Il BIM fuori dallo SBLOCCA ITALIA. I commenti di Alberto Pavan e Angelo Ciribini

A seguito della pubblicazione dell’articolo “Il BIM fuori dallo SBLOCCA ITALIA” a firma dell’editore di INGENIO, ing. Andrea Dari, riportiamo di seguito due commenti che sono giunti in redazione. Il primo dell’arch. Alberto Pavan in risposta all’articolo di Dari e il secondo del prof. Angelo Ciribini in risposta a quello di Pavan, entrambi protagonisti importanti della diffusione e della conoscenza di questo strumento e della discussione che si sta portando avanti sulle politiche di attuazione del BIM in Italia.

INGENIO da tempo sta cercando di dare il suo contributo per una diffusione seria del BIM con la sua rubrica BIM VISION, i suoi dossier e, a breve, con l’uscita di un volume interattivo che farà il punto sull'applicazione e la conoscenza del BIM in ITALIA. Ci sentiamo di dire con coscienza che il BIM è forse l'unica soluzione per dare trasparenza e riordinare il settore delle costruzioni.

Il commento di Alberto Pavan

Caro Andrea,
rispondo al tuo articolo non perchè ce ne sia realmente bisogno, sai bene che condivido ciò che hai scritto e ti ringrazio per gli spunti e l'interesse dimostrato per INNOVance.
Scrivo perchè conosco il tuo impegno sul BIM, da un lato, e l'abilità dei suoi detrattori e dei fautori dell'immobilismo, dall'altro. Abilità che sfocerà presto nel "fraintendere" le tue parole iniziali, nascondendo il cuore del tuo articolo, che viene in fondo, come tutte le cose buone. Lettori leggete tutto l'articolo, non vi fermate all'introduzione perchè su quella si scriveranno fiumi di mirate verità per uccidere l'innovazione e non per il bene di questo settore.
È assolutamente vero, il regime dell'imposizione normativa non ha mai prodotto nulla di buono in questo paese. Ebbene lo spirito dell'articolato sul BIM, e la digitalizzazione della filiera e degli appalti, sparito dalla versione definitiva dello Sblocca Italia, voleva ed avrebbe evitato proprio i tuoi fondati timori.
Nel decreto si introduceva un percorso chiaro, certo e stringente, quello sí, ma che non avrebbe imposto nulla se non la presa di coscienza del problema e previsto tempi e modi assolutamente compatibili perchè, anche nel nostro paese, si potesse intraprendere una strada. Non "la" strada ma "una" strada, perchè l'immobilismo, quello sí, fra due anni ci obbligherà invece a prendere la "solita" strada: emergenziale, impositiva, inapplicabile, ridondante, ecc., ecc., ecc.
Proprio quella che tu giustamente temi.
Legiferare oggi avrebbe permesso di dare tempo a tutti di arrivare ad un traguardo, qualsiasi esso sarebbe stato, in modo graduale, condiviso, efficiente ed efficace, osservando gli altri paesi, studiandone la normativa e collaborando con gli stessi per tempo. E non, come sempre, scimmiottandone, ex post, legislazione, struttura produttiva e altro, quando, comunque, sarà troppo tardi per averne reali benefici.
Ora il disegno di legge delega prevede propositi ampiamente condivisibili ma tutto è diventato più ampio, impalpabile, imponderabile, diciamo asintotico più che prospettico.
La norma 11337 sulle regole informative per la filiera è del 2009, INNOVance del 2011, ed ancora oggi mi sento dire: "vediamo prima gli altri che fanno, aspettiamo che dicono, osserviamo che scrivono".
Forse si sarebbe potuto far meglio, allora non facciamo più nulla, anzi facciamolo dopo; ma più complicato, più punitivo, più tutto…purchè distruttivo del poco di buono che ancora regge.
Questo paese ha orami paura della propria ombra. Abbiamo davvero bisogno di norme inglesi e di librerie svedesi? (e non parlo della Billy).
In UK si parla di BIM perchè è stato imposto per legge dal 2016, non prendiamoci in giro. Agli inglesi stanno rispondendo i governi francese ed tedesco, non le rispettive filiere. Certo dietro quei governi si muoverà ora il paese reale ed assieme faranno sistema. Questa è la vera differenza. Si muoveranno formiche operose e non gufi od avvoltoi.
Da noi si continuerà a piangere sul: "nessuno fa nulla", chiedendo però che nessuno si muova nel frattempo, pronti ad impallinare chiunque alzi la testa (soprattutto se pensante) e primo fra tutti il Governo (evidentemente troppo attivo).
In Italia nessuno sbaglia mai, probabilmente solo perchè oramai è difficile che qualcuno faccia più qualcosa.
Viollet Le Duc scriveva che il gotigo è cosí bello perchè i molti errori sono venuti giù quasi subito, uno dopo l'altro, ed è rimasto solo ciò che la conseguente esperienza ha fatto divenire immortale.
Ma noi romanico, gotico e rinascimento ce li siamo giocati da un pezzo, tirando a campare nel bizantinismo burocratico degli interessi particolari. Peccato, però, che le rivoluzioni prima o poi avvengono, checchè ne pensi lo staus quo.

