DIGITIZED IN EUROPE. Le condizioni della Digitalizzazione del Settore delle Costruzioni

In Italia, così come in Spagna, inizia a registrarsi un forte interesse per il Building Information Modelling presso la base degli operatori professionali e imprenditoriali.
Nel Nostro Paese, inoltre, cominciano ad apparire casi significativi di Committenze Pubbliche e Private che menzionano il Building Information Modelling, rischiando, tuttavia, di offrirne una interpretazione assai strumentale, in quanto il Modello non appare sempre essere intrinseco a una concezione gestionale e progettuale autenticamente ispirata all'Information Management & Modelling.
In altri termini, si cerca di trasferire parzialmente o successivamente le logiche e i contenuti di un Processo Progettuale, Informativo e Gestionale affatto incommensurabile, in termini consueti, riportandone, in realtà, principalmente le incoerenze e le contraddizioni, in virtù di una lettura strumentale del metodo.
È un fenomeno forse inevitabile, specialmente in assenza di un indirizzo superiore, ma che comporterà elevati inconvenienti per coloro che lo promuovono e indurrà una certa perplessità in coloro che lo subiscono.
Del resto, è altamente significativo che chi predilige il piano strumentale si preoccupi più di Authoring che non di Programming né di Checking, che abbia una concezione ingenua del 4D e del 5D, come se l'nD Modelling agisse per sommatoria.
È, soprattutto ironico il fatto che non solo i principali Competitor - Autodesk, Bentley, Dassault, Nemetscheck, Trimble, ma pure Google, Microsoft, SAP, Siemens - sul proscenio internazionale giustamente guardino a una offerta Web-Based e Clouded (con tutte le incognite per Disponibilità e Sicurezza, inerente all'intero Sistema Gestionale, aggregando IM, PLM, AR, Additive Manufacturing, Ambient Intelligence) e, soprattutto, guardando alla Gamification, poiché il Futuro si gioca tutto sulla Simulation of the Users' Behaviours, mentre gli Operatori neofiti si attardano sulla licenza individuale.
E lo è altrettanto il fatto che, per riferirsi alla terminologia adottata da uno dei maggiori Editori, per dirla con i Francesi, non ci si concentri su Library e Workset, quando l'Avvenire perterrà a Smart Library, basate su combinatorie e relazionalità.
Il che spiega perché HS2 o SNCF si preoccupino, per le Stazioni dell'Alta Velocità del percorso del viaggiatore dall'ingresso in stazione al raggiungimento del posto a sedere, nel senso che un Servitized Asset è veicolo di Emozionalità o di Sensorialità e che una stazione e un convoglio debbano essere concepiti nella stessa ottica.
I Process varranno sempre molto di più degli Outcome e, di conseguenza, Data Analytics e Business Intelligence saranno prioritarie.
Del resto, se si guarda a Flux Metro o al progetto per il CERN di Arup, si può comprendere appieno la distanza siderale che intercorre tra un Progetto Bimizzato (ahimé, infelice neologismo) in cui si cerca, senza costitutivamente potervi riuscirci appieno, di riprodurre logiche e sequenze decisionali deterministiche, di approfondimento faticoso di una unica opzione iniziale, e un Progetto, per così dire probabilistico, in cui, non solo più Alternative sono computazionalmente tenute a lungo in vita, ma ove la stessa configurazione finale appare solo iniziale, alla luce della Operazionalità dinamica ed evolutiva del Bene nel Ciclo di Vita.
In fondo, si potrebbe affermare che, coi presupposti tradizionali, il BIM introduca più irrigidimenti del CAD e che la coerenza olistica a cui aspira sia contraddetta dal fatto che esso, in luogo di una risoluzione meccanicistica di un tema, non a caso, novecentesco, proponga una incognita stocastica contemporanea.
Al fondo, i termostati di Nest e di Qivivo ci indicano una transizione dall'Adaptive al Proactive, dalla Smart Geometry delle Archistar allo Human Behaviour di una Data-Machine Readability and Computability che, paradossalmente, come se si trattasse di un ossimoro, ci porti a un Umanesimo Pre-Rinascimentale da Master Builder.
Ed è curioso che tutto ciò si dibatta in Autodesk e in HOK, a Yale e ad Harvard, anziché in Europa.
Da ciò si possono intuire le possibili analogie con altri Paesi Estraeuropei in cui vige spesso probabilmente una sorta di BIM-Unawareness che ingenerosamente molti definiscono, peraltro, BIM-Washing.
