Un esempio di nZEB in Piemonte: CorTau House

Esperienza di progettazione significativa

ABSTRACT
Lo scopo di questo articolo è quello di illustrare le scelte architettoniche ed impiantistiche che hanno portato, nella realizzazione della CorTau House, al raggiungimento di prestazioni energetiche molto elevate tanto da poterla definire un nZEB, ovvero un edificio ad energia quasi-zero. Parlando di nZEB, si fa riferimento alla Direttiva EPBD 2010/31/UE che prevede la trasformazione del comparto edilizio, sia esso pubblico o privato, in edifici ad energia quasi zero entro il 2021 ed impone agli Stati membri dell’Unione Europea di fissare dei requisiti minimi di prestazione energetica. Di seguito sono illustrate le tecniche costruttive e gli accorgimenti energetici ed impiantistici adottati per la realizzazione di questo caso studio specifico.

1. INTRODUZIONE
Quando si parla di risparmio energetico, basso impatto ambientale e riduzione dei costi in riferimento agli edifici, altro non si fa che parlare di nZEB.
Con il termine nZEB, nearly-Zero Energy Building, si rimanda ad un edificio capace di bilanciare nel miglior modo possibile l'impiego dell’energia consumata e di quella prodotta. La direttiva EPBD 2010/31/UE definisce, infatti, gli nZEB come edifici con una domanda di energia molto bassa o addirittura vicina allo zero, coperta in misura significativa da fonti energetiche rinnovabili, siano esse collocate in situ o nelle vicinanze.
Nel novembre 2015 il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Ambiente aprono la consultazione pubblica del PANZEB, Piano d'Azione Nazionale per incrementare gli edifici ad energia quasi zero, previsto dal decreto legislativo n. 102/2005: nel piano viene chiarita la definizione di nZEB, prendendo in considerazione le prestazioni energetiche in base alle tipologie d'uso ed alle zone climatiche, e stimando inoltre i sovra-costi necessari per la loro realizzazione.
La direttiva EPBD prevede che entro il 31 dicembre 2021, tutti gli edifici di nuova costruzione siano edifici ad energia quasi-zero, fatta eccezione per quelli pubblici, compresi quelli scolastici, per i quali il termine è anticipato al 31 dicembre 2018. Questi nuovi edifici dovranno rispondere a precisi canoni costruttivi descritti dalla direttiva europea 2012/27/UE.
Considerando che in Europa gli edifici sono responsabili di circa il 40% del consumo di energia e di un terzo delle emissioni di CO2, dal 2021 i consumi dovrebbero ridursi significativamente.


2. IL CASO STUDIO CORTAU HOUSE

 


Figura 1 - Stato di fatto CorTau House, fronte Sud Figura 2 - Progetto CorTau House, fronte Sud

Il caso studio preso in esame è la CorTau House, esempio di nZEB in Piemonte, sito a Livorno Ferraris, Nord Italia, ricavato dalla ristrutturazione di una “curmà”, tipico fabbricato rurale piemontese.
La progettazione di questo edificio residenziale unifamiliare è stata un'esperienza significativa, una sfida architettonica ed energetica volta all'ottenimento di una casa ad energia zero in clima Mediterraneo, nella quale la qualità architettonica è stata combinata in modo perfetto con soluzioni impiantistiche ad elevate prestazioni.

La costruzione ha avuto inizio a Marzo 2014 e si è conclusa a Gennaio 2016.

Il gruppo di progetto era così composto:
• Progetto architettonico:
• Progetto energetico e di climatizzazione: S.P. Corgnati, L. Rollino
• Progetto elettrico e del sistema di comunicazione: A. Barberis
• Progetto strutturale: P. Bormida

Questo edificio combina principi di architettura bioclimatica con impianti tecnologici performanti, facendo in modo che sia soddisfatta la domanda annua di energia che permette di raggiungere il target nZEB.

2.1 Soluzioni architettoniche ed impiantistiche utilizzate


Figura 3 - Fasi di realizzazione dell'edificio

CorTau House è stata sin da subito concepita come edificio completamente elettrico e soddisfa la domanda energetica attraverso l'auto-generazione grazie ad un impianto solare fotovoltaico di 7 kWpicco, installato sul tetto, che garantisce tutta l'energia necessaria all'edificio per il riscaldamento, il raffrescamento, la ventilazione e l’illuminazione.
È presente un sistema di ventilazione meccanica controllata (VMC) con recupero di calore e deumidificatore, combinato con un sistema a pavimento radiante per il riscaldamento e raffrescamento in tutte le stanze, con l'aggiunta di radiatori elettrici nei bagni.
La pompa di calore acqua-acqua non solo garantisce il riscaldamento e il raffrescamento, ma consente anche la produzione di acqua calda sanitaria (ACS) per il fabbisogno dell'edificio.
La casa, che è caratterizzata da una superficie utile climatizzata di 162,1 m2, è un esempio perfetto di edificio ad energia quasi zero, replicabile sia a livello regionale che nazionale.
Il nuovo volume si inserisce al di sotto del tetto preesistente che è stato mantenuto nella sua struttura originale in legno con la copertura in tegole.
La facciata sud prevede una maggiore superficie vetrata rispetto a quella nord, e presenta alcuni accorgimenti fondamentali per contenere i consumi ed ottenere il massimo comfort interno: profondi aggetti orizzontali, accuratamente progettati, massimizzano gli apporti solari in inverno e riducono il surriscaldamento in estate. Con funzione di controllo solare è stato inoltre studiato il posizionamento di alberi e siepi che contribuiscono anche alla protezione acustica dell'edificio.

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