REGOLE TECNICHE e ARTICOLO QUINTO: un errore?

Con la pubblicazione della Legge Regionale 27/2014 del 20 maggio scorso, in Puglia, tutti i proprietari di immobili pubblici e privati saranno obbligati, in caso di nuova costruzione, a far redigere il fascicolo del fabbricato. In Basilicata? No. In Molise? No.
E mentre una commissione nominata dal ministro Maurizio Lupi sta per definire le regole per la classificazione sismica degli edifici, la regione Puglia fa un salto in avanti, un grande, grandissimo, salto in avanti.
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Nel frattempo tra Toscana ed Emilia si sta costruendo da 11 anni la variante di valico. Sul fronte Emilia le terre e rocce di scavo sono considerate terre e rocce di scavo (una equazione direi perfetta) e quindi è stato possibile riutilizzarle sul posto e molti lavori sono in fase avanzate. In Toscana le terre e rocce di scavo non sono terre e rocce di scavo, ma dei rifiuti. Così accade che al Poggiolino, nel Mugello, il cantiere fa la muffa. E dire che ormai mancano i dettagli, pochi chilometri di rilevato in tutto, appena cinquecento metri addirittura tra viadotto e galleria. E’ stato calcolato che se si dovesse ricollocare in discarica tutto lo scavato occorrerebbero 700.000 viaggi di camion.

Sono due esempi “virtuosi” degli effetti della modifica dell’articolo quinto, della deregulation, in cui si assegnava alle regioni il compito di legiferare anche su norme di fatto tecniche. E di fronte all’esigenza di semplificare le norme, internazionalizzare le regole, noi ogni volta che varchiamo un torrente dobbiamo chiederci se siamo ancora nel Paese che conosciamo.

Speriamo che Renzi, quando avrà approvato la riforma della legge elettorale e avrà abolito l’Automobilclub, si dedichi a questo importante aspetto: la semplificazione e l’armonizzazione delle norme italiane.