Il BIM e l'Europa Comunitaria

Meine Damen und Herren, die Baubranche – das wird oft unterschätzt – ist eine ausgesprochen innovative Branche. Wenn ich sehe, was allein im Bereich der Baustoffe und bei vielen anderen Dingen an Innovationen dazugekommen ist, kann ich feststellen, dass sich da in den letzten Jahren sehr, sehr viel getan hat. Deshalb will ich auch an dieser Stelle sagen: Wir haben uns vorgenommen, am Ziel festzuhalten, drei Prozent des Bruttoinlandsprodukts in unserem Land für Forschung und Innovationen auszugeben. Wir sind jetzt fast bei drei Prozent. Bei positivem Wirtschaftswachstum, das wir hoffentlich weiterhin haben werden, müssen wir natürlich jedes Jahr mehr investieren. Wir investieren auch in Bildung, um den nötigen Fachkräftenachwuchs zu bekommen. Auch Sie sind angewiesen auf gute Ingenieure und auf gute Facharbeiter.
Dazu, was aktuelle Diskussionen anbelangt, die Herr Bauer ja sehr höflich mit der Frage der Umverteilung angesprochen hat, möchte ich abschließend nur eines sagen: Die Bauindustrie und die deutsche Wirtschaft insgesamt stehen auch deshalb so gut da, weil es ein Jahrzehnt großer Lohnzurückhaltung und großer Vernunft im tariflichen Bereich und eine Vielzahl von Einschnitten gegeben hat – ich denke einmal an Rentenniveaus und Ähnliches. Wenn man sich einerseits die Reallohnentwicklung der Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer insgesamt anschaut und wenn man sich dann andererseits die Reallohnentwicklung in manchen großen Unternehmen – ich meine hier nicht Sie – und bei deren Chefs anschaut, dann sieht man, dass auf die Politik natürlich auch die Frage zukommt: Wie geht das alles zusammen? Wir als Politiker sind einerseits für die Zukunft – für die wirtschaftliche Zukunft, für die innovative Zukunft – unseres Landes verantwortlich, wir sind aber immer auch mit der Frage der Gerechtigkeit konfrontiert. Ich glaube, in den letzten Jahren und auch in Krisenzeiten hat sich die Soziale Marktwirtschaft bewährt. Sie wird in vielen Ihrer Unternehmen gelebt. Aber gerade Sie in der Bauindustrie wissen doch auch, was diejenigen, die zwischen dem 16. und 63. Lebensjahr auf dem Bau standen, geleistet haben. Insofern bitte ich abschließend einfach darum, auch unsere Entscheidungssituation nachzuvollziehen

Rede von Bundeskanzlerin Merkel anlässlich des Tags der Deutschen Bauindustrie am Donnerstag, 22. Mai 2014

