Superbonus, Capaccioli (ASACERT): "Si rischia lo stop. Servono sistemi di controllo senza bloccare i crediti"

Finiti i fondi disponibili per il Superbonus, gli incentivi prenotati hanno già raggiunto i 33,7 miliardi. ASACERT lancia un allarme, a rischio l'esistenza stessa dell'incentivo.


Bisogna intervenire per sbloccare i crediti fermi

"Bisogna intervenire immediatamente per sbloccare i crediti fermi relativi al Superbonus 110%, che stanno provocando lo stop di numerosi cantieri e di nuove adesioni agli incentivi edilizi". È l'allarme lanciato da Fabrizio Capaccioli, AD di ASACERT e vicepresidente del Green Building Council Italia, in merito alla notizia di 33,7 miliardi di incentivi prenotati per il solo Superbonus.

Una cifra enorme che, a causa delle misure che limitano la cessione dei crediti, rischia di mettere a rischio l'esistenza stessa dell'incentivo.

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Sistemi di controllo senza bloccare i crediti

"La limitazione del numero dei passaggi del credito si è resa necessaria per via delle tante irregolarità, ma sta ingessando il sistema in modo eccessivo. Osserviamo in queste ore alcune proposte dei legislatori per superare l'empasse, ma occorre fare presto, perché il Superbonus è già esposto alle intemperie dell'economia, come l'aumento dei prezzi delle materie, dell'energia e la mancanza di manodopera. Bisogna intervenire subito. Come categoria abbiamo più volte sollecitato governo e parlamento all'adozione di controlli da parte di enti accreditati verso le imprese che aderiscono al Superbonus, perché la limitazione nella cessione del credito sta bloccando tutto. I sistemi esistono e sono efficaci, andrebbero soltanto fatti applicare. Si è persa un'enorme quantità di tempo".