6th International Nigel Priestly a Pavia: l'importanza della ricerca per la riduzione del rischio sismico

Dall’essere studenti a diventare relatori: una ricca kermesse di ex studenti di tutto il mondo ad esporre i risultati di una carriera universitaria atta invogliare e stimolare i neolaureati ad investire sulla ricerca nei riguardi della riduzione del rischio sismico.


Rischio sismico: analisi sia di strutture in muratura che in cemento armato

È terminata la sesta edizione del Seminario Internazionale Nigel Priestley, ambientata nel Collegio Cardinale Agostino Riboldi (CAR) a Pavia. La giornata è stata caratterizzata da relazioni tenute dagli ex studenti del Centre for Training of Research on Reduction of Seismic Risk (ROSE). Un tuffo nel passato misto alla soggezione dei relatori che portano le loro ricerche nel luogo dove la loro formazione nei riguardi della riduzione del rischio sismico, nelle sue diverse declinazioni, ha messo le radici e ne è stata alimentata la conoscenza.

Ad aprire la prima sessione del mattino, Arun Menon (Indian Institute of Technology, Madras - India) con “Research on seismic risk reduction for built heritage”. Un’attenta analisi sulla risposta del patrimonio culturale nei confronti dell’azione sismica, presentando criticità locali e globali delle costruzioni storiche ricorrenti. A seguire un secondo intervento, riguardante la muratura portante: Katrin Beyer (EPF de Lausanne, Svizzera) con la presentazione dal titolo “Seismic assessment oh historical stone masonry structures-modelling sensitivities and opportunities through digitalization”. A seguire il portoghese, Antonio Correia (National Laboratory for Civil Engineering, Portogallo), “Seismic response of masonry infilled RC frames: experimental results and numerical models”, dove il comportamento fuori piano delle tamponature negli edifici in cemento armato ha caratterizzato l’intervento, nonché l’inaugurazione della nuova piattaforma TIM in Portogallo.

 

6th International Nigel Priestly a Pavia: l'importanza della ricerca per la riduzione del rischio sismico

 

Non solo murature, ma anche cemento armato: è la volta di Boyan Mihaylov (Università di Liegi, Belgio) “Crack-based assessment and strengthening of concrete structures” con una presentazione sull’evoluzione dello studio dello stato deformativo e fessurativo delle “deep beam”.

Più di 20 anni di storia ed altrettanti di terremoti che hanno caratterizzato la mappatura sismica di pericolosità ed esposizione al rischio: una mappatura di 44 Paesi con 145 M di edifici di cui il 66% residenziale, 460 M di occupanti. Questi i numeri che hanno caratterizzato la relazione di Helen Crowley (Fondazione Eucentre) “European seismic hazard and risk models” ed a seguire, in termini assicurativi e di esposizione al rischio, di Domenico Pennucci (Guy Carpenter), “Earthquake risk modelling in reinsurance – current practices and future challenges”.

Il primo pomeriggio si apre con la presentazione del professore Micheal Fardis (Università di Patras, Grecia): un tema prestazionale, ovvero la storia del Capacity design, “Keynote Lecture – The history of capacity design”. Per poi avviarsi verso la conclusione della giornata con il riconoscimento “International Priestly Prize Awarding Ceremony” consegnato dal professore Gian Michele Calvi a Gregory Fenves, Presidente of Emory University.

Si chiudono i lavori con un arrivederci a Milano per il World Conference in Earthquake Engineering (WCEE, 2024) e la cerimonia di laurea.

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