L’ingegnere Gino Zani pioniere del cemento armato e dell’antisismica

Leo Marino Morganti - Architetto 30/01/2015 6488

L’ingegnere sammarinese Gino Zani pioniere del cemento armato e dell’antisismica nel cinquantenario della scomparsa.

Promosse dall’ “Istituto Sammarinese Diffusione Architettura” (DARCH) e dall’ “Istituto Ingegnere Gino Zani”, sotto l’alto Patrocinio dell’Eccellentissima Reggenza e il Patrocinio dalle Segreterie di Stato Esteri, Interni Cultura, Territorio, Turismo della Repubblica di San Marino, sostenute dall’Ordine degli Ingegneri e Architetti e dal Centro Sammarinese di Studi Storici dell’Università di San Marino, sono in corso le Celebrazioni in ricordo dell’ingegnere sammarinese Gino Zani nel cinquantenario della scomparsa.



Sabato 6 dicembre 2014 dalle ore 9:30, presso il Teatro Titano, nel centro storico della Repubblica di San Marino, dopo i saluti dei rappresentanti della Politica e degli Enti sostenitori si è tenuto il Convegno di studio sulla figura e l’opera di Zani, cui hanno preso parte, coordinati da Luca Morganti del DARCH, Massimo Lo Curzio dell’Università di Reggio Calabria, Guido Zucconi dell’Università di Venezia, Alessandro Galassi e Edith Tamagnini dell’UNESCO, Laura Rossi dell’Archivio, Biblioteca e Museo di Stato e Gilberto Rossini, già dirigente dell’Ufficio Progettazione.
Finito il Convegno, presso il vicino Museo Pinacoteca San Francesco, l’Eccellentissima Reggenza ha inaugurato la Mostra: “Gino Zani. L’ingegnere, l’architetto, lo storico”, aperta fino a giovedì 5 febbraio 2015, quando, alle ore 10.00 presso l’Arco dell’Ospedale, a San Marino Città,  si svolgerà la cerimonia per la dedicazione della “Via Gino Zani”.
La pubblicazione degli atti del Convegno e del Catalogo della Mostra sarà a cura del Centro Sammarinese Studi Storici.

