Obbligo invio telematico delle pratiche edilizie per una reale semplificazione burocratica

12/11/2015 2602
Secondo Maurizio Savoncelli, Presidente CNGeGL il rilancio del settore passa necessariamente dalla semplificazione e dalla digitalizzazione di numerose procedure prima “via cartacea”
 
Dopo l’entrata in vigore dallo scorso 14 ottobre della Modulistica Unica per la Super DIA e l’imminente debutto del Regolamento edilizio unico, l’auspicio del Presidente Savoncelli è che il dicastero guidato da Marianna Madia intervenga anche sui processi gestionali: “I benefici generati dalla digitalizzazione delle pratiche edilizie avrebbero ricadute positive su una platea particolarmente estesa quale professionisti, cittadini e pubbliche amministrazioni, nonché potenziali investitori nazionali e internazionali, per i quali la certezza degli adempimenti giuridici e amministrativi è la richiesta più importante”.
 
Per comprende meglio le ragioni per cui solo attraverso una reale semplificazione burocratica declinata in versione digitale sia possibile una concreta ripresa del Paese, si riporta una intervista al Presidente Savoncelli dove emerge un Italia ancora troppo lenta ad un cambiamento ormai non più procastinabile.
 
 
Il CNGeGL chiede l’obbligatorietà dell’invio telematico delle pratiche edilizie su tutto il territorio nazionale: per quale motivo?
La categoria dei geometri, tradizionalmente incline all’uso delle tecnologie, è consapevole che la digitalizzazione delle pratiche edilizie reca con sé benefici di varia natura: la riduzione di costi e tempi burocratici, la flessibilità oraria e logistica, la semplificazione della compilazione garantita dagli applicativi informatici. E, soprattutto, la certezza della correttezza dell’iter: poiché la ricezione avviene solo per pratiche formalmente corrette, il rischio di dover successivamente assolvere a richieste di documentazione integrativa o sostitutiva è residuale. Il valore aggiunto di questi aspetti procedurali è l’univocità della lettura dei documenti presentati: un plus per il professionista, che non è più esposto al rischio di valutazioni discrezionali, e un vantaggio per i cittadini, ai quali è garantita la trasparenza dell’azione pubblica.
 
Qual è il suo giudizio sulla sperimentazione in atto presso alcuni comuni italiani?
Positivo: sono esempi virtuosi che andrebbero incoraggiati. Ciò non toglie, tuttavia, l’evidenza delle criticità insite in una sperimentazione “a macchia di leopardo”, in larga parte avviata da comuni medio-grandi che dispongono di personale e infrastrutture informatiche preclusi ai piccoli, oggi scarsamente attrezzati per gestire l’invio telematico delle pratiche edilizie. Per includerli nel percorso di digitalizzazione, la proposta del CNGeGL è di rendere la procedura obbligatoria, contestualmente all’azione di supporto tecnologico da parte dello Stato.
 
Rendere la procedura telematica obbligatoria per gli 8.100 comuni d’Italia richiede il contributo organizzativo, tecnologico e d’idee di tutti gli attori del processo. Quale sarà quello del CNGeGL?

Abbiamo sensibilizzato gli esperti di Geoweb, la società di servizi telematici per i professionisti partecipata da CNGeGL e SOGEI Spa, a fornire la massima disponibilità ai vertici del Ministero della Semplificazione per contribuire allo sviluppo di soluzioni tecnologiche in grado di favorire l’auspicabile omologazione delle procedure d’invio su tutto il Paese. Uno sforzo correlato all’importanza della posta in gioco, ossia il rilancio del settore immobiliare e con esso dell’economia del Paese: la certezza degli adempimenti giuridici e amministrativi è la prima e la più importante richiesta avanzata dagli investitori.