L’acciaio per la riqualificazione energetica degli edifici

Edificio “DON STURZO 35” - Milano

Lo studio di architettura Goring & Straja si è occupato dell'intervento di riqualificazione di un immobile degli anni '70, nel centro del quartiere Porta Nuova di Milano. Si tratta di una zona nevralgica della città, vicino alla stazione Garibaldi ed attualmente oggetto di una profonda trasformazione urbana. La sfida progettuale affrontata con successo ha saputo cogliere i cambiamenti in atto, armonizzando l'edificio con il contesto senza tralasciare l'attenzione per la sostenibilità ambientale e la gestione energetica nel lungo periodo. L'edificio presenta dieci livelli fuori terra e ben quattro interrati, oltre a un piano ammezzato. La superficie totale ammonta a circa 13.000 mq e, rispetto ai volumi iniziali, è stato aggiunto un nuovo livello e rimodulato l'involucro per mezzo di una nuova facciata vetrata. In sommità è anche presente una torre circolare vetrata, che esalta ulteriormente l'identità del palazzo.

Per adeguare la struttura portante alla nuova volumetria ed alle nuove esigenze architettoniche e funzionali, è stato effettuato un rinforzo del sistema di fondazione. Per limitare il più possibile i carichi agenti, inoltre, gli incrementi volumetrici sono stati realizzati mediante un sistema strutturale in acciaio, in grado di garantire maggiore leggerezza e rapidità di montaggio rispetto alle alternative tradizionali.
I nuovi telai in acciaio sono stati adattati agli elementi portanti esistenti, in modo da ottimizzare i carichi trasferiti ai livelli inferiori.
Per i pilastri sono stati impiegati profili HEB240, mentre per le travi principali HEB300 e HEB260 a seconda delle luci in gioco; le travi secondarie, ove presenti, sono realizzate in profili IPE220.
I nodi trave-colonna e trave-trave sono tutti ottenuti mediante bullonatura.
I solai, infine, vedono l'applicazione di una lamiera grecata in acciaio con getto collaborante di completamento.

L'involucro dell'edificio è principalmente di due tipologie: rivestimento a cappotto e infissi a taglio termico per il fronte interno della costruzione, facciata continua con vetri ad alte prestazioni per il fronte nord. Il rivestimento a cappotto è stato eseguito mediante l'applicazione di pannelli rigidi in polistirene espanso estruso, di spessore pari a 12 cm, con finitura ad intonaco. Anche gli impianti elettrico, meccanico e idrosanitario sono stati ripensati in funzione della massima efficienza energetica.
Nelle sale riunioni sono inoltre installati sensori di CO2 che consentono di regolare l'immissione di aria primaria in ambiente in funzione del grado di affollamento, in modo da ridurre i consumi quando le sale non vengono utilizzate, analogamente, il sistema di illuminazione a LED è dotato di sensori di luminosità e di presenza, in modo da regolarne accensione e intensità in base alle variabili condizioni ambientali.
La totalità degli interventi sull’involucro edilizio e sull’impianto di climatizzazione ha permesso di raggiungere la classe energetica B, con un valore di Eph pari a 10,49 kWh/mc anno.
Parallelamente, è stata ottenuta una certificazione LEED Gold. Tale risultato è da considerarsi ancor più significativo, se si considera che si è trattato della riqualificazione di un immobile esistente e non di un intervento di nuova edificazione.

Edificio “DON STURZO 35”, Milano

Committente: Generali Properties spa
Progetto architettonico e direzione artistica: GaS Studio
Progetto strutturale, impiantistico e dl: General Planning
Impresa: Minotti srl (opere edili), Giuliani soc. coop. (facciate)
Costruttore metallico: ditta Lietti Srl

Geox Breathing Building

Lo studio di architettura Dante O. Benini & Partners è stato incaricato di progettare la riqualificazione dell'edificio Geox, situato a Milano, in via Torino. L'intervento, in realtà, mira a valorizzare non solo l'oggetto dell'intervento, ma l'intera via, dando vita a un nuovo modo di intendere il rapporto tra l'esistente e gli interventi di restyling architettonico.
Il palazzo storico, all'interno del quale si trova il Geox shop, ha visto demolito l'involucro architettonico esistente per far posto a un nuovo, innovativo, sistema di facciata.

