Francis Kéré vince il Pritzker Architecture Prize 2022

Diébédo Francis Kéré, architetto, educatore e attivista sociale africano, ha raggiunto la più alta onorificenza riconosciuta nel panorama dell'architettura mondiale.

É stato Tom Pritzker, presidente della Hyatt Foundation, ad annunciare Francis Kéré come il vincitore del Pritzker Architecture Prize 2022.


Qualità e sostenibilità, uguaglianza e partecipazione:
4 parole chiave nell'architettura di Francis Kéré

Classe 1965, l'architetto Diébédo Francis Kéré è nato a Gando, Burkina Faso, ma da anni risiede e opera nel suo studio professionale di Berlino.

Il saper rafforzare e trasformare le comunità attraverso il processo dell'architettura è ciò che viene riconosciuto nelle realizzazioni di Francis Kéré.

 


"Attraverso il suo impegno per la giustizia sociale, l'impegno nell'uso intelligente dei materiali locali per connettersi e rispondere al clima naturale, lavora in paesi emarginati carichi di vincoli e avversità, dove in particolar modo l'architettura e le infrastrutture sono assenti. Costruendo istituzioni scolastiche contemporanee, strutture sanitarie, alloggi professionali, edifici civili e spazi pubblici, in terre dove le risorse sono fragili e la comunione è vitale, l'espressione delle sue opere supera il valore di un edificio stesso." si legge nella nota della Hyatt Foundation.

 

Per Tom Pritzker “Francis Kéré è un pioniere dell'architettura", nonché un architetto 'sostenibile' per i terrirori fragili dell'Africa e che per i quali offre il suo servizio. "È ugualmente architetto e servitore, migliora le vite e le esperienze di innumerevoli cittadini in una regione del mondo a volte dimenticata", commenta Pritzker. "Attraverso edifici che dimostrano bellezza, modestia, audacia e invenzione, e con l'integrità della sua architettura e delle sue gesta, Kéré sostiene con grazia la missione di questo Premio".

 Francis Kéré, il 51° architetto vincitore del Pritzker Architecture Prize

Francis Kéré è il 51° vincitore del Pritzker Architecture Prize.

 

Sostenibilità ambientale e sociale nell'architettura

É un'architettura per l'educazione progettata da Kéré a rappresentare la sua filosofia e la sua idea circa il ruolo che deve avere l'architettura nella società: costruire una sorgente con e per una comunità per soddisfare un bisogno essenziale e riscattare le disuguaglianze sociali.

Le soluzioni adottate da Kéré per la Gando Primary School (2001, Gando, Burkina Faso) rispondono a due importanti sfide: la prima di carattere prettamente fisico e ambientale, la seconda legata al ruolo sociale proprio dell'architettura.

Questa struttura è in grado di combattere da un lato il calore estremo e le condizioni di scarsa illuminazione attraverso l'uso di risorse limitate, dall'altro lato l'architettura aiuta a superare l'incertezza sociale all'interno della comunità.

 

Francis Kéré - Gando Primary School
Gando Primary School, foto per gentile concessione di Erik-Jan Ouwerkerk.

 

In questo edificio, l'argilla locale utilizzata è stata fortificata con l'uso del cemento. Sono stati realizzati mattoni con massa termica 'bioclimatica', ovvero che trattengono l'aria più fresca all'interno e consentono al calore di fuoriuscire attraverso il soffitto e l'ampio tetto sporgente sopraelevato. Un meccanismo di ventilazione naturale che non richiede l'ausilio di nessun dispositivo meccanico all'interno dell'edificio.

 

Francis Kérè - Gando Primary School Extension
Gando Primary School Extension, photo courtesy of Erik-Jan Ouwerkerk.

 

Il successo di questo progetto ha portato il corpo studentesco della scuola da 120 a 700 studenti e ha catalizzato l'Housing degli insegnanti (2004, Gando, Burkina Faso), un'estensione (2008, Gando, Burkina Faso) e la Biblioteca (2019, Gando, Burkina Faso) .

