50 anni di normativa sismica: tra Testo Unico Edilizia, norme regionali e sanatoria celata

Il tema della sicurezza statica degli edifici comporta nel nostro Paese particolare attenzione alle sollecitazioni sismiche in quanto l’Italia è particolarmente vulnerabile sotto questo profilo.

Senza retrocedere troppo nel tempo possiamo datare al 1974, con la legge n.64, la prima legge nazionale che ha classificato sismicamente il territorio e fissato norme tecniche cogenti.


Ermete Dalprato

L'evoluzione normativa in materia sismica

Da quella data l’evoluzione normativa si è ulteriormente sviluppata e specializzata, non senza dibattiti, anche accesi, sull’efficacia e/o l’opportunità di nuove modifiche, portando all’attuale assetto della normativa tecnica e, parallelamente, all’evoluzione del procedimento autorizzativo.

Il tema non pare ancora definito in modo stabile, come attestano, da un lato, l’attenzione che al problema pone la nuova Bozza di testo unico che dovrà sostituire l’attuale DPR 380/01 (che appunto si vorrà chiamare Testo Unico delle Costruzioni e non più solo Testo Unico dell’Edilizia proprio a segnalare la sua maggior estensione) e, dall’altro, alle modifiche (anche recenti) che i provvedimenti di “semplificazione procedimentale” indotti dall’emergenza pandemica hanno apportato.


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Le difficoltà derivanti dalle norme locali e di settore

Inducendo, per la verità, elementi di difficoltà interpretativa resi spesso ancor più complessi dagli interventi legislativi regionali.

Interventi legislativi che operano nello spazio della “legislazione concorrente” che l’articolo 117 della Costituzione riserva alla legislazione regionale nella “gestione del territorio” e che, nel caso in esame, appare particolarmente ristretto, perché se è vero che “la sismica” rientra in parte in questo ambito è altrettanto vero che si inquadra nella più ampia disciplina della sicurezza di competenza statale.

Peraltro tutti i provvedimenti incidenti in modo generalizzato nella materia edilizia sono accompagnati da una dovuta precisazione che in genere recita così: “fatte salve le normative di settore”, espressione che rinvia al rispetto delle discipline specifiche operanti in quel luogo e su quella tipologia di edifici.

E poiché l’Italia è ormai quasi tutta classificata in zona sismica (pur a diverso grado) e in aree paesaggisticamente tutelate, le prevalenti norme di settore con cui ci si trova a fare i conti quasi sempre sono appunto quelle della tutela paesaggistica e quelle antisismiche. Poste a garanzia di preminenti interessi pubblici nazionali.

Non a caso la convivenza di queste concorrenti discipline porta problemi applicativi che non si esauriscono solo nell’applicazione delle norme tecniche, ma anche nelle corrispondenti procedure (sulla legittimità dell’operato) che sempre più spesso diventano oggetto di disamina sottoposta al giudice (Amministrativo, Civile e Penale).

 

Costruire in zona sismica e autorizzazione sismica in sanatoria: facciamo il punto

Per questo abbiamo ritenuto utile raccogliere in una breve sintesi alcune delle sentenze commentate su Ingenio nell'ultimo periodo per rammentare gli orientamenti giurisprudenziali più recenti da cui poter trarre guida all’operare, integrati anche da alcuni articoli di approfondimento in materia di sanatoria “sismica” e tipizzazione degli interventi strutturali in zona sismica.

Il tema della sanatoria, peraltro, è cruciale e ricorrente in edilizia e (ahimè) anche in materia sismica, il che porta una particolare problematica e cautela: la lesione dell’ordinamento in questo caso non riguarda solo (si fa per dire) il territorio, ma investe la sicurezza.

Ci pare allora interessante esaminare questa fattispecie perché la limitazione all’ammissibilità della sanatoria sismica induce disamine tecniche specifiche, ben più ampie delle valutazioni di merito esperibili “a tavolino” come per la sanatoria edilizia e, se vogliamo, anche per quella paesaggistica.

Si tratta di garantire l’incolumità alle persone nei fatti.

La trattazione del tema non può e non vuole essere esaustiva, ma stimolo alla riflessione e ausilio a bene operare.


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