È chiaro ormai, a livello internazionale, che alcuni Paesi stanno maturando un vantaggio competitivo grazie alla graduale maturazione di alcuni Intelligent Client, specie nei Paesi Nordici e Scandinavi, in Olanda e nel Regno Unito: ma anche, a seguire, in Francia e in Germania.
Tra questi meritano di essere ricordate alcune Strutture di Committenza Temporanee, come Crossrail, High Speed 2 e Femern o stabili come Ministry of Justice, Transport for London, Statsbygg, Helse Sør Øst.
Presso di esse si gioca, in ultima analisi, la credibilità della Digitalizzazione nel Settore.
Per capire che cosa possa essere davvero una Committenza del XXI Secolo occorre, infatti, analizzare le riflessioni di Will Hackney, Andrew McNaughton, Terry Stocks, Malcolm Taylor.
La diffusione, nei principali Paesi Europei, della Digitalizzazione come premessa a una Politica ovvero a una Strategia Industriale di Riconfigurazione del Settore delle Costruzioni in Settore dell'Ambiente Costruito pone in evidenza alcune questioni di fondo non trascurabili.
L'obiettivo di fondo dei Governi consiste, in definitiva, nel ridurre la Spesa Pubblica e nell'aumentare l'Efficienza del Settore sia in termini di Produttività sia in termini di Attrattività per i capitali di rischio e di debito, privati, ma anche pubblici (erogabili dalle Istituzioni Finanziarie Sovranazionali e Internazionali nonché dalla stessa Unione Europea).
Accanto a questo fondamentale dividendo politico ve ne è, tuttavia, anche un altro, che riguarda il Cambiamento Demografico, vale a dire, la necessità di soddisfare una crescente massa di cittadini elettori che invecchiano in maniera singolare e che si attendono da Connected and Connecting Buildings and Infrastructures risposte alle proprie esigenze.
Questi sono, perciò, gli immaginari e le convenienze delle nuove classi politiche e dirigenti in Europa e da esse non si può prescindere, sapendo che l'Italia non pare aver ben compreso che, al di là dei sentimenti di scetticismo comunitario di molti elettorati e delle loro richieste immediate che determinano tendenze anti comunitarie, vi è una richiesta di Futuro che, purtroppo, non ci appartiene, e che induce i Governi a traguardare il medio e il lungo periodo.
Detto questo, occorre domandarsi se abbia senso riflettere sulla Digitalizzazione a prescindere dal fatto che la metodologia in oggetto è, in realtà, il portato di una convergenza inedita tra tecnologie computazionali di dati e di informazioni, formule contrattuali rivolte al ciclo di vita e dispositivi finanziari che ottimizzano la distribuzione dei rischi.
Una risposta positiva a questo interrogativo porterebbe a separare il tema in due ambiti distinti:
1) il Secolo Lungo della Questione Manifatturiera nelle Costruzioni;
2) il Secolo Breve della Cultura Ultra Industriale nella General Construction e nella Civil Engineering.
Nel primo caso, quello relativo agli appalti pubblici e privati di lavori di sola esecuzione, o di parziale progettazione e di esecuzione ovvero degli appalti pubblici e privati di servizi di sola gestione, ricadiamo pienamente in un ambito fortemente radicato e storicizzato, in cui, però, sussistono alcuni formidabili ostacoli, insiti specie nell'impreparazione dei Committenti a governare Processi Complessi regolati da Big Data investenti Catene di Fornitura, nella riluttanza degli Operatori (Progettisti, in primo luogo) ad accettare condizioni di Collaborazione e di Integrazione (vale a dire di Contendibilità e di Autonomia dei Processi Decisionali e Ideativi), nella frammentazione e nella polverizzazione dell'Offerta, nella marginalità dell'Utenza.
In realtà qui ci si trova in presenza di un tentativo di ottimizzazione di un sistema palesemente in contraddizione con le istanze che si vorrebbero perseguire.
Per molti Strategist si tratta di un processo, differenziato da Paese a Paese, di crescita culturale incrementale e graduale, in cui una particolare attenzione è riposta sulla opportunità di tranquillizzare mondi committenti, professionali e imprenditoriali renitenti e inerziali in merito alla portata eversiva della Trasformazione, della Riconfigurazione: verso il Livello 2 nel modello lineare di Bew e di Richards, ma anche verso alcuni stadi nel modello matriciale di Kassem e di Succar.
In effetti, in questo ambito, qualsiasi ritardo nell'adozione del Level 2 al 2016 nel Regno Unito, va considerato come una anticipazione, all'interno di un processo di acculturamento capillare al 2025, poiché l'eccellente lavoro dello UK BIM Task Group, nelle premesse assoggettabile a Falsificazione e a Revisione, andrà a creare incrementalmente un Ecosistema Digitale da riproporre come esemplare sui Mercati Internazionali.