La figura e l’Opera di Gino Zani

1882 Gino Zani nasce a San Marino il 31 dicembre 1882
1908 Con il massimo dei voti si laurea in ingegneria presso l’Università di Bologna. Nella stessa Università diviene assistente di Statica Grafica.
1908 Il 28 dicembre il terremoto distrugge Reggio Calabria.
1909 Ai primi di gennaio si reca in Calabria come ingegnere volontario. Con il noto scienziato giapponese Fusakichi Omori comincia a studiare i fenomeni sismici. Ha l’idea della possibilità d’impiego di strutture asismiche in cemento armato, di cui realizza un brevetto, adottato da molti regolamenti edilizi dell’epoca. Vince il concorso per entrare al Genio Civile di Reggio Calabria.
1911 Il Ministero dei Lavori Pubblici accetta il nuovo sistema in c. a., proposto da Zani per la costruzione di Edifici Pubblici. Diviene in breve tempo fra i più quotati e stimati ingegneri dell’epoca. Quali esempi di strutture asismiche, realizza piastre armate con lamiera stirata, portali in c. a. resistenti alle forze composte, solai in c. a. a nervature parallele con soffittatura in lamiera stirata ben 10 volte superiore al carico d’impiego.
1912 Ottiene il premio per i calcoli in c. a. dell’edificio della Prefettura di Reggio da lui progettato e dal Ministero dei LLPP a Roma, il riconoscimento della sua casa asismica in c. a.:
Io immagino la mia casa asismica come una barca capace di ballare sulle onde senza sfasciarsi, come una grossa scatola indipendente dal suolo, appoggiata sopra un forte strato di sabbia che servisse da cuscino per smorzare la violenza dell’onda sismica, che impedisse alle fratturazioni del suolo di trasmettersi alle murature, che limitasse gli effetti del moto ondulatorio.
1914
Il Ministero LLPP lo nomina direttore tecnico del neonato Ente Edilizio di Reggio Calabria.
1915 Il Consiglio Superiore dei LLPP approva il progetto Zani per case economiche a struttura in c. a..
1916 Fa parte, quale membro onorario, della Commissione per la Tutela e la Conservazione degli oggetti di Antichità ed Arte della Repubblica di San Marino.
1918 Studia sistemi per realizzare case popolari asismiche per i reduci di guerra; sperimenta per la prima volta solai prefabbricati.
1919 Collabora attivamente con la redazione della rivista Museum. Libertas Perpetua, rivista degli Istituiti Culturali della Repubblica di San Marino dove pubblica i suoi numerosi studi su San Marino.
1922 Discute presso il Ministero dei LLPP italiano, dove è riunito il Consiglio dei Ministri di fonte al Capo del Governo Mussolini, della necessità di realizzare case asismiche popolari.
Realizza numerose opere anche per privati, che chiedono “all’ingegnere - architetto più quotato della città” progetti per le loro prestigiose dimore.
1923 Rifiuta la tessera fascista, viene estromesso dall’Ente Edilizio di Reggio e deve tornare al Genio Civile. I sui metodi costruttivi vengono tuttavia ampiamente premiati. E’ oramai famoso e richiesto da importanti società e da imprenditori che vogliono acquistare le sue invenzioni. E’ il precursore dei sistemi edilizi moderni nella prefabbricazione in c. a. che in Italia cominciarono timidamente ad affermarsi solo negli anni sessanta: sperimenta casseforme resistenti quali elementi portanti in calcestruzzo destinati ad essere incorporati nei successivi getti a formare le maglie della struttura asismica in cemento armato; realizza pilastri e travi senza uso di casseforme in legno; realizza piastre prefabbricate per tramezzi in conglomerato, gesso o miste con laterizio, solai a nervature parallele in c. a., prefabbricati con casseforme metalliche per travi capovolte, portate e collegate in sito.
1924 Chiede l’aspettativa da dirigente del Genio Civile di Reggio, viene trasferito per breve tempo a Trento.
1925 Si dimette e crea con successo l’impresa di costruzione “CASA” (Costruzioni Asismiche Società Anonima).
1925 Assume la direzione dei lavori dei restauri delle Mura e delle Torri di San Marino dando inizio al processo di medievalizzazione del Centro Storico.
1927 Realizza l’Ara dei Volontari, il primo dei numerosi progetti previsti dal Piano Regolatore Interno di San Marino, da lui pensato sin dal 1925, cui seguirà il progetto per il Piano Regolatore Esterno.
1933 Esce il suo libro su Le Fortificazioni del Monte Titano.
1936 Lascia Reggio Calabria per stabilirsi definitivamente a San Marino.
1953 Assume la direzione della Biblioteca Governativa di San Marino.
1963 Esce il suo libro "Il territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli".
1964 E’ inaugurata la sede della Cassa di Risparmio da lui progettata nel 1939, completata nel 1963.
1964 Il 22 marzo muore nella sua casa a San Marino.


Gino Zani fu fra i pionieri che adottarono le moderne tecniche costruttive del cemento armato e dell’acciaio: "Grosso era il suo bagaglio di nozioni sul cemento armato, scienza che muoveva allora i primi passi e che lui aveva approfondito nello studio del prof. Muggia, titolare della cattedra di scienza dell costruzioni presso il Politecnico di Bologna, dove egli stesso era assistente di statica grafica e dove aveva cominciato progettare ponti in c. a. ." (S. Liconti 1986)
Ma Zani è anche figlio di quella cultura che, a cavallo fra Ottocento e Novecento, propagò le nuove idee sociali cui anche il fare architettonico si doveva ispirare. Tutto ciò lo si coglie, sin dai primi edifici che egli realizzò, dopo il rovinoso terremoto del 1908, a Reggio Calabria ed in quelli destinati alla comunità sammarinese, come ad esempio il Palazzo Bertoldi, la scuola primaria di Serravalle progettata nel 1911:
"Per la dignità d'insegnamento è necessario che la scuola sia comoda, ampia e bella, in modo da attirare volenterosi i fanciulli che purtroppo ora sono abituati a considerare le aule scolastiche come prigioni. Non è necessario ricordare che sui banchi della scuola si formano le coscienze ed i caratteri dei futuri cittadini, e che quindi la scuola deve essere il più importante edificio del villaggio. I fanciulli della Repubblica sono purtroppo costretti ad abitare per la maggior parte case indecenti; facciamo almeno in modo che la scuola sia comoda ed igienica. [...] si eviti di fare economia proprio sugli edificio scolastici [...] non bisogna dimenticare che la nostra Repubblica pur avendo un glorioso passato, ha una percentuale di analfabeti veramente sconfortante!
" (G. Zani 1911)

