Il BIM per il recupero del patrimonio esistente

 

La fase storica che stiamo vivendo è rivoluzionaria dal punto di vista delle tecnologie, da cui può e deve trarre vantaggio l’intero iter progettuale, realizzativo e gestionale dell’edificio.
Nel mondo dell’edilizia tre sono gli aspetti che hanno fortemente scosso la stabilità a cui eravamo assuefatti: una spinta alla Globalizzazione, che si traduce in competitività internazionale e ci dà la possibilità di confrontarci con i metodi di lavoro degli altri Paesi; le esigenze in termini di Sostenibilità, intesa come efficienza energetica, riduzione degli sprechi di risorse e territorio e migliore qualità del lavoro; la Complessità dei sistemi edilizi che rende indispensabile una maggiore integrazione delle diverse discipline progettuali.
Questi termini non sono, o almeno non sono più, lontani dal nostro quotidiano, come lo erano ai tempi in cui si cominciò a parlare appunto di “Globalizzazione, Sostenibilità e Complessità”. Aprendo un qualsiasi portale web di ingegneria , architettura o attualità, infatti ricorrono termini comuni: “controllo dei costi”, “consumo del territorio”, “energie alternative”, “risparmio energetico”, “Building Information Modeling”, “Riqualificazione”...
Ciò che trovo entusiasmante come tecnico e appassionata di tecnologie è che finalmente (e purtroppo spesso bisogna attraversare crisi profonde prima che il miracolo accada) le questioni riguardanti la sostenibilità del mercato AEC - Architettura Ingegneria e Costruzioni - non è più interesse esclusivo degli addetti ai lavori, ma coinvolge la collettività intera che si sente partecipe di queste responsabilità non più soltanto tecniche , ma sociali. L’impatto della crisi del mattone è così forte sulla nostra economia che nessuno può esserne disinteressato.
 
Per lo più, a mio avviso, tutte le tematiche fanno capo ad una soltanto in particolare: la “Riqualificazione dell’esistente”. La sostenibilità dello sviluppo e del nostro futuro saranno in gran parte impattati dalla nostra capacità di recuperare responsabilmente ciò che abbiamo, nel modo più intelligente e meno dispendioso Lo Stato – una volta tanto - non si è tirato indietro rispetto a questa necessità, concedendo moltissimo in termini di incentivi volti al recupero edilizio ed energetico. La responsabilità di come questa opportunità sia e sia stata utilizzata, come tecnici dell’edilizia è anche - e forse soprattutto - nostra.
La riqualificazione dell’esistente contiene in senso ampio gran parte delle attività che siamo oggi chiamati a svolgere (oggi che l’attività di costruire il nuovo è ai minimi storici).
 
Riqualifichiamo quando realizziamo una ristrutturazione architettonica, energetica, sismica, una riconversione di un parco industriale dismesso o anche quando svolgiamo attività di valorizzazione del nostro patrimonio archeologico.
Durante la professione siamo chiamati a riqualificare tutti i giorni – nostra quindi è la responsabilità di farlo in modo sostenibile.
La buona riqualificazione necessita di un accurato rilievo dell’esistente e oggi le tecnologie ci offrono sistemi evoluti di scansione ed elaborazione dei dati di altissimo livello.
 
Se finora il Building Information Modeling veniva ingiustamente additato come una tecnologia adatta la mercato statunitense e poco congeniale agli usi e costumi mediterranei, è grazie alle tecniche di Reality Capture (cattura dell’esistente) che il BIM trova piena applicazione in Italia, tanto da assistere ad una varietà di applicazioni invidiabili dai colleghi d’oltralpe.
Dal punto di vista progettuale, le tecnologie di Reality Capture permettono di “progettare nel contesto”, ovvero modellando il nostro progetto su ciò che già esiste.
Le tecnologie di raccolta delle informazioni sono legate alle stazioni Laser e all’utilizzo dei Droni (o talvolta di una semplice fotocamera). La scelta della tipologia di raccolta dei dati dipende quindi dall’accuratezza che vogliamo raggiungere; una stazione laser ci permette un’accuratezza del dato inferiore al millimetro, mentre il rilievo da immagini è ovviamente di qualità inferiore. I costi sono correlati alla precisione quindi non c’è un metodo migliore o peggiore: come sempre lo strumento è correlato allo scopo e la sua scelta demandata al professionista.
 
All’interno dell’articolo integrale si riporta qualche immagine di attività in ambito BIM e Reality Capture, molto differenti tra loro, descrivendone brevemente le modalità di esecuzione.
 

Progettare dalla A alla Z: il Teatro Lirico e sua renderizzazione finale in Autodesk 3DStudio Max – lavorando su un unico modello BIM la corrispondenza è completa e non è necessario reinserire i dati in nessuna fase di lavoro.