 


Sa, dall'interno, che l'architettura non riguarda l'oggetto ma l'obiettivo; non il prodotto, ma il processo. L'intero corpus di opere di Francis Kéré ci mostra il potere della materialità radicato sul posto. I suoi edifici, per e con le comunità, sono direttamente di quelle comunità: nella loro realizzazione, nei loro materiali, nei loro programmi e nei loro caratteri unici", si legge nella citazione della giuria che ha assegnato a Francis Kéré il Pritzker Architecture Prize 2022.


L'espressione poetica della luce nell'architettura di Kéré

I raggi del sole filtrano negli edifici di Kéré attraverso i cortili e gli spazi intermedi, superando le dure condizioni di mezzogiorno per offrire luoghi di serenità o di aggregazione.

Il tetto in cemento della Biblioteca della scuola primaria di Gando è stato colato attorno a una griglia di tradizionali vasi di terracotta, che una volta estratti, lasciavano aperture che permettevano al calore di fuoriuscire mentre fasci circolari di luce naturale potevano indugiare e illuminare gli interni. Una facciata in legno di eucalipto circonda l'edificio ellittico, creando spazi esterni flessibili che emettono fasci di luce verticali.

La Benga Riverside School (2018, Tete, Mozambico) presenta pareti modellate con piccoli vuoti ricorrenti, che consentono alla luce e alla trasparenza di evocare sentimenti di fiducia nei suoi studenti.

Le pareti del Center for Health and Social Welfare (2014, Laongo, Burkina Faso) sono decorate con un motivo di finestre incorniciate a diverse altezze per offrire a tutti viste pittoresche del paesaggio, da un medico in piedi a un visitatore seduto a un paziente sdraiato.

 

Francis Kéré - Centre for Health and Social WelfareCentre for Health and Social Welfare, photo courtesy of Francis Kéré.

 

Architetture per l'educazione di Francis Kéré

L'impatto del suo lavoro nelle scuole primarie e secondarie è stato motore per la nascita di molte istituzioni, ognuna delle quali ha dimostrato sensibilità agli ambienti bioclimatici e alla sostenibilità dei luoghi, con un impatto positivo su molte generazioni.

Startup Lions Campus (2021, Turkana, Kenya) è un campus per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione. In questo edificio Kéré utilizza pietre di cava locali e torri impilate per il raffreddamento passivo così da ridurre al minimo l'aria condizionata necessaria per proteggere le apparecchiature tecnologiche.

 

Francis Kéré - Burkina Institute of Technology
Burkina Institute of Technology, foto per gentile concessione di Francis Kéré.

 

Il Burkina Institute of Technology (Fase I, 2020, Koudougou, Burkina Faso) è composto da pareti di argilla rinfrescante che sono state gettate in loco per accelerare il processo di costruzione. Le canne di eucalipto sono state proposte per rivestire i tetti di lamiera ondulata ad angolo che proteggono l'edificio durante il breve periodo piovoso. L'acqua piovana viene invece raccolta in vasche sotteranee per irrigare le piantagioni di mango locali.

 


Spero di cambiare il paradigma, spingere le persone a sognare e a rischiare. Non è perché sei ricco che dovresti sprecare materiale. Non è perché sei povero che non dovresti cercare di creare qualità”, afferma Francis Kéré. “Tutti meritano la qualità, tutti meritano il lusso e tutti meritano il comfort. Siamo interconnessi e le preoccupazioni per il clima, la democrazia e la scarsità sono preoccupazioni per tutti noi”.
 