Alberto Pavan


La risposta di Angelo Ciribini

Caro Alberto,
direi che il Tuo intervento e quello di Andrea siano assolutamente consonanti.
A me pare che la cancellazione del testo non sia, peraltro, grave in se stessa (meglio non affrettare i tempi), quanto per il fatto che rivela un deficit di discernimento da parte della classe politica, che permarrà sino a che non vi sarà una Strategia Industriale. Questo è il vero peccato capitale che determina l'inutilità dei ripetuti appelli rivolti al Governo dalle diverse Parti Sociali.
Sia come sia, mi sembra che, infine, occorra ragionare più in profondità sul Settore delle Costruzioni, anche in funzione di alcune Strategie Industriali recentemente definite da Francia, Germania e Regno Unito così riassumibili:
1) gli scenari e le volontà dei Governi citati intrecciano inevitabilmente due livelli, l'Energetica (o meglio, la Sostenibilità e la Resilienza) e la Digitalizzazione, accomunati, a mio parere, da un forte fabbisogno e da una elevata offerta di Computazionalità (i Project e i Programme sono sempre più Data Driven e, nell'ottica del Ciclo di Vita, Committenti, Progettisti, Esecutori e Gestori diventeranno sempre più interattivi e meno definiti - siloed - in termini di ruoli e di responsabilità, cosa che sfugge alle Rappresentanze Professionali che non intuiscono che il loro 'primato ideale' sta diventando contendibile). Per dire, al fine di ottimizzare Consumi e Usi nel Ciclo di Vita contrattualizzato, Vinci ha utilizzato un Building Information Model per Vélizy con Foncière des Régions e Skanska ha fatto lo stesso per il Nuovo Ospedale di Solna del Karolinska Institut con lo Stockholm County Council;
2) la Modellistica e la Modellazione saranno nel Settore delle Costruzioni sempre più alla base delle transazioni contrattuali (oggi palesi con l'Energy Performance Contracting, domani coi cosiddetti Contratti Relazionali e, in seguito, col Self Procurement in tempo reale: al 2050), tanto che Perfomance (dei Manufatti) e Behaviour (degli Utenti) si ibridano e, anche terminologicamente, per indicare il Settore delle Costruzioni si parla esplicitamente di Settore dell'Ambiente Costruito per intendere un ambito in cui (vedi gli Energy Performance Contract) gli User Profile condizionano direttamente l'oggetto del negozio contrattuale che diviene gradualmente flessibile e dinamico e, comunque, esteso a una parte non banale del ciclo di vita di un parco immobiliare) e l'attenzione crescente alla Post Occupancy Evaluation (o al Soft Landings) Analogica si evolverà in una Pre Occupancy Evaluation Digitale (simulando in fase di Progettazione i comportamenti degli Utenti per valutarne gli effetti di consumo energetico sui risultati contrattuali attesi oppure per formare il personale sanitario già nel corso della costruzione dell'ospedale, comprimendo i tempi di avvio del presidio);
3) iniziative e categorie, più o meno vaghe, come Smart City, District Energy Modelling, Covenant of Mayors nascondono, a mio avviso, una nozione che si riassume nell'Urban District: la Riqualificazione o la Rigenerazione Urbana comportano il fatto che gli Urban District o gli Îlot Urbain siano porzioni di Città o di Territorio passibili di Operazioni di Sviluppo/Trasformazione Immobiliare i cui Attori Principali siano Public Utility, TLC Company e Arranger Finanziari (e sempre meno, in prima istanza, Promotori Immobiliari, ovverossia questi ultimi in alleanza coi primi: vedi, ad esempio, Issy Grid). Il portato di tutto ciò è che il Distretto Urbano diventa esso stesso Infrastruttura connessa ad altre Infrastrutture (di Mobilità e di Energia, Analogiche e Digitali). Più dozzinalmente, già oggi un PAES dovrebbe riflettere, per essere credibile, l'identità sociale e industriale del territorio di riferimento (a Rimini una politica energetica per il patrimonio immobiliare dipende dalla capacità di un tessuto di micro imprenditorialità ricettiva individualistica e spontaneistica, cresciuto incrementalmente senza correlazione con la dimensione metropolitana della città di fare sistema e di reinventare un turismo non più pop, a Bologna il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal Patto dei Sindaci dipende sempre meno dagli investimenti in conto capitale nei lavori pubblici per il Retrofitting, sempre di più nelle capacità del Comune non solo di promuovere per gli stessi il Partenariato Pubblico Privato in una logica di Terziarizzazione Immobiliare e non semplicemente di Differimento della Spesa Pubblica, ma, soprattutto, di facilitare le condizioni affinché i flussi finanziari per gli Investimenti dei Privati su Efficienza Energetica e Miglioramento Sismico possano avere luogo, rinforzando le misure governative sulla fiscalità agevolata);
4) in Horizon 2020 il tema della Popolazione (Attiva) che invecchia vede la Riqualificazione dell'Ambiente Costruito come primo anello concentrico di una triade che include Azione Farmacologica e Azione Clinica nei passaggi successivi, il che vuol dire, ad esempio, che l'Ambient Intelligence, unita all'Information Modelling, più che ai soliti luoghi comuni della domotica, potrebbe condurre a una dimensione in cui Finanza e Sviluppo Immobiliare divengono Attori di Innovazione Sociale. Si guardi, il CSTB, che, dai tempi della Ricostruzione sino a quelli della Digitalizzazione, agisce come Corpo di Ingegneria dello Stato, con GERHOME (http://www.cstb.fr/fileadmin/documents/telechargements/TIDS/GERHOME.pdf). Ma anche il Manuale del Governo Federale Tedesco Ready: http://www.readyhome.de/downloads/01/01_gesamt_small.pdf.

Angelo Ciribini