PROGETTARE…dal cartaceo alla nuvola

Come abbiamo avuto modo di vedere in precedenti articoli l’introduzione del BIM nella progettazione ha cambiato strumenti e modalità di lavoro dei progettisti.
Tra le consuetudini operative maggiormente interessate da questa trasformazione troviamo la natura degli elaborati e la loro gestione.
In pochi anni siamo passati dal disegno a mano alla modellazione BIM. Un cambiamento che sicuramente merita di essere analizzato per poter capire ancora meglio le potenzialità del BIM.
In questo articolo focalizzeremo la nostra attenzione proprio a come sia cambiato l’elaborato prodotto, cercando di capire con quali eventuali vantaggi e conseguenze rispetto al ciclo più ampio della progettazione.

C’era una volta…la tavola disegnata a mano



 

Figura 1 - disegni realizzati a mano su supporto cartaceo o similare

Gli elaborati progettuali venivano realizzati a mano (Figura 1), senza ausilio di particolari strumentazioni. In cantiere venivano studiati i particolari costruttivi direttamente a contatto con le maestranze dell’epoca.
È una pratica che si è reiterata praticamente senza particolari cambiamenti per diversi secoli. Gli elaborati rappresentavano in modo più o meno schematico l’oggetto della progettazione, mentre il dettaglio costruttivo ed il relativo montaggio venivano definiti direttamente in cantiere con le maestranze. In alcuni casi particolari venivano realizzati dei modelli in scala per illustrare al committente dell’opera le caratteristiche principali.
In tempi più moderni i progettisti hanno cominciato ad utilizzare strumenti di ausilio quali le righe parallele, le squadre e poi i tecnigrafi. L’elaborato era ancora sotto forma di disegno su carta o su lucido. Attraverso rappresentazioni sempre più dettagliate e tecniche, i progettisti erano in grado di comunicare a committenti ed imprese le proprie elaborazioni.
La modellizzazione in scala degli edifici così come dei particolari si è sviluppata fino a raggiungere una qualità decisamente notevole.



L’epoca del CAD
Dopo i primi esperimenti universitari realizzati tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ‘60 utilizzando elaboratori elettronici particolarmente costosi (Figura 2) , il vero cambiamento nel mondo della progettazione avviene tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ‘80 .


Figura 2 - SKETCHPAD usato dal suo creatore (tratto da Sketchpad: A man-machine graphical communication system – Cambridge University 574)

La produzione e commercializzazione dei primi personal computers permette di poter elaborare informazioni grafiche senza dover impiegare budget economici importanti.
Si tratta di un momento particolarmente significativo per il mondo della progettazione. Si introduce il termine “progettazione assistita al computer” (che viene sintetizzata nell’acronimo CAD) .
Nel 1982 compare sul mercato il primo software di disegno vettoriale bidimensionale (Figura 3).



Figura 3- il primo software di disegno vettoriale bidimensionale - 1982.

L’attività grafico-progettuale viene realizzata con l’ausilio di strumenti informatici. Gli elaborati sono ancora bidimensionali, il computer è concepito solo come un tecnigrafo evoluto.
La modellizzazione tridimensione ha ancora uno spazio proprio, e si avvale di quanto impostato al computer per ottenere risultati più dettagliati.
Nell’ottica della progettazione edile più in generale appare evidente che in quegli anni si comincia a configurare una pratica professionale diversa rispetto al passato: lo strumento elettronico comincia ad assumere un ruolo significativo.

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