito, il materiale isolante deve possedere opportuna certificazione da parte del produttore riguardo ai requisiti ambientali minimi.

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