Le consultazioni elettorali comunitarie hanno offerto un responso articolato che ha avuto particolari risvolti immediati in alcuni tra i maggiori Paesi, ma che, in prospettiva, risulterà decisivo sulla futura prospettiva dell'Unione Politica Europea, oltre la questione attualmente prioritaria della Ripresa e della Crescita, posta sul piano economico-finanziario.
Probabilmente la contesa sulle modalità di Revisione dei Vincoli Finanziari, al di là del suo epilogo, condurrà progressivamente a trasferire il dibattito proprio sul piano della Federazione Politica.
Certo è che, almeno nelle intenzioni, il Nostro Paese ambirebbe a esercitare un ruolo da protagonista, ma naturalmente deve ancora dimostrare di essere, o di poter diventare, a breve, un effettivo Sistema Paese, di avere quell'Intelligenza di Sistema sin qui assente.
In questo frangente gli Stati Membri si apprestano, nei prossimi due anni, a recepire le nuove Direttive Comunitarie in materia di Appalti Pubblici e di Concessioni.
Al contempo, un gruppo significativo di rappresentanze governative sta dando vita a una Rete dedicata alla Gestione BIM-Based degli Affidamenti e dei Contratti nei Lavori Pubblici, sulla scorta di esperienze nazionali in essere, come quelle Britanniche e Nordiche, o in avvio, quali quelle Francesi o Tedesche.
Esso sta avviando, con successo, anche una importante istituzionalizzazione del proprio stato e ruolo presso l'Unione Europea.
E' del tutto evidente che l'avvio degli Approcci BIM-Based accade, come detto ripetutamente, in virtù di Politiche Industriali che si basano sulla Riforma delle Amministrazioni Pubbliche e sul Recupero di Produttività degli Operatori entro l'Economia Digitale declinata secondo i vari Paesi. Su questo comune intento si impiantano, tuttavia, notevoli differenze che ovviamente riflettono caratteristiche strutturali dei diversi Mercati Domestici.
E' altrettanto chiaro che uno degli aneliti della revisione della legislazione comunitaria risiedeva nello scarso livello di penetrazione reciproca degli Operatori Economici nei contesti nazionali e, allo stesso tempo, nella tutela della Piccola e della Media Imprenditoria.
Oltre a ciò, la Strategia per la Sostenibilità del Settore delle Costruzioni Comunitario concerneva la difesa della Competitività dei Competitori Comunitari sui Mercati Internazionali.
In questa ottica, approfittare del recepimento dei disposti legislativi comunitari per dirimere esclusivamente contese corporative in ambito nazionale sul livello delle regole sarebbe assai miope, proprio perché prescinderebbe dal principale requisito necessario per svolgere un ruolo trainante all'interno della Unione: dotarsi di una Intelligenza di Sistema.
In un certo senso, anche le recenti indagini giudiziarie, più che indurre a considerazioni etiche sui comportamenti degli Attori nel Processo e nel Mercato, dovrebbero indugiare sul profondo stato di inefficienza che il Settore, anche alla luce delle inchieste, rivela, che è databile a tempi remoti e che è stato paradossalmente ignorato nella parte più felice dei Cicli Edilizi che hanno separato le vicende degli Anni Novanta da quelle attuali.
In un certo senso, si potrebbe affermare che, più che stupirsi del fatto che certe reti collusive siano sopravvissute e si siano rafforzate, occorrerebbe meravigliarsi del fatto che non solo la congiuntura espansiva non abbia indotto ad alcun ripensamento strutturale da parte degli Operatori, ma anche che proprio la notevole redditività degli Anni a cavallo tra i Novanta e i primi Duemila abbia sconsigliato una certa lungimiranza.
Il miglior antidoto ai fenomeni corruttivi sarebbe, infatti, stata la evoluzione della Cultura Industriale del Settore che, dunque, su ciò dovrebbe meditare a lungo, proprio per evitare la pericolosa equivalenza tra Onestà ed Efficienza.
In definitiva, la scommessa che si sta giocando in tutta l'Europa Comunitaria verte sulla Cultura Industriale del Comparto che, per una parte, dipende dalla crescita di culture professionali e imprenditoriali cross-sectional basate su Conoscenza e Rischio, e che, per la parte restante, discende dalla diffusione di idonee soluzioni contrattuali.
Gli elementi che, tuttavia, appaiono significativi sono: l'evoluzione dello UK BIM Task Group, apparentemente destinato a sciogliersi entro il Marzo 2015, per probabilmente risorgere come Legacy Group; la costituzione di una analoga Task Force in Germania, sotto l'egida del Governo Federale, della Commissione per la Riforma delle Grandi Opere e di buildingSmart germanica.
Il caso britannico appare emblematico non tanto per la volontà del Governo liberal-conservatore, oggi insidiato elettoralmente dalle emergenze forze anti-comunitarie e dall'atteso referendum scozzese, di interrompere l'anno prossimo (con un anno di anticipo sulla fatidica scadenza del 2016) i finanziamenti pubblici, quanto perché mette in luce come gli obiettivi prefissati si distinguano in due livelli:
a) condurre la Domanda e l'Offerta al livello di maturità minimale condiviso in tutti i segmenti e i settori del Comparto;
b) evolvere il Mercato attraverso l'azione di un nucleo avanzato di Early Adopter, a partire da Smart Client.
Ovviamente l'attesa governativa è quella che i diversi segmenti del Mercato e del Settore siano in grado, tramite Campioni, di avanzare sulla rotta tracciata in autonomia.
Nella Germania Federale, al contrario, la costituzione della Task Force è propiziata, ad esempio, dal Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Digitali, in una prospettiva forse meno lìderistica del Governo e con l'esplicito obiettivo di favorire il rafforzamento della Media Imprenditorialità.
E' palese come la Digitalizzazione del Settore delle Costruzioni si iscriva in Politiche Industriali più ampie, come per la tedesca Industrie 4.0 (allego i due importanti studi di Fraunhofer Institut e Deutsche Bank).

