L’importanza del costruire sicuro - SAIE 2013

Al SAIE si darà grande importanza al tema del COSTRUIRE SICURO, è questa una delle priorità che ho fissato con la mia direzione scientifica della manifestazione.

Una recente ricerca Ance-Cresme sullo stato del territorio italiano evidenzia che il 44% della superficie nazionale è ad elevato rischio sismico ed in essa risiede il 36% della popolazione. L’Italia è quindi un Paese che ha tremato, che trema e continuerà a tremare: basti pensare che i terremoti con Magnitudo maggiore di 6.5, dal 1400 a oggi nel nostro Paese sono stati 39.
Peraltro il 10% del territorio italiano è soggetto ad un elevato rischio idrogeologico. Le frane in Italia sono oltre 486.000 e coinvolgono un’area di circa 20.7 00 km2 pari al 6,9 % del territorio nazionale (Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia - Progetto IFFI) e i comuni italiani interessati da frane sono 5.708, pari al 70,5% del totale.
Tutto ciò si traduce in un importante costo umano ed economico: un recente rapporto di ricerca della Geneva Association significativamente intitolato: Eventi estremi e assicurazioni: 2011 annus horribilis ha illustrato che il costo complessivo a livello mondiale possa essere stimato in un importo calcolato tra i 350 ed i 380 miliardi di dollari e di cui il settore assicurativo e riassicurativo privato si è fatto carico di danni per cifre che oscillano tra 105 ed i 110 miliardi di dollari.
Per restare nel nostro territorio, il Dipartimento della Protezione Civile ha stimato i danni provocati dal terremoto nell’Emilia del 2012 in 13,2 miliardi di euro e 700 milioni per spese di gestione dell’emergenza. Per l’Aquila nel 2009 si erano stimati 11 miliardi, per l’Umbria e Marche nel 1997 oltre10 miliardi e, per l’Irpinia nel 1980 oltre 50 miliardi.
In sostanza il costo della mancata prevenzione misurata dal costo dei danni provocati da terremoti, frane a alluvioni, dal 1944 al 2012, è stimata in 242,5 miliardi di euro, ovvero 3,5 miliardi l'anno.
Spesso si afferma che non ci sono le risorse per intervenire: i dati economici sopra riportati ci evidenziano che ciò non sia vero. Di certo è necessaria una pianificazione degli interventi, frutto di serie ed approfondite indagini di vulnerabilità che evidenzino le priorità di intervento nei prossimi anni. E la ricerca e l’innovazione tecnologica consentono oggi di avere queste risposte e di intervenire anche in situazioni che sembravano irrisolvibili. Su questi temi la ricerca scientifica e applicata che si svolge in Italia è all’avanguardia nel mondo, e da molti anni ormai le Università ed i centri di ricerca in Italia sono in grado di dare queste risposte alla collettività ma anche il necessario supporto scientifico e per il trasferimento tecnologico alle aziende che investono in innovazione.
Il SAIE rappresenterà quindi il luogo di approfondimento culturale e tecnico, istituzionale e non, per i committenti, per i professionisti e per l’imprese, per poter individuare e approfondire soluzioni reali e concrete.
Per riuscire in questo risultato stiamo predisponendo un programma che affianchi l’area espositiva con mostre, eventi divulgati e anche alcuni formativi, spazi di confronto, proseguendo con quanto già realizzato in forma sperimentale nel 2012.