A Reggio Calabria e a Messina si possono ancora ammirare le architetture di Gino Zani, fra le quali: Il Palazzo della Prefettura, un simbolo della Città che gareggia con opere dei più illustri e conosciuti architetti del secolo XX; il Palazzo Trapani – Lombardo; Il Palazzo Spinelli; il Palazzo del Genio Civile; lo stesso lungomare di Reggio, fra i più belli d’Italia come ebbe a dire Gabriele D’Annunzio, è in gran parte opera dell’ingegno dell’architetto sammarinese.

A San Marino Zani è chiamato dal Governo Gozi che gli affida la rifabbrica della Città. Quasi tutte le più importanti opere realizzate fra il 1925 e il 1943 portano la sua firma.

Del Piano Regolatore Interno fanno parte l’Ara dei Volontari con il Museo del Risorgimento, l’Ufficio del lavoro e il rinnovato Belvedere del Cantone; la Cassa di Risparmio; il Viale Donna Felicissima con l’ampliamento dell’Ospedale (oggi Scuola Secondaria Superiore); la ricostruzione del Teatro Titano e la realizzazione della Piazza del Giuramento con il Portico e la Cappella dedicata a Sant’Agata; il restauro delle Torri, della Porta San Francesco e così via.

Del Piano Regolatore Esterno fanno parte il Viale Lungomonte (oggi Onofri); il Cantone di San Leo; l’ l’I.P.O.I.S. (oggi Ambasciata d’Italia); la Casa Zani.
Lungo il Viale, Zani aveva, altresì, pensato di costruire le nuove Scuole di San Marino e il Mercato Coperto.

Il Piano Regolatore Esterno (1925-36) segna una tappa fondamentale nella storia urbanistica della Città di San Marino. Si tratta della prima organica espansione al di fuori delle antiche mura urbiche. Sorgono lungo il nuovo Viale, case e palazzi, particolarmente curati nelle facciate, dove le decorazioni, le rifiniture e gli elementi costruttivi richiamano i gusti dell’architettura raffinata e borghese dei primi del novecento:
"Mostra una forte volontà di controllo formale, anche se tradotta secondo modelli e repertori diversi da quelli medievaleggianti che hanno condizionato la trasformazione del centro. La cornice ricorda un po’ l’atmosfera dei centri termali fin de siècle".
(G. Zucconi 1992)

Zani non si limitò a realizzare opere d’architettura, i suoi interessi furono molteplici anche nello studio e nella ricostruzione della vicenda urbana di San Marino. Scrisse testi fondamentali per la conoscenza del nostro Paese, quali Le fortificazioni del Monte Titano, ancora oggi oggetto di consultazione per approfondire la genesi e la natura del Monumento principe della Città storica. Scrisse Il territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli, testo insostituibile per chi desidera conoscere le origini e lo sviluppo del territorio della Repubblica. Fra le più appassionate ricerche è sicuramente quella dedicata alla Chiesa Vecchia di San Marino, l’antica Pieve, delittuosamente demolita agli inizi del XIX secolo.

Zani, dal dopoguerra, fu direttore della Biblioteca e Museo in quello stesso Palazzo Valloni di cui riprese il restauro dopo il crollo di un’ala causato da una bomba alleata nel giugno del 1944; in quello stesso Palazzo Valloni che vedrà, nell’ambito delle celebrazioni del cinquantenario, l’allestimento dello Studiolo dell’Ingegnere con i suoi arredi, dove troverà posto, per volontà della famiglia, il fondo archivistico dell’Ingegnere, che l’ “Istituto Ingegnere Gino Zani” donerà al Paese.

Bibliografia essenziale:

M. Lo Curzio (a cura di), "L’architettura di Gino Zani per la ricostruzione di Reggio Calabria", Roma 1986

G. Zuconi, Gino Zani. "La rifabbrica di San Marino 1925 – 1943", Venezia 1992

F. Balsimelli, "In memoria di Gino Zani", San Marino 1964