Uno scenario di vette in CALCESTRUZZO per il Corpo degli Alpini

Monumento Alpini, Rossano Veneto, Vicenza
Progetto: Paolo Didoné Devvy Comacchio Architetti, 2011

Il Veneto ha un rapporto molto stretto, quasi “familiare” con il corpo degli Alpini. I motivi di questa relazione sono molteplici e interconnessi tra loro: la filosofia di vita del gruppo fatta di semplicità e grandi atti di coraggio, la vicinanza fisica ai luoghi delle storiche battaglie durante i conflitti mondiali e una grande partecipazione popolare locale alla composizione e alle azioni del gruppo ha fatto sì che questo corpo militare sia sentito come una istituzione vicina alla popolazione.
Il Monumento agli Alpini è realizzato a Rossano Veneto, un piccolo centro ai piedi delle Prealpi Venete nelle immediate vicinanze di Bassano del Grappa, un’area imbevuta di memorie del corpo militare in cui la vista del famoso cappello e della penna nera, è cosa comune.
L’opera viene commissionata dall’Associazione Nazionale Alpini Gruppo Rossano Veneto con lo scopo di celebrare lo speciale rapporto che lega il corpo d’armi ai monti circostanti, lo scenario principe delle loro storia.
Il manufatto vuole esprimere diversi concetti che vengono legati tra loro attraverso una rappresentazione simbolica ovvero una mappa che racconti la vita e il rapporto creatosi tra i monti e gli esseri umani in una particolare circostanza.
Il progetto si sviluppa attraverso tre elementi compositivi: il podio, i vuoti, gli steli. Ognuno di questi elementi introduce un tema, una mappa diversa.


Un PODIO: la nostra base è la forza dei nostri legami, delle nostre relazioni interpersonali.
Una mappa della vita.
L’idea dell’appartenenza, degli intrecci che costituiscono l’esistenza umana e le sue relazioni. La sua solidità e la sua fragilità, la facilità e l’imprevedibilità con cui tutto ciò può venir meno.

I VUOTI: la partenza, l’abbandono della propria casa per compiere un sacrificio.
Una mappa dell’abbandono.
Ogni impronta è un addio di molti per una causa maggiore. Vuoti lasciati dalla perdita di vite nell’esistenza di tutti i giorni. Vuoti che non possono essere riempiti e vivono nel ricordo.

Gli STELI: il loro sacrificio cambia il significato e la percezione della natura.
Una mappa del sacrificio.
I vuoti, quindi gli alpini partiti dal nostro territorio, divengono parte stessa della montagna che non è più solamente un massiccio naturale ma diviene unione fra natura e spirito. La grandezza di questi monti non è dovuta solo ad un fattore fisico/naturale ma anche all’unione fra natura e uomo. I vuoti lasciati acquistano la loro nuova identità fondendosi con il luogo e attribuendogli un nuovo significato nella memoria.

Dalla sua posizione, il monumento guarda la piazza del paese, divenendo centro focale di questa e punto di riferimento durante le adunate del gruppo. Esso raccoglie a sé i diversi elementi che lo compongono attraverso il suo rigore compositivo e la sua monomatericità andando a comporre una rappresentazione astratta del territorio circostante e diventando quindi una mappa dei monti legati alla storia degli Alpini. Tutte le parti del progetto sono realizzate in calcestruzzo preparato e gettato in stabilimento al fine di garantire una omogeneità di superficie non ottenibile con una lavorazione in cantiere.
Il memoriale diviene il momento in cui ”…l’architettura appartiene all’arte…” e la sfera evocativa diventa massima. L’uso del cemento lisciato a vista esprime la personalità e l’anima del committente.
Un materiale semplice, che attraverso una lavorazione sapiente, diviene nobile.
 

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