Il calcestruzzo per le pavimentazioni industriali

Livio Pascali, Ingegnere ed esperto del settore calcestruzzo, è intervenuto alle "Conversazioni In Calcestruzzo" ribadendo l'importanza della progettazione dei pavimenti industriali. Due le questioni che vanno attenzionate: il dimensionamento statico e evitare la fessurazione del calcestruzzo.


Il pavimento industriale è un elemento strutturale

Con riferimento al documento del CNR DT 211 – nel quale è richiamato anche il Codice di Buona Pratica elaborato dalla Conpaviper - Livio Pascali, ribadisce l’importanza della progettazione dei pavimenti industriali per realizzarli a regola d’arte e per scongiurare o quantomeno limitare le contestazioni. Infatti si tratta di un elemento strutturale tra i più contestati. 

Nella progettazione di un pavimento industriale bisogna attenzionare due questioni: la prima riguarda il dimensionamento statico dal quale si deduce lo spessore del pavimento, la seconda riguarda tutte quelle operazioni e attività indispensabili al fine di evitare la fessurazione del calcestruzzo dovuta al ritiro plastico/igrometrico.

 

 

In merito al dimensionamento statico, il pavimento industriale è considerato come una piastra su appoggio continuo cedevole. In questo caso le verifiche vengono eseguite allo Stato limite ultimo, per determinare lo spessore e soprattutto nei confronti dello Stato limite di esercizio. Nei confronti di quest’ultimo vengono studiati gli stati limite di formazione delle fessure e quello di deformazione in quanto una eccessiva deformazione potrebbe creare problemi alla funzionalità stessa della pavimentazione. 

È noto che le azioni agenti comportano complessi stati di sollecitazione con tensioni di trazione sia all’intradosso che all’estradosso della piastra. In condizioni di esercizio, quando le tensioni di trazioni superano la resistenza a trazione del calcestruzzo, risulta necessaria una attenta valutazione del possibile quadro fessurativo da contrastare con l’utilizzo di una opportuna armatura tradizionale o l’impiego di FRC (calcestruzzi fibrorinforzati).

I metodi di analisi proposti dal CNR DT 211 sono i seguenti:

  • calcolo elastico lineare che fornisce le tensioni massime per lo schema di piastra infinita sotto il carico concentrato (Metodo di Westergaard);
  • analisi elastica agli Elementi Finiti (piastra su appoggio elastico continuo);
  • calcolo a rottura che fornisce il carico in equilibrio con un meccanismo di collasso cinematicamente ammissibile (Metodo semplificato di Myerhof);
  • analisi non lineare agli Elementi Finiti basata sulla meccanica non lineare della frattura (per i pavimenti in FRC);
  • analisi incrementale non lineare, adottando opportune leggi costitutive dei materiali. 

In merito alle attività da svolgere per limitare la formazione di fessure per effetto della variazione volumetrica della piastra, è indispensabile un corretto mix design del calcestruzzo, un opportuno dimensionamento dei giunti di controllo, di isolamento e di costruzione. Per questi ultimi è stato ricordato che esistono attualmente sul mercato giunti prefabbricati di ultima generazione in grado di migliorare le prestazioni del pavimento. 

Infine la conversazione si è concentrata sul tema della “traslazione” dei dati - raccolti ad esempio da un laser scanner (nuvola di punti) – in un modello BIM oppure in un codice di calcolo agli elementi finiti (questione ancora aperta e di estrema attualità non solo per i pavimenti industriali esistenti ma in generale per le strutture di cui al cap. 8 delle NTC 2018.

 

 


In Calcestruzzo - l'evento dell'anno del settore del calcestruzzo

L'evento "In Calcestruzzo" organizzato da INGENIO e InCONCRETO durante il SAIE di BARI prevedeva 18 conversazioni tecniche, due convegni istituzionali e una scuola per l'esecuzione dei controlli in cantiere. Si tratta della seconda edizione e nasce da un'idea dell'ing. Andrea Dari, sostenuta da SENAF e che avrà un suo seguito a SAIE 2022. L'edizione 2021 è stata realizzata grazie alla collaborazione essenziale dell'Ing. Matteo Felitti.