Il processo di revisione delle NTC 2008. Intervista a Giovanni Cardinale, CNI e membro della commissione relatrice

05/06/2014 2798

Ingegner Cardinale ci può fare il punto sul processo di revisione delle NTC 2008?

Le cosiddette NTC2008 furono rese obbligatorie – dopo diversi ripensamenti – il 1 luglio 2009 con un provvedimento preso il 24 giugno dello stesso anno, sotto la pressione mediatica generata dal sisma del l’Aquila.
Il percorso di revisione delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2008) partì nel 2010 sotto la presidenza del Prof. Francesco Karrer del Consiglio Superiore dei LL.PP., con un processo partecipato che ha visto il coinvolgimento di molti attori. Da molti fu inteso come un passaggio necessario per perfezionare un documento, le NTC2008, che presentava forse troppe lacune.
Questa prima parte dell’iter di revisione si concluse nel 2012, con un testo largamente condiviso e licenziato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e affidato ad una commissione detta relatrice della quale fa parte il CNI con il sottoscritto e il consigliere Raffaele Solustri.
Dal novembre 2012 il CSLL ha esaminato il testo e fatto delle osservazioni che dovevano chiudersi in una quindicina di giorni. Ad oggi però il quadro non è ancora chiaro.
Al di la delle questioni tecniche specifiche che riguardano alcuni capitoli specifici e i materiali più innovativi, ad esempio le strutture in legno e le costruzioni esistenti, resta il problema di come fare le norme in Italia.
A questo il CNI sta lavorando per formulare proposte di ordine strategico che ci portino ad avere una capacità di produrre le norme più coerente sia con l’evoluzione tecnica e il progresso scientifico che con le necessità del mondo produttivo, dal quale non vengono solo istanze di natura economico-finanziaria ma anche istanze ed esperienze importanti che una società moderna dovrebbe valutare in tempi più rapidi.
Questa vicenda normativa lunghissima e non ancora risolta, richiama la questione dei profili di responsabilità e la necessità che, come già sostenuto anche da padri illustri, cito ad esempio il prof. Pozzati, le norme siano prerogativa dello Stato solo con riferimento ad alcuni principi generali che non siano cogenti ma che lo diventino sul piano dei contratti della richiesta dei committenti. Tutto ciò allo scopo di togliere di mezzo i tanti appesantimenti giudiziari con i quali i professionisti spesso si trovano ad avere a che fare nell’interpretazione delle norme stesse, spesso poco chiare.

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