Il fotovoltaico è la tecnologia che già oggi ha la migliore competitività e prospettive di riduzione dei costi

Intervista a Emilio Cremona, presidente di ANIE/GIFI

In un mondo in cui si prevede che la potenza fotovoltaica globale nel 2014 cresca del 20% in più rispetto al 2013 e in cui, ad esempio, Francia e Germania cercano un accordo per contrastare la crescita dei paesi asiatici, l’Italia, che 20 anni fa era all’avanguardia in questa tecnologia, deve confrontarsi con un mondo della politica che sembra non aiutare questo settore. Quali sono le richieste di Anie/Gifi per rilanciare il settore?

Dopo aver ottenuto la detrazione fiscale del 50% per le persone fisiche, e quindi per impianti fotovoltaici residenziali, stiamo lavorando affinchè tale beneficio fiscale sia esteso alle persone giuridiche ovvero alle aziende che, grazie a questo strumento, potranno andare a ridurre notevolmente il costo della bolletta elettrica. Parallelamente, dopo la pubblicazione della Delibera sui Sistemi Efficienti di Utenza da parte dell’AEEG, stiamo collaborando con la stessa e con il GSE affinchè le regole esecutive siano elaborate e rese pubbliche alle aziende nel minor tempo possibile in modo da riattivare un segmento di mercato, quello legato ai tetti commerciali/industriali, che ha subìto una forte contrazione con la fine degli incentivi a luglio 2013. Infine, entro la fine dell’anno, il nostro obiettivo è quello di risolvere uno dei più grossi problemi ambientali del nostro paese: mettere in piedi un sistema virtuoso che permetta di sostituire milioni di kilometri quadrati di tetti in amianto con impianti fotovoltaici.

Il fotovoltaico italiano è pronto per una grid parity “forzata” dal taglio delle misure di sostegno al settore?

Grid-parity vuol dire che una tecnologia è pronta a competere sul mercato elettrico con le altre tecnologie in assenza di incentivi. Come ben sappiamo però tutte le fonti energetiche – fossili, assimilate e rinnovabili – godono di benefici diretti e indiretti. Pertanto, in realtà, parlare di grid-parity è piuttosto utopistico. Sono però convinto che a livello di mercato (market parity) il fotovoltaico è la tecnologia che già oggi ha la migliore competitività e prospettive di riduzione dei costi. Non a caso ultimamente molte centrali termoelettriche sono state spente per perdita di competitività e ENEL pianifica lo spegnimento di 8 GW di centrali tradizionali. Per concludere, il fotovoltaico non ha più bisogno di incentivi ma di regole di mercato certe e stabili.

Nella stagione del post-incentivi, le imprese del fotovoltaico hanno l’esigenza di guardare con decisione all’integrazione fra tecnologie innovative. Il fotovoltaico entrerà in una fase nuova, quella dello sviluppo autopropulsivo. Cosa comporta questa trasformazione?

Il cambio di paradigma è tanto evidente quanto auspicato dalle aziende stesse. Fino a quando il mercato era legato agli incentivi risultava molto difficile programmare uno sviluppo del settore a medio termine. Nell’era post-incentivi le aziende hanno iniziato a guardare al fotovoltaico come une delle tecnologie che fanno parte del sistema elettrico italiano in un’ottica di efficienza energetica delle applicazioni. Come esempio possiamo citare le soluzioni che permettono di massimizzare l’autoconsumo di energia prodotta attraverso la gestione intelligente dei carichi elettrici, in base ai propri profili di consumo, ed un ricorso sempre più importante al riscaldamento elettrico con le pompe di calore le quali a partire da luglio 2014 potrannobeneficiare di una tariffa elettrica agevolata.

Numerose sono le proposte di accumulo energetico. Si stanno creando le premesse per il mercato del fotovoltaico + batteria. Il mercato può dunque disporre di una tecnologia già matura? Questa tecnologia può permettere un incremento dell’occupazione nel Paese?

I sistemi di accumulo sono già una tecnologia matura. Germania e California hanno avviato programmi di supporto per l’integrazione fotovoltaico-accumulo, a testimonianza dell’affidabilità e della convenienza. L’obiettivo dell’integrazione di queste tecnologie è duplice: massimizzare l’autoconsumo e ridurre le perdite di rete dovute alla trasmissione e al dispacciamento. In Italia abbiamo già una serie di aziende attive nel comparto ma che operano principlmente all’estero in quanto da noi non esiste ancora un sistema virtuoso che premia lo sviluppo di questa tipologia di installazioni. La barrier principale ora è rappresentata dal costo dei sistemi di accumulo: basterebbero piccoli interventi di mercato per poter innescare quelle economie di scala per la riduzione dei costi. In questo modo anche l’occupazione ne trarrebbe un beneficio.

I 'sistemi efficienti di utenza' (SEU) possono rappresentare una strada praticabile per fare solare senza incentivi? In cosa consistono questi sistemi, quali vantaggi offrono?

I sistemi efficienti di utenza, o SEU, permettono di realizzare modelli di business per fare fotovoltaico in grid-parity, cioè senza incentivi. Sono sistemi di autoconsumo per i quali nello stesso sito c'è un produttore e un consumatore, che possono essere anche soggetti diversi. Il grosso vantaggio di questi sistemi è il fatto che l'energia autoprodotta in situ non paga gli oneri di trasmissione e distribuzione né gli oneri generali di sistema. Quindi c'è un risparmio per il consumatore di energia elettrica che arriva quasi a metà del costo rispetto a quella prelevata dalla rete pubblica.

Ci può fare il punto sul nuovo quadro normativo nazionale per il recupero e il riciclo dei moduli fotovoltaici, su operazioni di smaltimento e di riciclo dei dispositivi, tracciabilità dei prodotti da parte dei consorzi e tutta la documentazione di cui gli impianti devono dotarsi?

La tematica del recupero e riciclo dei moduli fotovoltaici a fine vita è piuttosto complessa e difficilmente esaustibile in una intervista in quanto le questioni tecniche specifiche sono numerose. In generale possiamo dire che i Decreti interministeriali del 5 maggio 2011 (IV Conto Energia) e del 5 luglio 2012 (V Conto Energia) stabiliscono che, per impianti entrati in esercizio a decorrere dal 1° luglio 2012, i produttori di moduli fotovoltaici debbano aderire, con riferimento a tali moduli, a un Sistema/Consorzio che ne garantisca il recupero e riciclo a fine vita. In particolare, sul sito del GSE si possono trovare tutte le regole applicative legate ai suddetti decreti che guidano i produttori di moduli fotovoltaici all’adempimento normativo.