Non c’è nulla di più smart del “prendersi cura”, cominciando dall’efficienza energetica

Combattere l’inerzia, la disinformazione, il disinteresse per ciò e per chi ci sta intorno.


L’art. 4, comma 2 della Costituzione recita: “ogni cittadino ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la propria scelta un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. L’articolo è ripreso nel Codice Deontologico degli Ingegneri Italiani e ne costituisce il fondamento. “Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la vera felicità!” diceva Aristotele. E chi è l’ingegnere, se non un soggetto che consapevolmente sceglie di utilizzare le proprie conoscenze e la propria etica per cercare di migliorare l’ambiente e la società? Che sceglie di continuo di “prendersi cura” della società, rivendicando il proprio ruolo di innovatore, spesso non compreso?
 
Uno dei settori che possono veramente creare crescita e occupazione e in cui gli ingegneri possono avere un ruolo importante è quello dell’energia. Non a caso, il CNI ha organizzato una Prima Giornata Nazionale dell’Energia a giugno 2015, con l’intento di fare dialogare tra loro istituzioni e professionisti, creando una rete collaborativa e proattiva. Abbiamo raccolto molti contributi in merito, di cui trovate una sintesi scritta ed il video. L’evoluzione normativa accompagna il dialogo costruttivo sull’efficienza energetica, auspicando la creazione di omogeneità a livello nazionale su tutte le tematiche ad essa connesse.
 
 
Ci sono molte novità nel settore energetico: sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale i decreti attuativi della Legge 90/13, che prevedono appunto una metodologia di calcolo omogenea su tutto il territorio nazionale, un nuovo APE unico per tutte le Regioni, un unico sistema informativo nazionale denominato SIAPE (Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica) ed anche un format di riferimento per gli annunci di vendita o di locazione degli immobili. Le nuove regole partiranno dal 1° ottobre 2015. Le nuove linee guida introducono una scala di classificazione della prestazione energetica degli immobili formata da 10 classi: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G (dalla più efficiente alla meno efficiente). La competenza degli ingegneri potrà fare la differenza per generare APE di qualità. Addirittura la presenza di emoticon (J :-/ L) sugli annunci immobiliari esprimerà approvazione, indifferenza o sdegno verso la classe energetica dell’edificio, per avere immediata riconoscibilità del suo valore, nell’ottica di creare trasparenza e chiarezza anche tra i non “addetti ai lavori”.
 
Le figure degli energy manager e degli auditor energetici (vedi recente pubblicazione della UNI CEI EN 16247) acquisteranno sempre più valore, così come sarà fondamentale la creazione di reti tra professionisti ed enti: sono recenti gli accordi tra CNI e UNI, CNI e GSE, CNI e Anaci, finalizzati alla cooperazione ed alla reciproca informazione.
 
L’efficientamento energetico è una grande opportunità di crescita e di miglioramento della qualità della vita, per i cittadini, per i professionisti, per le imprese e per le istituzioni. “Il problema più grande” dice Lantschtner, Presidente ClimAbita, che abbiamo intervistato, “è la non-consapevolezza italiana di dover cambiare”. Occorre combattere l’inerzia, la disinformazione, il disinteresse per ciò e per chi ci sta intorno. In altre parole, agire. Servono concretezza, sensibilizzazione, ottimizzazione delle conoscenze e delle tecniche in nostro possesso, per metterle ancora una volta a servizio del Paese. Ognuno di noi nel suo piccolo può fare qualcosa.
 
Se uno sogna da solo, è solo un sogno.
Se molti sognano insieme, è l'inizio di una nuova realtà.
       (F. Hundertwasser)
Ma non si tratta solo di sogni. Ci sono segnali di ripresa economica. Secondo l’analisi del Centro Studi CNI “La condizione occupazionale dei laureati in ingegneria – 2014”, tra i 693mila laureati in ingegneria il tasso di disoccupazione è sceso al 4,4%, rispetto ad un 6% dell’anno precedente. Interessante constatare che sono aumentati i lavoratori autonomi (dal 26,6% ad oltre il 28%) e diminuiti gli ingegneri dipendenti (dal 73,4% del 2012 al 71,1% del 2014); in crescita il numero di donne – ingegneri, che rappresentano ormai il 17,5% degli ingegneri italiani e risultano occupate per il 70%. Aumentano anche gli ingegneri occupati nell’industria: circa 191mila contro i 179mila del 2013. Anche per i servizi di ingegneria, il 2014 è un anno migliore del precedente. gli importi posti a base d’asta hanno superato 8,2 miliardi di euro, quasi 2 miliardi in più rispetto al 2013. Ciò è dovuto anche al fatto che gli importi a base di gara, non considerando i costi di esecuzione, sono aumentati del 15,3%, arrivando a toccare quota 446 milioni di euro, contro i 387 del 2013. Nonostante si resti ancora molto lontani dai livelli pre-crisi del 2007-08, i dati inducono a un moderato ottimismo, sebbene la ripresa risulti ancora modesta e poco stabile.” (fonte: analisi annuale sui bandi per i servizi di ingegneria e architettura effettuata dal Centro Studi CNI).
“Il settore delle ristrutturazioni/riqualificazioni ha rappresentato già nel 2014 il 70% dei lavori edili, per un totale di 118 Mld € investiti (22° Rapporto sulle costruzioni del Cresme nov-14). Per il 2015 si prevede una ulteriore crescita del 3,5%. Ciò significa, di conseguenza, anche più lavoro nel settore e l’esigenza che si formino nuove competenze e professionalità” ha affermato Ponti, AD Harley & Dikkinson.
Ma c’è ancora molto da fare. La stragrande maggioranza del patrimonio edilizio nazionale privato e pubblico necessita di riqualificazione, interi quartieri urbani andrebbero “rigenerati”: tutte potenziali fonti di lavoro per gli ingegneri. Occorre far comprendere ai privati come un piccolo investimento possa portare un grande guadagno in termini di comfort nella propria abitazione. Per gli enti pubblici ci sono molti bandi europei per l’efficienza energetica e la sostenibilità.
Tra i siti consultabili:
 
Si va verso gli NZEB, gli edifici a energia zero, verso un’attenta progettazione bioclimatica, verso le smart city. E non c’è nulla di più #smart del “prendersi cura” della Terra, della nostra città e della società in cui viviamo. Cominciando dall’efficienza energetica.