Si riportano, peraltro, alcune recenti affermazioni della Bundeskanzlerin al consesso di Deutsche Bauindustrie che evidenziano proprio alcuni risvolti della rinnovata natura identitaria del Settore sul piano dell'Innovazione Sociale e dell'Integrazione degli Interessi per una Germania che la Merkel definisce Wachstumsmotor Europas e in cui gli Investimenti Infrastrutturali, stimati in alcuni miliardi di Euro non devono, però, compromettere l'equilibrio di bilancio. Tra l'altro, la Cancelliera molto bene dice del mercato potenziale della Riqualificazione come schlafender Riese (Ein wichtiger Bereich ist auch die Energieeffizienz. Hierbei gilt als schlafender Riese der Wärmemarkt, insbesondere der gesamte Bereich Gebäudesanierung. Einige Fördermöglichkeiten haben wir leider nie mit dem Bundesrat verabreden können, zum Beispiel die steuerliche Förderung der Gebäudesanierung...Wir werden die betreffenden KfW-Programme natürlich fortsetzen), così come degli investimenti immobiliari per la popolazione che invecchia:

Aber ich glaube, wir können sagen, dass die deutsche Bauindustrie recht wettbewerbsfähig ist.

Ich habe gerade meinen Nachbarn gefragt, ob es eine ordentliche Zusammenarbeit zwischen dem Verkehrs- und Bauministerium und dem Verband gibt. Das wurde mir bestätigt. Ich werde hier nicht alle Detailprobleme lösen können, sage aber zu, dass die Bundesregierung weiterhin zu einer guten Kooperation bereit ist. Es bedarf natürlich genauso einer guten Kooperation mit den Ländern.

Herr Bauer hat soeben auch von der Einbindung in die Gesellschaft gesprochen. Das gilt, glaube ich, gemeinschaftlich – sowohl für die Politik als auch im Hinblick auf das, was Sie an Werten schaffen. Sie sind sozusagen Mitgestalter unseres öffentlichen Erscheinungsbildes im Lande. Beim Tiefbau mag nicht alles sichtbar sein, aber immerhin ist der Hochbau doch meistens ziemlich gut erkennbar.
Ich denke, auch im Wohnungs- und Städtebau stehen Bund, Länder und Kommunen gemeinsam in der Verantwortung. Wohnraum soll bezahlbar sein. Es gibt vor allem in größeren Städten Bedarf an neuem Wohnraum. Es gibt allerdings durch die demografische Veränderung ganz unterschiedliche Entwicklungen in den einzelnen Teilen Deutschlands. Es wird sicherlich in den nächsten zehn Jahren die größte Herausforderung sein: Wir werden auch anderen Wohnraum brauchen, mehr altersgerechten Wohnraum. Die Bundesregierung hat sich vorgenommen, die Förderung altersgerechter Umbauten über die KfW wieder zu bezuschussen, um diesen Bereich stärker in Gang zu bringen und damit einen Beitrag zur Bewältigung demografischer Herausforderungen zu leisten. Wir haben auch vereinbart, die Programmmittel für die Städtebauförderung insgesamt erheblich aufzustocken. Auch das ist ein Motor für mehr Investitionen. Wir gehen davon aus, dass diese Aufstockung jährlich rund zehn Milliarden Euro an Bauinvestitionen anstoßen kann. Dies dürfte vor allem auch kleinen und mittleren Unternehmen vor Ort zugute kommen.
IT-Lösungen sind für unser Land essenziell. Wenn wir über „Industrie 4.0“ sprechen, dann sprechen wir über die Verschmelzung der klassischen Industrie mit der IT-Industrie zur digitalen Industrie. Die Bundesregierung – das Ministerium für Wirtschaft, das Ministerium für Verkehr und digitale Infrastruktur und das Innenministerium, das im Bereich des Datenschutzes federführend ist – erarbeitet eine „Digitale Agenda 2014-2017“, die wir Schritt für Schritt umsetzen werden.
Meine Damen und Herren, Großbauprojekte – ebenfalls von Herrn Bauer angesprochen – sind natürlich auch ein zentrales Thema. Einerseits entscheidet sich daran die Reputation der ganzen Branche. Andererseits handelt es sich oft um öffentliche Bauprojekte, weshalb also auch die Reputation des öffentlichen Bereichs davon abhängt. Ich verzichte hier an diesem Ort einmal darauf, Namen zu nennen und wo Probleme schon einmal vorgekommen sein sollen und in denen wir noch mittendrin sind. Wir haben als Bundesregierung jedenfalls eine Reformkommission zum Bau von Großprojekten ins Leben gerufen, um die Probleme, die sich ergeben – auch die Frage der Risikoverteilung, die Sie so anschaulich beschrieben haben –, miteinander zu diskutieren und Handlungsempfehlungen zu entwickeln, wie die Kosten- und Termintreue bei der Realisierung von Großprojekten verbessert werden kann.