.. e le architetture istituzionali importanti

La fiducia e l'abbraccio nazionale di Kéré hanno stimolato uno dei progetti cardine e più ambiziosi dell'architetto, l'Assemblea nazionale del Burkina Faso (Ouagadougou, Burkina Faso), sebbene l'opera gli sia stata commissionata, non vi è certezza su tempi certi della sua realizzazione date le attuali condizioni in cui versa il Paese. Dopo che la rivolta del Burkinabè nel 2014 ha distrutto la precedente struttura, l'architetto ha progettato un edificio piramidale a gradini e reticolo che ospita all'interno un'aula magna da 127 persone, mentre all'esterno dell'edificio incoraggia la congregazione informale. Consentendo nuove viste, fisicamente e metaforicamente, questa architettura è un tassello di un piano generale più ampio, concepito per includere la flora locale, spazi espositivi, cortili e un monumento a coloro che hanno perso la vita per protestare contro il vecchio regime.

 

Francis Kéré - Burkina Faso National Assembly
Burkina Faso National Assembly, rendering per gentile concessione di Kéré Architecture.

 

In un mondo in crisi, tra valori e generazioni che cambiano, ci ricorda ciò che è stato e continuerà senza dubbio ad essere un caposaldo della pratica architettonica: un senso di comunità e qualità narrativa, che lui stesso è così capace di raccontare con compassione e orgoglio. In questo fornisce una narrazione in cui l'architettura può diventare una fonte di felicità e gioia continua e duratura”, prosegue la citazione della giuria del Pritzker Architecture Prize 2022.

 

Simbolismo nel segno della tradizione, anche fuori dall'Africa

Il design di Kéré è intriso di simbolismo e le sue opere al di fuori dell'Africa sono influenzate dalla sua educazione e dalle sue esperienze a Gando. La tradizione dell'Africa occidentale di comunicare sotto un albero sacro per scambiare idee, narrare storie, celebrare e riunirsi, è ricorrente in molte delle sue architetture.

 

Francis Kéré - Sarbalé Ke
Sarbalé Ke, photo courtesy of Francis Kéré.

 

Sarbalé Ke al Coachella Valley Music and Arts Festival (2019, California, Stati Uniti) si traduce in "House of Celebration" nella sua lingua nativa Bissa e fa riferimento alla forma del baobab scavato, venerato nella sua terra natale per le sue proprietà medicinali.

Anche il Serpentine Pavilion (2017, Londra, Regno Unito) prende forma da un albero e le sue pareti sconnesse ma curve sono formate da moduli triangolari color indaco, un colore che nella cultura africana simboleggia la forza e, più sul piano personale, un indumento - il boubou - che l'architetto indossava da bambino. Il tetto staccato risuona con quello dei suoi edifici in Africa, ma all'interno del padiglione, l'acqua piovana si incanala nel centro della struttura, evidenziando il tema della scarsità d'acqua che attenaglia tutto il mondo.

L'Assemblea Nazionale del Benin (Porto-Novo, Repubblica del Benin), attualmente in costruzione e situata in un parco pubblico, si ispira all'albero del palaver. Mentre il parlamento si riunisce all'interno, i cittadini possono anche riunirsi sotto la vasta ombra che si crea alla base dell'edificio.

Molte delle opere realizzate da Kéré si trovano in Africa, in paesi come la Repubblica del Benin, Burkino Faso, Mali, Togo, Kenya, Mozambico, Togo e Sudan.

Padiglioni e installazioni sono stati realizzati in Danimarca, Germania, Italia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. Opere significative includono anche Xylem al Tippet Rise Art Center (2019, Montana, Stati Uniti), Léo Doctors' Housing (2019, Léo, Burkina Faso), Lycée Schorge Secondary School (2016, Koudougou, Burkina Faso), il Parco Nazionale del Mali (2010, Bamako, Mali) e Opera Village (Fase I, 2010, Laongo, Burkina Faso).

Kéré ha fondato la Fondazione Kéré nel 1998 per servire gli abitanti di Gando attraverso lo sviluppo di progetti, partnership e raccolte fondi; e Kéré Architecture nel 2005 a Berlino, Germania.

Francis Kéré è il 51° vincitore del Pritzker Architecture Prize