A che punto siamo col BIM in Italia?

Per fare il punto sull’evoluzione di questo importante strumento di progettazione integrata, Harpaceas in collaborazione con il Dipartimento ABC del Politecnico di Milano ha organizzato un appuntamento dove si confronteranno i maggiori esperti del Building Information Modeling, e si presenteranno numerosi casi applicativi.

Per conoscere qualche anticipazione sull’evento, INGENIO ha Intervistato l’ing. Luca Ferrari, Direttore Generale Harpaceas.
 
 
Il prossimo 3 marzo si terrà la seconda edizione del BIM Summit. Quali argomenti affronterà e quali novità offrirà questo importante appuntamento dedicato al mondo del Building Information Modeling?
Questa seconda edizione del BIM Summit, con circa 400 iscritti si sta configurando come l'appuntamento di riferimento per tutti gli operatori della Filiera delle Costruzioni per conoscere lo stato dell'arte della metodologia BIM (Building Information Modeling), presentando esempi di utilizzo sia in campo nazionale sia internazionale, senza tralasciare futuri orizzonti di applicazione.
Durante il convegno saranno presentati i contributi di relatori, tra i quali Stefano Della Torre rappresentante del Politecnico di Milano, Pietro Baratono Provveditore alle Opere Pubbliche di Lombardia ed Emilia Romagna e di rappresentanti di alcune tra le più importanti realtà italiane del mondo delle costruzioni, tra le quali: Mikael Pennestri del Gruppo Salini Impregilo, Luca Bezzi di Politecnica, Franco Daniele di Tecnostrutture, Ennio Picco di Cimolai e  Teresa Carini di Starching.
Quest'anno avremo anche come ospite del convegno Patrick McGoin di Vianova Systems il quale offrirà il suo contributo sull’impiego del BIM nel settore delle infrastrutture, ed un aggiornamento sulla metodologia nei paesi scandinavi, dove il BIM si è ormai affermato come realtà sia nel settore privato sia in quello pubblico. Per quanto riguarda le novità di questa edizione vorrei citare, solo ad esempio, la presenza di un intervento sull'utilizzo del BIM nella progettazione della Sicurezza per i cantieri, intervento quest’ultimo curato dal Prof. Lorenzo Trani, sicuramente tra i maggior esperti in Italia in materia di sicurezza. Un'altra importante novità sarà il contributo del Prof. Roberto Cigolini sul tema del BIM per il Facility Management, anche questa una nuova prospettiva da scoprire nell'impiego di questa innovativa metodologia.

Nel programma dell’evento è prevista la presenza di importanti relatori provenienti da numerosi ambiti a dimostrazione dell’interesse crescente per il BIM. Qual è secondo lei l’ambito in cui, oggi in Italia, trova maggiore diffusione l’utilizzo del BIM? E quale invece dove occorre far capire di più i vantaggi che esso può offrire?
In Italia si è iniziato a parlare di BIM da alcuni anni ma solo dal 2013 il BIM ha iniziato a diffondersi tra gli operatori. Ad oggi sono le maggiori imprese di costruzione e le principali società di ingegneria e di progettazione architettonica del nostro paese ad aver adottato in misura diversa il BIM ed i relatori presenti al BIM Summit fanno parte di questo gruppo di pionieri, avendone colto immediatamente i vantaggi operativi ed economici. Esiste però un altro lato della medaglia cioè la grande maggioranza dei piccoli studi, tipici del nostro paese che a causa della difficile congiuntura economica degli ultimi anni non hanno investito per il cambio di marcia verso il BIM. Inoltre la committenza, sia pubblica sia privata, categoria che in altri paesi funge da traino per l'adozione del BIM, in Italia è ancora al palo nonostante i maggior vantaggi generati dal BIM ricadano proprio sulla categoria suddetta. Il nostro paese infatti è tra gli ultimi della classe in Europa.

Harpaceas è un’azienda che ha puntato da tempo sul BIM. Dalla vostra esperienza quali sono le maggiori difficoltà nella diffusione di questo moderno approccio alla progettazione integrata?
È vero, confermo che Harpaceas ha investito molto nella diffusione e nella proposta del BIM al mercato delle costruzioni. Da un lato abbiamo ampliato la nostra offerta con un portfolio di prodotti BIM per tutta la filiera, dal design alla costruzione, al cantiere fino al Facility Management, dall’altro abbiamo creato una partnership con la società di consulenza organizzativa operante nel settore delle costruzioni in2it, per offrire in modo completo la nostra competenza per l'adozione della metodologia BIM, iniziando proprio dal re-engineering dei processi fino alla scelta e l’implementazione delle tecnologie informatiche più adatte per le esigenze del cliente.
Proprio da questa intensa attività abbiamo rilevato due principali ragioni che spiegano la difficoltà di diffusione del BIM in Italia: la prima è la mancanza di regolamentazione pubblica in materia di appalti BIM. Solo per farle un esempio, Harpaceas ha fornito il supporto all'unico caso di sperimentazione BIM nella Pubblica Amministrazione Centrale, parlo della sperimentazione condotta dal Provveditorato alle OO.PP. di Lombardia ed Emilia Romagna. Questo scenario ha consentito a studi di progettazione e soprattutto ad imprese di costruzione, di trascurare questo aggiornamento, mantenendo l'utilizzo di metodologie consolidate ma obsolete.
 
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