I DRONI, un’opportunità per molti professionisti

I requisiti per operare con droni di peso inferiore a 25 kg
 
L’uso dei droni (SAPR) sta aprendo nuovi mercati, ma è necessario sapere bene che in materia di volo esistono regole precise. Anche per questi apparecchi l’uso dei droni, ma chiamiamoli d’ora in poi SAPRSistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto”, dopo aver rivoluzionato l’aviazione militare, sta entrando prepotentemente in molte altre attività professionali nelle quali è utile, se non indispensabile, il monitoraggio ambientale dall’alto.
 
Sono due i “driver” di questo sviluppo: il primo è il miglioramento delle prestazioni dei SAPR, con un conseguente abbassamento dei prezzi; il secondo è rappresentato dalla possibilità di dotarsi a prezzi accessibili di sistemi e sensori di monitoraggio, da installare sui SAPR. Il tutto si sta traducendo nella possibilità di fornire servizi, da parte dei professionisti, di controllo e monitoraggio dall’alto a prezzi più bassi rispetto ai sistemi tradizionali di monitoraggio aereo, ma anche di nuove opportunità di mercato.
 
I servizi ad oggi realizzabili sono legati al rilevamento cartografico, al dissesto idrogeologico, agli ambiti agroforestali e al rilevamento ambientale, ma non è escluso che a breve si possano immaginare altre tipologie di intervento.
Non si creda, però, che basti dotarsi di un SAPR, fare qualche prova e si sia pronti. Trattandosi di oggetti volanti, i SAPR sono stati recentemente normati attraverso un dettagliato regolamento tecnico stilato dall’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) che definisce nel dettaglio quali sono le regole necessarie per un utilizzo professionale di questi sistemi, di sicuro interesse per la categoria dei geometri.
La competenza del Regolamento Enac riguarda qualsiasi cosa rientri nella definizione di Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (SAPR) e da cui si rileva la differenza con gli Aeromodelli: i SAPR sono aeromobili come definito dall’art. 743 del Codice della Navigazione, gli Aeromodelli possono invece essere utilizzati per il solo scopo ricreazionale, ludico o sportivo.
Seguendo, quindi, i dettami della normativa europea (Regolamento CE 216/2008) che stabilisce la competenza di ENAC su tutti i SAPR entro il peso di 150 kg al decollo, viene posto innanzitutto l’accento sull’aspetto che l’Autorità ha l’obbligo di normare e garantire in merito alla sicurezza delle operazioni, siano esse di pianificazione, manutenzione ed ovviamente di volo. Esclusi dalla regolamentazione rimangono gli aeromobili di Stato, quelli in cui non vi possa essere l’intervento del pilota (sistemi completamente automatici), quelli che svolgono attività in uno spazio chiuso e, infine, quelli costituiti dai palloni per osservazioni scientifiche o frenati. Oltre a ciò, nella categoria normata dall’ENAC i SAPR sono suddivisi in inferiori o uguali/superiori alla soglia dei 25 kg di massa massima al decollo. Vediamo quali sono i requisiti per la categoria de sistemi sotto i 25 kg, quelli con ogni probabilità di maggiore interesse per i professionisti.

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Articolo tratto da GEOCENTRO n.2/2015