Struttura portante e sostenibilità ambientale

L'intervento di riqualificazione non ha compromesso la struttura portante originaria, che è stata invece mantenuta e consolidata. Su di essa è stata ancorata una intelaiatura in carpenteria metallica avente funzione di supporto per gli infissi e le rimanenti chiusure verticali opache.
Date le difficoltà connesse con una zona come quella di via Torino, con la presenza di fermate per i tram e con ridottissimi spazi per deposito e movimentazione dei materiali, si è dovuta cercare una soluzione ad hoc per poter effettuare il montaggio del sistema a doppia pelle.
Il sistema di supporto in acciaio è stato montato dall'alto verso il basso dell'edificio, man mano che il ponteggio esterno di facciata veniva smontato. La struttura portante, infatti, è stata progettata in modo da contenere un sistema di collegamenti e camminamenti che consentisse il successivo montaggio della seconda pelle.
Quest'ultima è costituita da una schermatura in pannelli di lamiera d'acciaio microforata, che di fatto costituisce il cuore dell'intero progetto di riqualificazione. Gli elementi sono stati preassemblati in moduli che consentissero il loro montaggio per strisce verticali, facendoli scorrere sul sistema portante in acciaio.
Il materiale scelto per i 742 pannelli è stato l'acciaio inox AISI 304 da 2 mm di spessore, punzonato e pressopiegato per poter ottenere gli effetti di trasparenza richiesti dal progetto. Gli stessi dovevano garantire una resa cromatica non uniforme e stabile nel tempo, presentando una colorazione in oro, bronzo e rame, in modo da richiamare i colori di un albero in autunno.
La particolarità del sistema di pannelli è costituita dal fatto che essi sono apribili a vasistas in maniera indipendente l'uno dall'altro. L'ingegnerizzazione del progetto ha inoltre consentito di aprire e chiudere tutti i 742 pannelli con un sistema di 82 attuatori controllati elettronicamente.
In questo modo si è riusciti a creare un vero e proprio involucro “che respira”, con l'obiettivo principale di regolare gli scambi termici dell'edificio con l'ambiente esterno. La schermatura metallica, infatti, consente di proteggere gli spazi interni dal caldo e freddo eccessivi, creando un'intercapedine di ventilazione naturale tra la doppia pelle e i locali interni dell'edificio. L'intensità dell'effetto camino, che permette di controllare gli scambi termici, è regolata per mezzo dell'apertura e chiusura indipendente di tutti i pannelli che costituiscono l'involucro intelligente.

Le chiusure verticali opache dell'edificio sono state inoltre rivestite con lastre in legno-cemento insieme ad uno strato di coibentazione in lana minerale. L'intonaco è di tipo fotocatalitico a base di biossido di titanio, la cui caratteristica è quella di trasformare gli agenti inquinanti in sali non nocivi, mantenendo inalterato il suo colore per più tempo e riducendo così gli interventi di manutenzione.

In seguito all'intervento di riqualificazione, le emissioni di CO2 sono così diminuite di circa 35,5 tonnellate l'anno, corrispondente a una riduzione del 75%. L'involucro edilizio, inoltre, grazie alle sue caratteristiche di smontabilità, riciclabilità e manutenibilità, è stato collocato in classe energetica A.

Geox Breathing Building, Milano

Committente: Viris
Progettista Architettonico: Dante O. Benini & Partners Architects
Progettista Strutturale: Diego Menardi, Giuseppe Borsello
Impresa: Sercos
Fotografie: studio Dante O. Benini & Partners Architects