Nelle ultime settimane, infatti, la terza riunione della Commissione per la Riforma delle Grandi Opere, tenutasi a Berlino e l'evento inaugurale del Programma sperimentale BIMiD, coordinato dal Fraunhofer Institut, hanno indotto il Ministro Dobrindt a dichiarare come la Digitalizzazione del Settore appaia cruciale.
Parimenti, l'avvio di BIMiD a Königstein ha evidenziato una profonda convergenza anche con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e ha visto la funzione decisiva di coloro che siedono sia in questo consesso sia nella Commissione per la Riforma, il cui compito si esaurirà nel 2015 con la pubblicazione di un atteso Rapporto.
È un fatto che nel Regno Unito e in Germania i Ministri che si occupano di Economia Digitale siano assai concentrati sull'Industria dell'Ambiente Costruito.
Oltre a ciò, proseguono i lavori del Programma Governativo francese MINnD, la cui focalizzazione è impostata sulle Infrastrutture.
Lo scenario si completerà a Giugno con l'avvio del Gruppo di Lavoro ISO che si ripromette di adattare il documento britannico BS PAS 1192:2, che unitamente alle parti 1,3 e, in futuro, 4, rappresenta il miglior portato dello UK BIM Task Group, nel senso che è già ora adottato dai Committenti sui Mercati Internazionali, specie nel Middle East, come riferimento procedurale per i BIM-Based Tender.

Occorre, a questo punto, trarre alcune conclusioni:

  • la tradizionale diffusione (anche in termini di parziale obbligo legislativo) del BIM nei Paesi Nordici e Scandinavi conserva intatto il suo significato, ma la discesa in campo della Francia e della Germania, accanto al Regno Unito, muta evidentemente i termini della questione;
  • il rilievo che il documento britannico sul BIM Management assumerà in sede normativa internazionale ne potrebbe rafforzare ulteriormente il ruolo referenziale per i Mercati Internazionali, ancor più che per quello Comunitario;
  • la diffusione capillare del livello accettabile di maturità del BIM ha una importanza non banale, poiché contribuisce in maniera determinante alla costituzione delle Catene di Fornitura, ma è chiaro che sui due versanti della Domanda e dell'Offerta (e sul Terzo dei Contratti Relazionali, ulteriori rispetto al Partenariato Pubblico Privato) la Competizione avverrà a opera dei principali Attori;
  • sia in senso proprio sia in senso metaforico il BIM è ormai un tema che travalica abbondantemente la questione tecnologica e procedurale essendo stato assunto come premessa delle Strategie Industriali (da Construction 2025 alla Reformkommission Bau von Großprojekten). Ciò significa che la tematica è davvero oggi veicolare e trasversale, che non può essere affrontata al di fuori della Revisione delle Logiche Industriali, Finanziarie e Contrattuali;
  • il BIM sta divenendo il Driver principale per la Servitization della Industria dell'Ambiente Costruito nel quadro dell'Economia Digitale: il che impedisce di continuare a ragionare sulla revisione del Codice o sull'apertura dei Diecimila Cantieri. Per contare davvero nella UE 28 non è certamente sufficiente avere delle Costruzioni, dell'Edilizia come delle Infrastrutture, una concezione tradizionale perché ciò nuocerebbe all'Intelligenza di Sistema e alla Ricerca Identitaria di cui il Comparto ha estrema e urgente necessità;
  • l'Italian Life Style dovrebbe dar vita a un Brand RehabItaly per immaginare una inedita Media Imprenditoria Italiana presente sul Mercato Comunitario come integrata con altre Filiere (Vitivinicola, Arredo, Ristorazione, ecc.).

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