Poiché, però, si rimane all'interno della secolare questione del confronto e della analogia con altre realtà industriali, vale sempre il dubbio inerente ai Gloriosi Trenta (1948-1973), che Jean-Louis Cohen ha riassunto nella dicotomia tra Modernità e Modernizzazione, nella dialettica tra Minaccia e Aspirazione.
Nei fatti, comunque, gli stessi profili professionali legati al BIM (BIM Manager, BIM Co-ordinator, BIM Operator, e così via) dovrebbero complementarmente diluirsi nelle prassi disciplinari, come auspica, ad esempio, Arup ovvero tradursi in pratiche di Visual Project (Design, Construction, Facility) Management, come tenta di fare, tra gli altri, Hochtief.
Altra sfera, al contrario, è quella investita dall'accettazione di una cesura epistemologica dovuta a un vero e proprio cambio di paradigma.
Si tratta qui di conferire al Settore una Dignità e una Cultura Industriale, non già nel senso banale di sistematizzare la Specificità (in luogo dell'antica Serialità), ma di coniugare Rischio e Conoscenza nel contesto dell'Internet of Things and Services che connota la Quarta Rivoluzione Industriale.
Si tratta di pensare all'inverso, nel senso che, a partire dall'Operazionaltà attesa dal Bene Immobiliare o Infrastrutturale, il Committente/Proprietario/Sviluppatore/Gestore compie un percorso a ritroso sino all'Asset Information Model e al Brief, sollecitando il coinvolgimento precoce di Costruttori, di Produttori e di Gestori accanto ai Progettisti al fine di anticipare o di differire le scelte progettuali calibrate sui singoli Spazi o sui singoli Oggetti.
Il traguardo di questa prospettiva è senza alcun dubbio l'Operazionalità nel tempo del Manufatto, il che richiama la necessità di costituire sin dall'inizio una Catena di Fornitura interamente digitalizzata con cui l'Originatore intrattenga rapporti contrattuali durevoli e relazionali, se non, addirittura, la coordini.
Questa impostazione è, dunque, destinata gradualmente a sconvolgere l'Identità del Prodotto, i Ruoli e le Responsabilità degli Operatori e a far divenire un Manufatto considerato come tangibile in modo deterministico un dispositivo capace di erogare servizi personalizzati ed evolutivi in maniera probabilistica. Dalle Prestazioni si giungerà così ai Comportamenti.
E' evidente che qualunque altra interpretazione della Digitalizzazione apparirà riduzionista, poiché verterà essenzialmente sull'ottimizzazione parziale di Processi Tradizionali, ricadendo interamente nella vicenda del Secolo Lungo dell'Industrializzazione in Edilizia (e non solo).
Si tratta di ricadere nel Level 3 and Beyond, ovvero nei Livelli Avanzati delle Metriche sulla Maturazione Digitale del Settore, che non sembra possano, tuttavia, per ora, minimamente riguardare il Nostro Paese.
Possono, allora, coesistere due piani argomentativi e operativi così diversi nei presupposti e nella natura, tenuto conto che BIM è un acronimo che rivela un tratto assolutamente parziale della vastità della questione e che, comunque, è destinato a scomparire sul medio periodo?
Questa è la sfida, tra Innovazione Incrementale e Innovazione Radicale, tra Diffusione di Approcci Omologanti e loro Traduzione in Modalità Locali (negli Home State, tra Land e Kommune, tra l'Etat e il Territoire, ma pure tra gli Office e le Business Unit di una Corporation) che Governi e Global Player stanno intraprendendo.
È certamente una sfida molto rischiosa, persino temeraria, poiché si fonda su una contraddizione, ma l'incongruenza e il conflitto stanno alla base dei passaggi evolutivi.
Certo è che la precondizione consiste nell'acculturamento delle nuove generazioni e nella riqualificazione di quelle attualmente attive, che implica un profondo processo di revisione degli immaginari che presiedono ai Corsi di Laurea e di Dottorato, oltre che all'Aggiornamento Professionale Obbligatorio.
Il Sistema di Istruzione Superiore e di Ricerca dovrebbe, di conseguenza, raccogliere attorno a se medesimo le pur esistenti, al di fuori di esso, competenze operative sulle tematiche digitali e inquadrarle in un disegno prospettico di un Sistema delle Costruzioni nell'Era della Economia Digitale.
Ma il timore è che, invece, si limiti a organizzare, più o meno debolmente, una crescente (e probabilmente esponenziale) domanda formativa di breve respiro.